Investimenti per le imprese locali: Rimini maglia nera in Romagna

Rimini maglia nera in Romagna per investimenti del pubblico a sostegno delle imprese economiche locali. Tra il 2007 e il 2009 le amministrazioni hanno speso in media 234 euro a cittadino

Rimini maglia nera in Romagna per investimenti del pubblico a sostegno delle imprese economiche locali. Tra il 2007 e il 2009 le amministrazioni hanno speso in media 234 euro a cittadino, a fronte dei 300 euro tra il 2005 e il 2007. A Ravenna si è invece passati dai 229 euro di sei anni fa ai 186 del 2009, per un saldo percentuale del -18,8%. I dati sono stati riportati da “Il Sole 24 Ore” sulla base dell’indagine effettuata da Ifel-Ref: nnon rientra nella classifica la provincia di Forlì-Cesena.


“L’indagine Ifel-Ref, riportata quest’oggi dal quotidiano economico ‘Il Sole 24 Ore’, e relativa alla spesa per investimenti dei Comuni per territori provinciali mette senza dubbio in luce alcune serie problematiche, sulle quali devono fare i conti gli Enti locali – ha affermato l’assessore i Lavori Pubblici della Provincia di Rimini, Meris Soldati -. Dai certificati dei consuntivi forniti dai 20 Comuni della provincia di Rimini (ancora non era ricompreso l’allargamento ai 27), emerge come il nostro territorio sia tra i più penalizzati dalla ‘gelata’ sugli investimenti pubblici che ha colpito il Paese dal 2008”.


“In cifre si tratta di un – 22,2% nel biennio 2007/2009 rispetto al 2005/2007, passando in numeri assoluti da 300 a 234 milioni di euro. La lettura del dato è piuttosto sfaccettata – ha aggiunto Soldati -. Da un lato emerge come siano i Comuni del Nord e del Centro Nord a subire maggiormente la contrazione dei lavori pubblici nei quattro anni presi in considerazione; le aree, come rileva lo stesso ‘Sole 24 Ore’, che prima di incontrare regole quali il Patto di Stabilità erano senz’altro tra le più dinamiche e vitali in Italia. I 20 Comuni del territorio riminese, in tal senso, sono un caso di scuola”.

“Nel biennio 2005/2007 altissimo era il monte investimenti pubblici, abbassandosi di oltre 60 milioni di euro nei due anni successivi – ha ricordato l’assessore -. Ci vuole poco a fare due calcoli. Sommando gli investimenti ‘sulla carta’ (cioè fattibili perché coperti economicamente ma bloccati dai vincoli del Patto di Stabilità) delle Amministrazioni comunali del Riminese si supera agevolmente la soglia dei 55 milioni di euro, rendendo dunque potenzialmente omogenea la comparazione. A puro titolo esemplificativo, segnalo la difficoltà di Comuni del nostro territorio, i quali hanno ottenuto finanziamenti dalla Regione- attraverso bandi attuati dalla Provincia di Rimini-  per la realizzazione di scuole dell’infanzia ma che non potendo coprire la loro quota parte causa vincoli finanziari nazionali, rischiano di perdere l’occasione di realizzare tali opere e, insieme ad esse, il relativo contributo regionale.

“Tali progetti non solo sono necessari per dare una risposta ai bisogni della nostra comunità, ma sarebbero un importante stimolo alla crescita e quindi all’uscita dalla drammatica crisi che sta investendo il nostro Paese – ha proseguito -. E’ vero o no che gli investimenti prodotti dal sistema degli Enti locali rappresentano una quota rilevantissima degli investimenti totali che vengono prodotti in Italia? Non solo: le opere pubbliche danno respiro non solo alle imprese ma alla rete occupazionale, dunque alle famiglie, quindi permettono di dotare un territorio peculiare come il nostro delle infrastrutture per lo sviluppo e per l’accessibilità che sono essenziali per vincere la competizione a tutti i livelli”.

“Altro elemento che caratterizza le difficoltà del sistema delle imprese in questa fase, e che è una diretta conseguenza delle ‘tenaglie’ imposte dal patto di stabilità, sono i tempi di pagamento per gli investimenti già fatti – ha aggiunto Soldati -. Solo come Provincia di Rimini, ma nella stessa condizione si trovano tutti i Comuni, abbiamo congelati in cassa dal Patto di Stabilità oltre 21 mln di euro da erogare alle imprese che hanno realizzato le opere. Le conseguenze per la rete delle piccole e medie attività imprenditoriali sono immaginabili. Anche per supplire questo che dal 2010 abbiamo attivato un importante accordo con le banche per lo sconto delle fatture a beneficio delle imprese che vantano crediti nei confronti degli Enti locali del nostro territorio. L’indagine Ifel-Ref mette in evidenza un altro aspetto, più positivo. Nonostante la contrazione, i Comuni del Riminese sono ancora al top in Emilia Romagna per monte investimenti anche nel biennio più ‘magro”, ha concluso.

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