Economia

Le organizzazioni cooperative soffrono la pandemia: in flessione il numero delle imprese

A fare le spese del Covid quelle operanti nei Servizi alla persona, nelle Costruzioni, nei servizi di Alloggio e ristorazione e nei Trasporti

Le organizzazioni cooperative sono in flessione rispetto al 2019: soffrono maggiormente quelle operanti nei Servizi alla persona, nelle Costruzioni, nei servizi di Alloggio e ristorazione e nei Trasporti; sostanziale tenuta, invece, per quelle attive nei Servizi alle imprese e nel Manifatturiero. I dati attestano gli effetti della crisi che ha colpito anche questa importante tipologia di impresa. L’ambito di attività “trasversale” a tutta l’economia che caratterizza l’imprenditorialità cooperativa, ne vede la presenza in settori e comparti di primaria rilevanza – come l’agricoltura, la fabbricazione e conservazione di cibi, i servizi socio-assistenziali, i trasporti, i servizi di raccolta e trattamento dei rifiuti – che sono stati e risultano tuttora centrali nell’ambito dell’attuale crisi sanitaria. I dati elaborati permettono, dunque, l’analisi strutturale del sistema imprenditoriale territoriale e, al tempo stesso, possono offrire spunti di riflessione circa le future traiettorie e tendenze di settori e imprese.

“Il quadro delineato, dalle sistematiche rilevazioni del nostro Osservatorio Economico, evidenzia soprattutto la necessità di misure capaci di sostenere le diverse tipologie di imprese che stanno soffrendo di più (femminili, giovanili, straniere, artigiane, cooperative, ecc.). Ciascuna di tali tipologie, infatti, se opportunamente sostenuta, contribuisce a rendere il nostro tessuto imprenditoriale sempre più resiliente e competitivo. E quindi più attrattivo e, parimenti, sempre più capace di creare non solo nuova ricchezza, ma anche di rafforzare i valori della coesione e dell’inclusione tipici del mondo della cooperazione – commenta Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna –. Proprio il settore “cooperativo”, nell’ultimo decennio, aveva già dimostrato di saper affrontare le difficoltà puntando sulle sue specificità (spirito mutualistico e solidale, finalità e valori oltre il solo profitto), ottenendo buone performance e realizzando modelli imprenditoriali innovativi (es. workers buy out e cooperative di “comunità”). Purtroppo, però, le caratteristiche specifiche dell’attuale crisi economica, creata dall’emergenza sanitaria, hanno prodotto effetti rispetto ai quali le strategie di difesa delle imprese cooperative sono state messe a dura prova in comparti importanti. Tali effetti, che si sono manifestati immediatamente e perdurano tuttora, sono diffusi, ma anche asimmetrici. Alcuni settori, come agroalimentare, elettronica, sanificazione e disinfezione, hanno visto profilarsi inaspettate opportunità di mercato, ma altri settori si sono trovati più esposti e più colpiti dalle caratteristiche dell'emergenza sanitaria. Gli effetti del blocco delle attività, le disposizioni per il contenimento epidemico stanno impattando duramente su moltissime realtà dell’economia sociale. Cito, ad esempio, i servizi assistenziali, sanitari, educativi e formativi, culturali, turistici, sportivi, dei trasporti, di intrattenimento e dei servizi ricreativi. Le preoccupazioni espresse da tanti operatori per il mantenimento di tanti posti di lavoro sono forti e motivate. Di fronte a shock esogeni, così prolungati, rilevanti e intensi, anche il continuare a investire sui tradizionali elementi di forza, potrebbe non essere più sufficiente”.

Al 31 dicembre 2020, in provincia di Rimini risultano attive 276 imprese cooperative. Le cooperative attive rappresentano lo 0,8% del totale delle imprese (1,2% il dato regionale e 1,5% quello nazionale) e il loro numero è diminuito dello 0,7% rispetto all’anno precedente (-1,8% in regione e -0,8% in Italia). Nel corso del 2020 si sono iscritte 7 cooperative e ne sono cessate 16, con un saldo negativo di 9 unità. Gli addetti totali alle cooperative sono il 6,1% del totale degli addetti (13,3% a livello regionale, 7,0% a livello nazionale). La dimensione media della cooperativa è pari a 28 addetti, inferiore al dato regionale (48) e superiore alla media nazionale (17).

Per quanto riguarda i settori d’attività, in provincia di Rimini il 15,2% delle cooperative attive opera nel comparto della “Sanità e assistenza sociale” (con il 18,6% degli addetti), il 13,0% nel “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (21,8% degli addetti), il 12,3% opera nel settore del “Trasporto e magazzinaggio” (27,3% degli addetti), l’11,2% in “Attività artistiche, sportive, d’intrattenimento e divertimento” (9,2% degli addetti), l’8,7% nelle Costruzioni e l’8,0% nell’agricoltura e pesca. In base ai dati dell’Albo Nazionale delle Società Cooperative tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), al 31/12/2020, in provincia di Rimini risultano iscritte 114 cooperative sociali (-2 unità rispetto al 2019), di queste 50 sono di tipo A, 28 di tipo B, 28 miste (A e B) e 8 non indicate.

Sebbene gli effetti diretti della pandemia da Covid-19 abbiano influenzato primariamente l’equilibrio economico e finanziario delle cooperative, con effetti anche sul livello occupazionale, è possibile identificare un incremento delle coop attive nel settore dell’ICT (+3 unità), nei Servizi alle imprese (+2), in Agricoltura (+1) e nei Trasporti (+1). Si riducono, invece, le organizzazioni cooperative nei Servizi alla persona (-2, comprendente servizi socio-sanitari, istruzione, servizi ricreativi), nel Commercio (-2 unità), nelle Costruzioni (-2), nel comparto del Turismo (-1) e nei Servizi finanziari (-1).

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