Economia

L'aeroporto di Forlì abbraccia Ravenna e smorza le polemiche con Rimini

il presidente Giuseppe Silvestrini di guerra dei cieli non vuole sentire proprio parlare: "Vogliamo fare conoscere l'aeroporto della Romagna" e Ravenna "ha bisogno di questi servizi"

Dare spazio alle ambizioni della Romagna. È il compito che si prende il rinato aeroporto di Forlì, cercando alleati anche nelle amministrazioni pubbliche, a partire dalla Provincia di Ravenna e dai suoi Comuni. Oggi la società Forli Airport presenta dunque al presidente Michele De Pascale e ai sindaci di Faenza e Cervia, Massimo Isola e Massimo Medri, la propria offerta di voli. Glissando qualsiasi polemica con Rimini. D'altronde il presidente Giuseppe Silvestrini di guerra dei cieli non vuole sentire proprio parlare, le provocazioni arrivano da altre latitudini. "Vogliamo fare conoscere l'aeroporto della Romagna", spiega Silvestrini, e Ravenna "ha bisogno di questi servizi", dato che come città d'arte è "un motore di un messaggio per tutto il mondo". Poi ci sono le colline romagnole, "un'area da sviluppare", Faenza che "può essere molto interessante dal punto di vista turistico", e la costa fino a Cesenatico con i suoi 10 milioni di presenze che il Ridolfi può contribuire ad aumentare. Senza dimenticare le rotte del business per industria e artigianato. Certo, aggiunge, "ora voliamo ancora poco ma più di altri e abbiamo grandi ambizioni". Si sta sviluppando anche il rapporto con la Regione e se "siamo fuori dalla sponsorizzazione europea perchè troppo vicini ad altri scali, ci assiste comunque". L'aeroporto, gli fa eco il consigliere delegato di Fa Sandro Gasparrini, non dev'essere un luogo chiuso, ma "uno strumento che arriva alle esigenze di cittadini e operatori. Per cui occorre "partire dai bisogni della comunità e trovare vettori aerei che modellano i servizi secondo i nostri bisogni". Così le quattro compagnie che servono il Forli, Air Dolomiti, Air Horizont, Ego Airways e Luminwings, sono "legate a triplo filo: policy-strategia, contrattazione-condivisione, flessibilità on demand".

Sulle rotte, conclude Gasparrini, verrà creata una sorte di "conferenza permanente di ascolto": il 2021 sarà un "anno ballerino, ma questi sei mesi di sperimentazione ci fanno anche comodo per fare conoscere un asset di cui la Romagna può godere e che implemeta la catena". Occorre fare "gioco di squadra". Dal 21 giugno, ricorda il direttore generale di Fa Alessandro Sozzi, si volerà tre volte la settimana per Monaco e da lì per tutto il mondo, e tra le mete in entrata ci sono Londra, la Grecia, Parigi e Berlino. "Le evoluzioni ce le raccontano i territori", a partire dal "grande interesse per la Scandinavia" e dalla conferma del mercato tedesco.

La provincia di Ravenna è l'unica in Romagna senza scali ed è "più che naturale" il suo interesse, come quello dei territori limitrofi, per la rinata attività dell'aeroporto Ridolfi di Forlì. Lo sottolinea il presidente e sindaco di Ravenna Michele De Pascale ospitando oggi in Provincia i dirigenti di Forli Airport per la presentazione delle rotte. Aeroporto e connessioni a terra, argomenta, sono fondamentali sia per l'incoming turistico che per l'outgoing, per cui un servizio aeroportuale efficiente aumenta la qualità di vita del territorio. Ecco perchè il rinato Ridolfi "per noi è importante. Ci abbiamo guardato con scetticismo finchè non si sono palesati imprenditori seri e credibili". Dopo di che "abbiamo cercato di dare una mano nella fase travagliata del permitting". L'auspicio di De Pascale è mettere in campo ora "un coordinamento costante tra l'azione di promozione turistica e le rotte attivate", come già fatto con Bologna e Rimini, "rigettando qualsiasi polemica" perchè "al sindaco di Ravenna interessa che ci siano voli che atterrino nelle vicinanze con servizi efficienti di collegamento". Servizi al momento deficitari, per questo si guarda, oltre a taxi e car rent, a un servizio shuttle. "Fino a Cesentico facciamo 10 milioni di presenze, è impensabile che il Ridolfi non abbia interesse a intercettarli", ma occorre potenziare appunto i collegamenti.

Il sindaco di Faenza Massimo Isola vede "una grande traiettoria di futuro" dal Ridolfi, "uno dei primi aeroporti che aprono post Covid": ora servono "strumenti per riabituarci al mondo senza confini" e "uno scalo di prossimità fa la differenza per una provincia più europea e mondiale". Dunque "territorio più contemporaneo, turismo più forte e opportunità per l'export". Dello stesso avviso il collega di Cervia Massimo Medri: il sistema aeroportuale è "centrale" per il turismo, specie auello internazionale, e il Ridolfi rappresenta "un'occasione straordinaria" per il bacino fino a Cesenatico che è quello "naturale" per l'aeroporto forlivese. Servono allora, conclude, investimenti e promozione turistica.

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