"Iniettare subito liquidità nel tessuto produttivo locale, per rispondere al bisogno delle aziende"

La ricceta di Confindustria Romagna per velocizzare al massimo l’accesso ai benefici della riapertura nella fase 2

"Iniettare subito liquidità nel tessuto produttivo locale, per rispondere al bisogno immediato di aziende che oggi non stanno generando fatturato e non possono fronteggiare neanche i propri costi".  È la richiesta di Confindustria Romagna, allo scopo di velocizzare al massimo l’accesso ai benefici, riducendo lo scarto temporale fra l’adozione delle norme e la loro concreta operatività. “Sollecitiamo uno sblocco imminente delle pratiche, perché ogni giorno che passa cresce il rischio che le imprese non riaprano più”, afferma il vicepresidente dell’associazione con delega al credito, Alessandro Pesaresi. L’aspetto cruciale delle risorse messe in campo dal Governo è infatti la velocità d’intervento: “dato che molte imprese potrebbero entrare in difficoltà entro i primi due mesi, è vitale agire velocemente per evitare crisi già nelle prossime settimane, mettendo a rischio intere filiere produttive”.

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Già prima dell’epidemia, un’indagine Istat a livello nazionale segnalava una flessione della liquidità disponibile in azienda e il credito bancario era in calo (-1,3% annuo). Ora si rischia che le riserve di cassa nelle realtà romagnole si azzerino rapidamente e che tante imprese del territorio non riescano più a far fronte ai pagamenti: questo potrebbe condurre a una diffusa crisi di solvibilità nel settore produttivo, anche per aziende con bilanci solidi prima del Covid-19. “Il vero sostegno alle piccole e medie imprese dovrebbe arrivare dai finanziamenti fino a 5 milioni di euro tramite il fondo di garanzia gestito dal Medio credito centrale – conclude Pesaresi - Su questa importante linea di sostegno sollecitiamo quindi tutti gli attori coinvolti per velocizzare al massimo l’operatività, garantendo l’effettivo arrivo della liquidità in azienda il prima possibile”.

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