La Uil chiede un tavolo per rilanciare un "Patto per il Lavoro"

"Un tavolo - afferma Giuseppina Morolli - che a partire dalle Istituzioni metta insieme le parti sociali e le parti economiche, che sappia rilanciare il buon lavoro, dove i giovani e le donne la parte più fragile del nostro territorio sappia poter trovare una giusta collocazione, in questi tempi di crisi profonda"

Nella giornata del Primo Maggio la segreteria della Uil della Provincia di Rimini chiede la costituzionea livello provinciale di un tavolo per rilanciare anche nel riminese un "Patto per il Lavoro". "Un tavolo - afferma Giuseppina Morolli - che a partire dalle Istituzioni metta insieme le parti sociali e le parti economiche, che sappia rilanciare il buon lavoro, dove i giovani e le donne la parte più fragile del nostro territorio sappia poter trovare una giusta collocazione, in questi tempi di crisi profonda. Ma cosa fa di un lavoro “un buon lavoro”? Un lavoro, per essere di elevata qualità richiede che si svolga un’attività coerente con le proprie abilità e attitudini, che si abbia la possibilità di sviluppare le proprie attitudini attraverso attività formative, con ritmi continuativi e non eccessivi, un buon clima sociale, livelli retributivi adeguati, obiettivi e pratiche organizzative condivisi con l’azienda, ma anche autonomia nella gestione delle proprie mansioni, in modo che ci sia equilibrio fra vita professionale e vita privata, e che il valore del proprio operato venga riconosciuto".

Ragiona Morolli: "La crisi, che in Italia ha interessato maggiormente la componente maschile dell’occupazione, sembra aver livellato le differenze di genere in diversi ambiti della qualità del lavoro. Tale livellamento, tuttavia, è conseguenza di una riduzione della qualità per gli uomini e non di un aumento per le donne. Le donne inoltre continuano a essere “meno retribuite” – nonostante i loro più alti livelli di istruzione, soprattutto se occupate – e a godere di minore autonomia sul luogo di lavoro, probabilmente perché chiamate a svolgere lavori sotto la stretta subordinazione di altre figure, in prevalenza uomini, e con una ridotta possibilità di apprendimento, sia esso di tipo formale o non formale. Tutte questioni che poco hanno a che fare con fenomeni congiunturali. Il lavoro nel nostro territorio e' soprattutto per i giovani e le donne un lavoro precario legato al nostro sistema economico, infatti in Emilia Romagna siamo la provincia con il più alto tasso di disoccupazione e soprattutto le donne fanno fatica a trovare lavoro e se lo trovano difficilmente hanno una retribuzione equilibrata.Per la Uil il buon lavoro non ha come obiettivo principale elevare al massimo il profitto e  nemmeno il puro e semplice risultato economico. Il buon lavoro è quello che rende possibile la realizzazione della persona, ne rispetta la sua dignità e lo integra nella società'".

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