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Sabato, 20 Agosto 2022
Economia

L'inverno senza gas fa paura: vendite di stufe a biomassa aumentate del 500%

Nel riminese è corsa al riscaldamento alternativo ed ecologico e alla riconversione dei caminetti a legna, fino a 5 mesi di attesa per avere l'impianto montato in casa

Nonostante in questi giorni la colonnina di mercurio sia abbondantemente sopra i 30 gradi e siamo in un periodo in cui l'inverno sembra essere lontano anni luce, i venti di guerra in Ucraina con il conseguente rincaro delle materie prime energetiche e lo spettro di rimanere al freddo per mancanza di gas stanno spingendo i più previdenti all'acquisto delle stufe a biomassa. Una vera e propria "corsa" che sta facendo impazzire il mercato e che, allo stesso tempo, sta portando lunghissime liste d'attesa per vedere il proprio impianto installato e funzionante nel salotto casa. Una scelta dettata, anche, dall'intenzione di riconvertire i vecchi caminetti a legna diventati vietati dal Piano aria integrato regionale, studiato per combattere l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria, che dovrebbero rimanere spenti a causa della produzione di smog e della scarsa efficienza energetica. "Come sempre accade in Italia - spiega Fabrizio Santarini, titolare della Casa del marmo e del caminetto di Rimini - quando accadono certi fatti si scatena una vera e propria psicosi quando, nella realtà, già da anni molti sarebbero dovuti passare all'utilizzo delle biomasse se non altro per mettere a norma i camini a legna che hanno nelle case. I caminetti non sono più dei 'giocattoli' da accendere solo per vedere le fiamme 'ballare' ma devono essere concepiti come caldaie efficienti per riscaldare un ambiente e non inquinare. E' sempre e solo la paura che fa smuovere queste cose. Erano decenni che ci si sarebbe dovuto pensare e adeguarsi con un impianto di riscaldamento non inquinante ed economico".

In questi ultimi tempi si è scatenata una vera e propria corsa alla caldaia a biomassa, di che numeri stiamo parlando?
Ci sono due tipi di motivi che spingono i clienti all'acquisto: il primo è dettato da una vera e propria isteria dettata dalle notizie allarmanti sul prossimo inverno. Il secondo è una spesa consapevole, magari per mettere a norma il vecchio camino di casa, dettata da uno spirito sia ecologico che una voglia di risparmiare. Sommati entrambi i casi, abbiamo registrato un aumento delle vendite che stimiamo sia maggiore del 500% rispetto allo scorso anno.

Al di là degli scenari più allarmistici, secondo cui il prossimo inverno si rischia di rimanere al freddo, quella del riscaldamento a biomasse resta la miglior scelta ecologica?
Il tema dell'energia rinnovabile è molto sentito da chi si rivolge a noi e, soprattutto, un impianto a biomassa è l'unica soluzione per poter continuare ad utilizzare i caminetti che altrimenti dovrebbero rimanere spenti. In questa maniera vengono completamente trasformati e messi in linea con le normative antismog e, questo, è un aspetto fondamentale per le persone che sempre più sono sensibili all'ambiente e contrari alle energie fossili non rinnovabili.

Con il boom di richieste i prezzi di un impianto e del pellet sono aumentati?
Ovviamente anche questo settore segue le leggi di mercato: all'aumentare della richiesta il prezzo sale di conseguenza. In realtà il costo di un impianto non ha subìto incrementi apprezzabili rispetto al passato e col Conto Termico, l'incentivo erogato per la sostituzione di una stufa o la ristrutturazione di un caminetto con nuovi prodotti che abbiano i requisiti richiesti dal Gestore Servizi Energetici, si può recuperare parte dell'investimento. Quello che è cresciuto, semmai, è il costo delle biomasse. E' bene ricordare, tuttavia, che pellet costa comunque un terzo rispetto al gas metano. Certamente non ha la stessa comodità: è necessario girare per comprarlo e lavorare un po' per stoccarlo e metterlo nella stufa ma, alla fine, è anche un modo per fare un po' di attività e non è certo una cosa spiacevole.

Quindi la biomassa è una scelta "green"?
Come detto, tolti i casi di "isteria" di chi ha paura di rimanere al freddo quest'inverno, chi installa un impianto di questo genere è solitamente molto attento al rispetto della natura ed è una cosa positiva ragionare con una logica di utilizzo di fonti rinnovabili che non danneggiano l'ambiente.

Con l'aumentare delle richieste si sono allungati anche i tempi di attesa per l'installazione?
Nessuna azienda era preparata ad un aumento di volumi di questo genere. Se si perfeziona oggi l'acquisto di un impianto, ottimisticamente dovrebbe essere installato entro capodanno. Realisticamente, però, è più probabile che si arrivi anche a gennaio.

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