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Info Day 2014, porte aperte al Digestione Anaerobica di Ca’ Baldacci

Per l’occasione, Hera ha messo a disposizione un numero telefonico dedicato che i cittadini interessati potranno contattare per prenotarsi: 051- 4225507

Porte aperte per il nuovo impianto di Digestione Anaerobica di Ca’ Baldacci. Hera aderisce infatti a Info Day 2014, evento lanciato dalla Provincia di Rimini per promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, in un’ottica di condivisione e trasparenza con il territorio. Grazie a questo evento, i cittadini potranno visitare l’impianto eccezionalmente nel fine settimana, precisamente il 29 e il 30 marzo. Per l’occasione, Hera ha messo a disposizione un numero telefonico dedicato che i cittadini interessati potranno contattare per prenotarsi: 051- 4225507. Il numero resterà attivo tutti i giorni dal 24 al 28 marzo nella fascia oraria 9.00-12.00.

Energia elettrica e compost per la massima valorizzazione della raccolta differenziata dell’organico
8.000 MWh all’anno di energia elettrica rinnovabile generata (pari al fabbisogno di circa 9.000 cittadini) e 4.000 tonnellate annue di compost biologico prodotto. Sono questi i numeri attesi tra il 2014 e il 2015 del nuovo biodigestore anaerobico di Cà Baldacci di Rimini, realizzato attuando un completo rinnovo all’impianto di compostaggio precedente, con un investimento pari a 10 milioni di euro.
Nel processo di compostaggio tradizionale (aerobico) la frazione organica viene degradata fino alla sua trasformazione in un prodotto stabilizzato e idoneo all’agricoltura, il tutto attraverso un consistente consumo di energia elettrica (dovuto alla necessità di insufflare nel rifiuto grandi quantità di aria) ed alla dispersione in atmosfera sottoforma di calore dell’energia contenuta nelle molecole organiche.
Nell’impianto di nuova realizzazione invece, grazie ad un processo di tipo anaerobico (in assenza di ossigeno), si raggiungono gli stessi risultati  con il vantaggio però di recuperare l’energia contenuta nella sostanza organica. L’impianto, all’avanguardia in Europa e uno dei pochi presenti in Italia, consente la massima valorizzazione della raccolta differenziata della frazione organica. Grazie a un processo di digestione anaerobica completamente a freddo (dunque in assenza di qualsiasi processo di combustione) il rifiuto organico produce biogas, che a sua volta genera energia elettrica rinnovabile e alla fine del processo è trasformato in compost.

Impianto pienamente coerente con le indicazioni nazionali ed europee
La digestione anaerobica ed il compostaggio sono processi pienamente coerenti con la direttiva europea sui rifiuti, con il libro verde sui rifiuti biodegradabili e con il complesso delle norme italiane sui rifiuti che indirizzano per una corretta gestione dei rifiuti biodegradabili alla valorizzazione del loro contenuto energetico mediante la produzione di biogas e al recupero di materia attraverso la produzione di compost per il successivo utilizzo in agricoltura in sostituzione di fertilizzanti chimici.

Il processo produttivo all’interno del biodigestore anaerobico
La tecnologia utilizzata dall’impianto, di provenienza tedesca e già utilizzata da AWM, azienda pubblica di igiene urbana di Monaco di Baviera, è tecnicamente denominata di fermentazione a secco (batch dry fermentation).
1. Triturazione.
Il rifiuto, una volta entrato, viene triturato in preparazione delle fasi di lavorazione successive. Un po’ come nell’uomo e negli animali la masticazione è propedeutica alla digestione vera e propria.
2. Digestione.
Inizia a questo punto la fase di digestione anaerobica (in assenza di ossigeno) dei rifiuti triturati. Questi vengono chiusi per 25 - 30 giorni  in celle di cemento armato a tenuta stagna, al buio, e al caldo (circa 37°C). In queste condizioni si sviluppano dei batteri, del tutto simili a quelli presenti nello stomaco delle mucche, che avviano un processo di digestione anaerobica, cioè in assenza di ossigeno. Tale processo produce un biogas (contenente circa il 60% di metano) che, opportunamente convogliato, alimenta i motori deputati alla produzione di energia elettrica e termica rinnovabile. Contemporaneamente, parte del calore prodotto viene utilizzato per il riscaldamento delle stesse celle anaerobiche, della sezione di essiccazione e per il riscaldamento degli uffici, in un circolo virtuoso di cogenerazione che consente un sensibile risparmio di energia.
3. Produzione di energia elettrica rinnovabile.
L’energia elettrica prodotta viene ceduta alla rete elettrica nazionale grazie a una cabina posta all’interno dell’impianto. La potenzialità di trattamento dell’impianto (40.000 tonnellate/anno, invariate rispetto al precedente) consente la produzione di  8.000 MWh all’anno di energia elettrica completamente rinnovabile. In termini pratici significa riuscire a soddisfare il fabbisogno di circa 9.000 cittadini.
4. Stabilizzazione.
Al termine della digestione anaerobica il materiale viene estratto dalle celle e per circa 21 giorni, viene spostato sulle cosiddette corsie areate, vale a dire dotate di pavimento forato che consente, appunto, il passaggio di aria per l’areazione del materiale stesso.
Inizia qui la fase di stabilizzazione aerobica, dove grazie all’aria che passa dai fori, il materiale viene asciugato e ulteriormente deodorizzato, agevolandone la trasformazione in compost.
5. Vagliatura.
Successivamente il materiale è sottoposto a un trattamento di vagliatura meccanica per eliminare eventuali materiali indesiderati, come plastica o inerti, e ottenere così un compost di qualità, certificato dal Consorzio Italiano Compostatori.

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