Italian Exhibition Group e soci affinano iter della quotazione in borsa

Arriva questa mattina in commissione in Comune a Rimini la "delibera di integrazione" del mandato esecutivo a Italian Exhibition Group per la quotazione in Borsa

Una serie di aggiustamenti per "puntellare l'interesse pubblico". Arriva questa mattina in commissione in Comune a Rimini la "delibera di integrazione" del mandato esecutivo a Italian Exhibition Group per la quotazione in Borsa. Infatti, spiega l'assessore al Bilancio Gian Luca Brasini, il deposito della certificazione alla Consob sono stati nominati gli advisor che hanno integrato la delibera. Da un punto di vista tecnico è stata inserita la clausola "green shoe", vale a dire la possibilità di usare nei primi 30 giorni dalla quotazione fino al 10% del valore delle azioni per assestare l'andamento del titolo in caso di forte oscillazioni sia al rialzo che al ribasso. Inoltre Ieg è richiamato al riacquisto fino al 10% delle azioni per riserva se dopo i primi 30 giorni dalla quotazione il titolo registra forti oscillazioni. L'obiettivo, aggiunge Brasini, è "stabilizzare il titolo nel corso del tempo, così, in caso di aggregazioni con altri sistemi fieristici Rimini potrà contare su "un fisico maggiore". Non solo.

La precedente delibera conteneva una "forchetta" del possibile valore delle azioni, da un minimo di 4,86 euro a un massimo di 5,022. Ritenendo inutile se non controproducente stabilire un massimo, si dà mandato ai due Join global coordinator di fare "un'attività di premarketing sul mercato per riconoscere il valore delle azioni". Dopodichè si deciderà "se quel prezzo contempera l'interesse pubblico e quello della fiera". In questo periodo, argomenta l'assessore, tra Def e spread "i mercati finanziari stanno reagendo malissimo" e dato che la prima finestra per la quotazione è a novembre la volontà è capire se si tratti ancora del momento giusto o se sia più utile aspettare la seconda finestra della primavera. Più nello specifico, c'era una previsione a realizzare 18 milioni di euro dalla vendita delle azioni per la partecipata Rimini congressi. Oggi il mandato è per una vendita di "almeno" 18 milioni e ne estingua 15,5 di debito. La società dovrà inoltre mantenere il 50% del capital sociale con voto maggiorato, o il 33,34%. Dunque tre passi, conclude Brasini: estinzione del debito, mantenimento dell'equilibrio e del controllo delle quote della società.
(Agenzia Dire)

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