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Indino (Confcommercio): "Crollano le vendite, le imprese più piccole sono in grave sofferenza"

Il presidente provinciale commenta i dati di Unioncamere che indicano una flessione del 22,6% per il commercio specializzato non alimentare

I dati di Unioncamere sono "allarmanti" per il presidente Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino, che commenta il report sul commercio al dettaglio relativo al primo trimestre 2020 con una flessione delle vendite del 13,1% e per il commercio specializzato non alimentare del 22,6%. "L'unico segno più - sottolinea Indino - è quello della grande distribuzione, mentre le imprese più piccole sono in grave sofferenza: senza un piano straordinario di aiuti in autunno saranno migliaia quelle destinate a chiudere e per il nostro sistema economico e sociale sarebbe un autentico disastro”.

“La lettura dei dati sul commercio al dettaglio nel primo trimestre 2020 pubblicati da Unioncamere Emilia Romagna - analizza il presidente Confcommercio della provincia di Rimini - evidenziano, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ciò che l’Ufficio studi Confcommercio aveva già previsto: un crollo consistente delle vendite, che arriva ad essere il più alto mai documentato, attestandosi a -13,1%. Quello che preoccupa maggiormente – spiega il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino - è l’andamento delle vendite nella piccola impresa di commercio specializzato non alimentare, che ha fatto registrare perdite evidentissime che arrivano al -22,6%. Il comparto alimentare ha tenuto meglio, ma non si può essere soddisfatti nemmeno di questo unico segno più: se ipermercati, supermercati e grandi magazzini aumentano il loro volume d’affari con un +8,6%, le piccole botteghe perdono infatti il 3,6% rispetto al 2019. Non si può dunque prescindere da un piano di interventi consistente in grado di garantire un adeguato sostegno alle imprese e capace di ridare fiducia alle famiglie. I dati del primo trimestre 2020 ci fanno capire che senza un piano straordinario di aiuti in autunno saranno migliaia le imprese destinate a chiudere, soprattutto quelle di piccole dimensioni. Per il nostro sistema economico e sociale sarebbe un autentico disastro".

"I dati - prosegue Indino - mostrano una chiara correlazione dell’andamento delle vendite con la dimensione aziendale: meno sono gli addetti più è alto il calo delle vendite. La piccola distribuzione, da 1 a 5 addetti, che più ha risentito delle chiusure, ha accusato un calo notevole e senza precedenti delle vendite (-18,3%). Le imprese di media dimensione, da 6 a 19 addetti, registrano una caduta più contenuta (-13,5%), ma anch’essa senza precedenti. La tendenza risulta negativa, ma più contenuta per le imprese di maggiore dimensione, che hanno limitato a una cifra la riduzione delle vendite (-7,3%). Dalla lettura congiunta dei dati possiamo quindi ipotizzare per il piccolo dettaglio specializzato non alimentare un calo medio delle vendite di circa il 30%. Nei centri storici delle città medio-grandi il dato medio del calo delle vendite supera anche il 40%. Unioncamere fotografa anche le province: Rimini non si discosta dal dato regionale, con il 61% dei commercianti che dichiara un calo delle vendite che sfiora l’11%, in linea con Parma e Piacenza e peggiore di tutte le altre province del territorio. Non vanno meglio le previsioni per il trimestre successivo, con il 62% delle imprese commerciali ad attendersi un ulteriore grosso calo. Se la consistenza delle giacenze di magazzino nei negozi riminesi durante il periodo del rilevamento è stabile per il 74% delle imprese, ma per nessuna in diminuzione (unica provincia in regione), il dato sulle previsioni relative agli ordinativi rivolti ai fornitori nel trimestre successivo è il peggiore delle province emiliano-romagnole: solamente il 9% lo dichiara in aumento, mentre per il 67% gli ordinativi saranno in diminuzione ben oltre il 59% della media regionale. Tutto ciò implica che le misure del Decreto Agosto devono essere fortemente potenziate e sarà fondamentale il lungimirante utilizzo del Recovery Fund, che potrebbe rappresentare un’occasione storica di rilancio del sistema Italia”.

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