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Economia Riccione

La sindaca Angelini annuncia un tavolo permanente per il rilancio del commercio

La prima cittadina: “Insieme dovremo varare un nuovo regolamento che accorpi tutti quelli esistenti”. Le categorie economiche hanno presentato un documento congiunto: “Siamo uniti, compatti e propositivi”

L’istituzione di un tavolo permanente sul commercio che metta insieme pubblico e privato. L’accorpamento dei vari regolamenti esistenti in un unico regolamento che snellisca le procedure e risponda alle esigenze dello sviluppo del commercio cittadino. Una visione di città, da fare crescere anche attraverso il Piano urbanistico generale (Pug) per il rilancio dello shopping a Riccione. La sindaca di Riccione Daniela Angelini ieri pomeriggio ha concluso i lavori del convegno “Commercio: un’economia in trasformazione” che si è tenuto al Palazzo del Turismo di Riccione spingendo forte per il cambiamento.  All’incontro pubblico, moderato da Graziella Cianini, dirigente alle Attività economiche del Comune di Riccione, hanno preso parte numerosi esperti del settore, i rappresentanti delle categorie economiche cittadine e tantissimi operatori. 

Il presidente di Federalberghi Riccione Bruno Bianchini, presente tra i relatori in rappresentanza di tutte le categorie economiche cittadine, ha presentato un documento prodotto insieme a tutte le associazioni - Federalberghi, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cooperativa bagnini e Cooperativa bagnini Adriatica - in cui vengono messe in luce le criticità da superare ma anche l’inedita unità di intenti. “Siamo uniti, compatti e propositivi”, ha sottolineato infatti Bianchini, rimarcando la necessità di collaborare con l’amministrazione comunale per rilanciare, a beneficio di tutta la città, un settore in difficoltà. 

“Il tema del commercio - ha argomentato Daniela Angelini - è particolarmente caro a questa amministrazione, tanto che non appena ci siamo insediati abbiamo commissionato uno studio sulla realtà esistente”, poi condotto da Fabio De Ponti, consulente aziendale per la piccola e media impresa, e ieri presentato agli operatori. “Un’analisi necessaria - ha argomentato la sindaca - al fine di elaborare strategie precise attraverso numerosi strumenti, non solo il piano del commercio, ma con una visione più ampia, a partire dal nuovo Piano urbanistico generale, e anche dall’accorpamento dei regolamenti esistenti perché non possiamo più gestire un settore per compartimenti stagni”. 

La prima cittadina ha assicurato che “non si tratterà di un progetto calato dall’alto” ma verrà aperto un tavolo permanente con le associazioni di categoria”. Daniela Angelini ha ricordato ai commercianti il proprio impegno all’interno del Network G20 Spiagge finalizzato al riconoscimento dei centri turistici balneari come aree di pregio da tutelare al pari dei centri storici. “Ciò consentirebbe ai Comuni di derogare alla normativa nazionale sul commercio, tutelando realmente le nostre attività”. La sindaca ha molto apprezzato il documento comune delle categorie economiche: “Sarà fondamentale avere una visione condivisa per raggiungere gli importanti obiettivi che ci siamo dati - ha aggiunto -. Dobbiamo superare le vecchie logiche di appartenenza a un quartiere piuttosto che a un settore merceologico: solo così, attraverso un patto tra pubblico e privato, attraverso una crescita anche culturale, possiamo superare le barriere che fino a oggi hanno impedito questo processo”. 

Al convegno ha preso parte Pio Parma, consulente Area Scenari e Intelligence e responsabile dello Scenario Turismo e Cultura di The European House - Ambrosetti, società di consulenza fondata nel 1965 con una lunga esperienza a supporto dello sviluppo territoriale. Fra i relatori anche il ricercatore Fabio De Ponti che, aprendo i lavori, ha presentato la ricerca condotta a Riccione, tra gennaio e maggio 2023, su sei aree commerciali e turistiche comprese nell’area centrale, nella zona a sud e nord lungo la costa e nel quartiere del Paese.

Secondo Parma alcune tendenze a livello globale e nazionale inducono il turismo e, più in generale, i territori a un ripensamento dei propri modelli di business e di servizio per adeguare la propria offerta alle nuove esigenze del visitatore. Alcune tendenze stanno trasformando – già oggi – il sistema turistico (e influenzeranno sempre più anche il commercio): l’evoluzione demografica, la transizione digitale e sostenibile e le nuove forme di mobilità e trasporto. Parma ha proposto alcune suggerimenti per gestire al meglio il rapporto con il turista e il cliente nei prossimi anni tra cui la predisposizione di  un’offerta integrata e differenziata per tipologie di cliente (es. giovani, anziani, stranieri) e capacità di spesa, l’aggiornamento delle competenze soft delle risorse umane nella gestione del rapporto con il cliente e una crescente attenzione alla componente del servizio al cliente. Importante per l’esperto anche la riqualificazione sociale e urbanistica della città e un approccio sostenibile nell’offerta di prodotti e servizi. Non meno importante per la ricetta di Parma per affrontare le sfide del futuro: la valorizzazione del legame con i valori e le tipicità del territorio e della comunità locale. Secondo Parma la città di Riccione può avviare un percorso condiviso di ripensamento e aggiornamento della propria vocazione turistica, facendo leva sull’importante patrimonio di esperienze, attività commerciali e bellezze del territorio, in continuità con il proprio passato di successo e nel rispetto delle proprie tradizioni, rilanciando l’attrattività verso il turismo straniero.

Fabio De Ponti ha presentato i risultati della sua ricerca condotta sulla città di Riccione durante lo scorso anno. Una ricerca che ha messo in evidenza la presenza di realtà eccellenti nel commercio riccionese, una buona presenza di attività di medio livello ma anche l’esistenza di attività totalmente incoerenti rispetto a quella che può essere l’aspettativa di un turista in visita a Riccione. Inoltre, a fronte di vetrine di alto livello, sono presenti anche nelle arterie dello shopping numerose serrande abbassate o negozi con insegne poco decorose. De Ponti ha sostenuto la necessità, in primo luogo, di ritrovare la coerenza dell’offerta commerciale di Riccione.

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