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Economia

L'indagine: l'84% dei romagnoli si ritiene informato, più della metà usa anche internet per le notizie

Il 56% dei romagnoli usa ormai internet per informarsi, utilizzandoli in gran parte accanto a quelli tradizionali, il 16% di loro ne fanno un uso prevalente

Donne più informate degli uomini; qualche "crepa" nell'attendibilità dei media tradizionali; giovani più coscienti delle fake news; l'appeal in crescita di Tik Tok tra i social: sono solo alcuni degli spunti che offre una lettura analitica dell'indagine commissionata dalla Camera di commercio della Romagna all'Istituto Piepoli sul rapporto tra romagnoli e informazione. È una prima tendenza la mette in evidenza il presidente Carlo Battistini: le donne, rispetto agli uomini, dimostrano "una maggiore comprensione e attitudine all'informazione". 

Il tutto nell'ambito di un macrodato, entra nello specifico della survey Livio Gigliuto, in base al quale l'84% dei romagnoli è molto informato su cosa succede, rispetto a una media nazionale di circa il 66%. L'indagine è stata effettuata a marzo su 600 persone e verrà ripetuta altre due volte entro l'anno. Dunque, l'87% delle donne romagnole e l'81% degli uomini si informano tutti i giorni, percentuale che cresce con l'età: lo fanno meno i giovani, 66% tra i 18-24 anni, e di più gli over 65, 88%. 

Il 56% dei romagnoli usa ormai internet per informarsi, utilizzandoli in gran parte accanto a quelli tradizionali, il 16% di loro ne fanno un uso prevalente e un 39% misto, mentre il 44% tende a preferire i canali tradizionali, come tv, radio e giornali. Tuttavia le differenze con le fasce di età sono marcate: l'uso preponderante di internet per informarsi sale al 29% per la fascia 18-24 anni decrescendo fino al 7% per gli ultra 65enni. Dunque per i giovani c'è uno "switch" tra digitali e tradizionali, 21%.

A livello di attendibilità, prosegue Gigliuto, le news di tv e giornali sono ritenute più corrette e attendibili dal 65%, in particolare per gli over 25. Mentre per gli under si scende al 53%. L'attendibilità delle notizie da canali digitali si ferma invece al 38%. A livello di fonti si conferma quindi "mamma tv": per il 77% è la principale fonte informativa, prima per tutte le fasce di età, seguita da web al 35%, giornali al 26%, radio al 7% e passaparola parenti o amici al 4%. Con la "scalata" di Internet tra i giovani che arriva al 53% e il "controsorpasso" tra gli over 65 dei giornali per il secondo post, 32%.

Nello specifico delle fonti online, sintetizza Gigliuto, l'abitudine dei romagnoli per reperire informazioni e notizie è "prendere il cellulare e cercare su google, o su i social network, infine su un sito giornalistico". Più nel dettaglio, la metà usa i motori di ricerca; il 41% i social media, 34% donne e 50% uomini; il 38% siti di news o app. Tra gli under 25 sono a pari merito motori di ricerca e social. E tra questi ultimi su tutti Facebook con il 65%, seguito da Instagram al 50%, Youtube al 29%, Whatsapp al 26%, X al 15%, Telegram al 9%, Tik Tok al 7% e Linkedin al 6%.

Statistiche che risentono decisamente del fattore generazionale: sotto i 25 anni Facebook, nelle altre fasce sempre primo, scende al quarto posto, X scavalca Youtube per il secondo e Tik Tok sale al 25%. Comparando Facebook, Instagra, X e Tik Tok, per i primi tre ad attrarre sono testate di news famose e giornalisti, seguite dalle persone comuni per il primo e terzo, e dagli infuencer per Instagram; per Tik Tok invece al primo posto ci sono politici e attivisti politici, seguiti da influencer e testate a pari merito

Per quanto riguarda il calderone delle fake news, il dato "molto preoccupante" è che la metà ci è "cascata" e oltre il 20% con una certa frequenza. "sono più propensi a crederci, 60%, i giovani", ma è anche una questione di consapevolezza, spiega Gigliuto. In generale il 47% ritiene ci sia più rischio sul web, il 33% in egual modo tra canali tradizionali e digitali, il 9% più sui primi. A conferma di "qualche crepa" nel rapporto con i media tradizionali. Inoltre per otto romagnoli su 10 le fake news sono "sempre più difficili da riconoscere, sono prodotti fatti sempre meglio", anche se oltre la metà pensa di avere le competenze per distinguerle, in particolare i giovani, decisamente meno gli over 65. Da ultimo l'indagine affronta "l'elefante in salotto": l'Intelligenza artificiale, conosciuta dall'85% del campione. Per quasi la metà, 47%, peggiorerà la qualità dell'informazione, percentuale che attiva al 55% tra i più giovani, e per il 17% la migliorerà. 

Per otto romagnoli su 10, e nove tra i giovani, è dunque necessaria una rete tra Istituzioni e professionisti della comunicazione per diffondere la consapevolezza dei pericoli della disinformazione. Infine dall'indagine risulta una buona conoscenza, 71%, e fiducia, 62%, della Camera di commercio della Romagna. Le attività per l'orientamento al lavoro sono quelle maggiormente conosciute, ancora più dei tradizionali servizi di tenuta del registro delle imprese e albi ed elenchi, e di contributi e formazione per lo sviluppo delle imprese (da Agenzia Dire).

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