L'urlo della Cna: "Fermate gli oltre 60.000 metri quadri di commerciale a San Giovanni"

Galeazzi: “Quando tutto questo sarà realizzato si decreterà la morte certa di negozi e botteghe dell’artigianato e del commercio di vicinato"

Con la conferenza di servizio aperta la settimana scorsa sul nuovo centro commerciale di Via al Mare a San Giovanni in Marignano, dove si prevedono 10.500 metri quadri di nuova superficie, l’accordo territoriale dell’area di Misano Adriatico, per una superfice di 30.000 metri quadri, alla prossima firma della provincia, la variante al RUE di Riccione dello scorso anno, si prevedono insediamenti commerciali per medie grandi superfici nella zona sud incomprensibili e insostenibili. “Quando tutto questo sarà realizzato si decreterà la morte certa di negozi e botteghe dell’artigianato e del commercio di vicinato - lancia l'allarme Mirco Galeazzi Presidente di CNA Rimini - risulteranno inutili tutti gli sforzi e gli investimenti che Regione, Provincia e Comuni hanno messo in campo in questi anni attraverso la Legge 41 sui centri commerciali naturali. E’ evidente la disparità competitiva fra la grande distribuzione, anche se monomarca, il commercio di vicinato e le botteghe dell’artigianato di servizio”.

Dall'incontro congiunto dei direttivi territoriali di CNA è emersa la preoccupazione soprattutto per la capacità di attrazione dei grandi centri commerciali, che riescono ad intercettare, trattenendo nelle loro casse la maggior parte della spesa dei consumatori, lasciando meno delle briciole alle piccole attività, che chiuderanno le loro botteghe spopolando borghi e centri storici. Per CNA Rimini quindi non è più sostenibile realizzare previsioni datate e risalenti a oltre un decennio fa, basando tutto l’interesse pubblico sullo scambio fra nuova edificazione ed opere pubbliche, seppur necessarie. La realizzazione del prolungamento della Via Del Carro a Misano, collegandola con la parte a mare della ferrovia, ed il primo stralcio della SP 58 a San Giovanni in Marignano, devono trovare altri canali di finanziamento e non possono essere la ragione per costruire decine di migliaia di metri quadri di nuove superfici commerciali.

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“Noi crediamo che ripensare l’uso del territorio in linea con gli obiettivi della nuova legge urbanistica regionale, che tende al consumo zero di nuovo territorio, sia la cosa giusta da fare” ha aggiunto Galeazzi “riteniamo che tendere al consumo zero di nuovo suolo, salvaguardare il sistema produttivo insediato, puntare al recupero e alla rigenerazione edilizia, ed alla riqualificazione urbana, siano obiettivi ampiamente condivisi, che possono esser perseguiti da subito”. CNA si attiverà in tutte le sedi affinché la grande preoccupazione emersa dai direttivi territoriali e la conseguente linea sia presa nella dovuta considerazione.”Non si tratta una battaglia corporativa” ha concluso Galeazzi “ma di democrazia economica e di qualità delle relazioni umane”.

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