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La crisi si fa sentire, cala il numero d'imprese in Emilia Romagna

Nel quarto trimestre del 2011 il numero delle imprese iscritte al Registro delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna è diminuito di 2.114 unità, una variazione negativa dello 0,4% rispetto al trimestre precedente

Nel quarto trimestre del 2011 il numero delle imprese iscritte al Registro delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna è diminuito di 2.114 unità, una variazione negativa dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Al 31 dicembre 2011, il totale delle imprese iscritte ammontava a 475.716. Tuttavia, se si allarga lo sguardo all’intero 2011 le imprese iscritte sono lievemente aumentate (+408 unità, +0,1%).  L’andamento del quarto trimestre è il peggiore dal 2001

È quanto emerge da una elaborazione del Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna sulla base della banca dati Movimprese. Si tratta della diminuzione rilevata è più ampia anche di quella registrata nel quarto trimestre del 2009: una dinamica che oltre ad interrompere la fase positiva che aveva caratterizzato i primi nove mesi dell’anno, sembra preannunciare la fase recessiva prospettata dagli scenari previsionali.

Il trend negativo è ascrivibile sia ad una diminuzione (5786) delle iscrizioni, sia ad un aumento delle cessazioni (7980) leggermente in salita rispetto all’anno precedente.  Anche in Italia negli ultimi dodici mesi le imprese registrate sono rimaste invariate, mentre a dicembre sono diminuite dello 0,4 per cento rispetto alla fine di settembre. La dinamica per forma giuridica

La tendenza di lungo periodo all’aumento delle imprese costituite in forma di società di capitale ha offerto l’unico contrasto alla riduzione delle imprese registrata nel trimestre. Le società di capitale sono rimaste sostanzialmente invariate nel trimestre e sono giunte a rappresentare il 21,5 per cento delle imprese registrate. Le ditte individuali hanno subito una flessione di 1.016 unità (-0,4 per cento), le società di persone sono diminuite di 958 unità (-0,9 per cento) e la consistenza delle imprese costituite come altre forme societarie si è ridotta di 156 unità (-1,3 per cento).

Rispetto all’anno precedente, alla fine del 2011, il saldo positivo delle società di capitale è risultato pari a 2.202 unità, con un aumento del 2,2 per cento. Come visto con riferimento al solo IV trimestre, si tratta dell’unico incremento rilevato se si considerano gli andamenti delle imprese registrate per forma giuridica. Le società di persone sono diminuite di 1.015 unità (-1,0 per cento), le ditte individuali hanno subito una lieve diminuzione (744 unità, -0,3 per cento) e le imprese costituite come altre forme societarie hanno messo in luce un saldo solo leggermente negativo (-35 unità, 0,3 per cento).

Le dinamiche per settore di attività economica - Nel quarto trimestre solo il settore della fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento ha fatto segnare un incremento apprezzabile in termini assoluti e rilevante in termini percentuali (+53 unità, +11,5 per cento). Al contrario sono stati pesanti i cali della consistenza delle imprese registrate nei settori del commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli (-486 unità, -0,5 per cento), dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-483 unità, -0,7 per cento), delle costruzioni (-374 unità, -0,5 per cento) e delle attività manifatturiere (-271 unità, -0,5 per cento).

L’agricoltura è caratterizzata da una progressiva tendenza alla riduzione del numero delle imprese, un dato non necessariamente negativo se sottintende un consolidamento di quelle esistenti. Nell’insieme del 2011, alla flessione delle imprese registrate dell’agricoltura (-1.569 unità, -2,3 per cento) si sono sommate quelle rilevate per le attività manifatturiere (-392 unità, -0,7 per cento) e per il trasporto e magazzinaggio (-335 unità, -1,9 per cento). Il settore dei trasporti è da tempo oggetto di una profonda ristrutturazione, la crisi ne ha accentuato ed accelerato l’evoluzione.
Aumenti delle imprese registrate sono stati rilevati solo nei settori dei servizi. I più rilevanti sono avvenuti nelle attività immobiliari (494 unità, +1,7 per cento), nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (458 unità, +1,4 per cento) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (371 unità, +2,3 per cento).

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