La siccità mette in ginocchio l’agricoltura: perdite fino al 60%

A lanciare l’allarme è la Cia Emilia Romagna che segnala una situazione critica in molte colture di pregio del territorio emiliano romagnolo

“I danni da siccità sono, purtroppo, ormai un dato di fatto anche in Emilia Romagna, soprattutto nel versante centro orientale”. A lanciare l’allarme è la Cia Emilia Romagna che segnala una situazione critica in molte colture di pregio del territorio emiliano romagnolo. “Le risorse idriche non sono sufficienti a coprire il fabbisogno d’acqua e le campagne sono le prime ad essere colpite dagli effetti disastrosi di questo caldo torrido -  precisa la Cia –  dove a subire le conseguenze peggiori sono soprattutto il mais, oltre ad altre coltivazioni estensive come soia, girasole e, anche se in misura minore, sorgo da granella. Problemi importanti si stanno registrando, inoltre, anche sulle orticole, in questo caso per effetto combinato alle elevate temperature di queste ultime settimane”.

Il mais, che proprio in questo periodo è nella fase di fioritura  - quindi molto sensibile ad alte temperature e alla mancanza di acqua -  ha già iniziato ad avvizzire e seccarsi. C’è il concreto pericolo, visto  anche il susseguirsi di anticicloni di matrice africana, di perdere tra il 30 e il 60 per cento della produzione. Anche l’ortofrutta sta subendo danni più o meno gravi a causa di “Scipione” e “Caronte” prima, di “Minosse” ora: dal colpo di calore, che provoca un forte “stress” con effetti sullo sviluppo delle drupe e delle bacche (è il caso di albicocche, pesche, nettarine e pomodoro)  alle scottature che provocano danni e deprezzamento un po’ su tutte le specie ortofrutticole, pere e mele comprese.

“Questo quadro dimostra senza ombra di dubbio come, considerati gli evidenti cambiamenti climatici in atto, sia necessario dare priorità alla rivisitazione e al potenziamento dei piani irrigui in essere. Sia che si tratti di invasi collinari per conservare le acque in eccesso del periodo invernale, sia che si ragioni di opere di adduzione e distribuzione in pianura”. Non possiamo tollerare che la disponibilità o meno di un bene comune come l’acqua  - conclude la Cia dell’Emilia Romagna - sia la discriminante alla possibilità di fare reddito fra un’azienda agricola e l’altra.”

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Partorisce in spiaggia, "Non sapevo di essere incinta". Il piccolo in terapia intensiva

  • "Trappola" per motociclisti, una ragazza in ospedale. Preoccupazione a Santarcangelo

  • Assembramenti fuori controllo, scatta la chiusura della Villa delle Rose

  • Gli albergatori di Riccione vedono un futuro nero: per la fine di agosto prevedono forti cali

  • Tremendo schianto frontale, centauro carambola sull'asfalto

  • Schianto sull'Adriatica, auto contro due Harley: ci sono feriti, grave una donna - FOTO

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RiminiToday è in caricamento