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Economia

Le imprese riminesi richiedono sempre meno credito alle banche: contrazione marcata del 19%

"Le imprese che non hanno ancora sentito la necessità di aumentare in modo consistente la provvista di liquidità per far fronte all’attività corrente"

Dopo un 2021 caratterizzato dalla ripresa dell’economia nazionale post pandemia, l’ultimo aggiornamento del Barometro Crif segnala come nel I semestre dell’anno in corso il numero di richieste di credito presentate dalle imprese italiane abbia fatto segnare una flessione del -7,2%. La dinamica in atto va letta come il segnale di una necessità meno impellente rispetto al passato di rivolgersi agli Istituti di credito per far fronte alla contrazione dei fatturati e dei flussi di cassa che si erano registrati nella fase più acuta della pandemia, quando le aziende erano state indotte a richiedere un grande numero di finanziamenti anche per importi contenuti.

La frenata in atto riguarda sia le Società di capitali, che hanno fatto registrare un -4,2% rispetto al I semestre 2021, sia le Imprese individuali, per le quali la flessione è stata più consistente, pari a -12,8%. Al contempo, l’importo medio richiesto è cresciuto del +13,6%, attestandosi a 120.227 euro, con un’accelerazione significativa nel secondo trimestre dell’anno (+26,8%) rispetto al pari periodo del 2021. Per quanto riguarda le Imprese individuali, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico e produttivo nazionale, le richieste di credito hanno visto nel I semestre un valore medio pari a 41.479 Euro (+7% rispetto al corrispondente periodo 2021) contro i 158.562 Euro delle Società di Capitali (+11,8%).

“La concatenazione degli eventi negativi che hanno caratterizzato questi ultimi tempi ha prodotto impatti estremamente significativi sulle attività produttive nel nostro Paese. In particolare, in una fase in cui l’economia nazionale stava faticosamente cercando di riportarsi sui livelli pre-pandemia, lo scoppio del conflitto in Ucraina, l’impennata dei costi delle materie prime e dell’energia e il rialzo dei tassi hanno prodotto un nuovo shock. Questo, però, non si è ancora riflesso sulla domanda di credito, con le imprese che non hanno ancora sentito la necessità di aumentare in modo consistente la provvista di liquidità per far fronte all’attività corrente. Al contrario, nel I semestre dell’anno il volume di richieste è complessivamente diminuito in virtù di una crescente tendenza a non frazionare eccessivamente i finanziamenti e a rivolgendosi primariamente a pochi istituti di credito di riferimento per importi più elevati rispetto al passato” – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

La situazione in Emilia Romagna

In Emilia-Romagna la flessione delle richieste è più contenuta rispetto al dato nazionale, avendo fatto segnare un -5,5%. Con 85.862 Euro, anche l’importo medio richiesto in Regione risulta inferiore rispetto al valore nazionale malgrado un balzo del +8,9%.

A livello di singole province, l’Emilia-Romagna regista una crescita delle richieste accentuata a Ferrara (+29,6%) e più contenuta a Bologna (+0,2%). A Rimini la contrazione più marcata, con un -19,2% seguita da Forlì-Cesena (-15,4%) e Ravenna (-13,5%) Per quanto riguarda l’importo mediamente richiesto, invece, il valore più consistente è quello registrato a Bologna, con 107.640 Euro, e a Ferrara, con 87.930 Euro. Rimini registra il valore più contenuto con 68.586 Euro.

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