Mauro (Pdl): "malumore tra i dipendenti comunali per mancato adeguamento stipendio"

Secondo il consigliere comunale a palazzo Garampi mancano all'appello almeno 300.000 euro per garantire un avanzamento di livello economico

"La valorizzazione e il riconoscimento professionale del personale dipendente comunale non è tra gli obiettivi dell'amministrazione Gnassi". A denunciare il forte malumore che serpeggia tra i dipendenti di palazzo Garampi è il consigliere comunale Gennaro Mauro (Pdl) che, in un comunicato stampa, sottolinea il "il mancato riconoscimento di un adeguato incremento stipendiale dopo ben cinque anni di congelamento delle retribuzioni. Mancano all'appello almeno 300.000 euro per garantire un avanzamento di livello economico e incremento del salario accessorio per il personale, misura indispensabile per coprire almeno in parte la perdita del potere d'acquisto subito nell'ultimo quinquennio. Tale somma corrisponde proprio al taglio delle risorse imposte dal governo Renzi con la legge di stabilità 2015. Parliamo di stipendi comunali medi di poco più di 1.100 euro mensili e quindi insufficienti a soddisfare le esigenze di una famiglia soprattutto se monoreddito".

"Riteniamo incomprensibile e ingiustificata - prosegue Mauro - la decisione dell'amministrazione Gnassi, che mortifica l'impegno profuso dai dipendenti comunali riminesi, che sono stati coinvolti tra l'altro nei processi di internalizzazione di servizi (vedi Tari), del contrasto all'evasione tributaria anche attraverso segnalazioni qualificate all'agenzia delle Entrate, della progettazione urbanistica interna di importanti opere pubbliche tra cui spicca la ristrutturazione del Teatro Galli.
Riteniamo che sia irragionevole la scelta di non avvalersi dell'opportunità prevista sin dall'anno 2011 dalle disposizioni contenute in un provvedimento del governo Berlusconi - l’art. 16, commi 4 e 5 del Decreto Legge n. 98/2011, convertito nella legge 111/2011 - che avrebbe consentito di reperire risorse aggiuntive da attribuire al personale comunale.
Sarebbe bastato semplicemente ricondurre all'interno dei Piani Triennali previsti dalla legge 111/2011, tutti i provvedimenti di riqualificazione della spesa pubblica, di riordino e ristrutturazione amministrativa, di semplificazione e digitalizzazione, di riduzione dei costi della politica e di funzionamento, che sono stati realizzati nel corso di questi ultimi anni. Si sarebbero ottenute delle economie aggiuntive - rispetto a quelle obbligatorie previste da altre disposizioni normative vigenti-  che potevano essere utilizzate annualmente nell’importo massimo del 50 per cento per la contrattazione integrativa".

"Dobbiamo prendere atto - conclude il consigliere comunale - a causa dell'inerzia dell'amministrazione comunale, che dal 2012 all'anno 2015 non possono essere reperite ulteriori risorse economiche da destinare ai dipendenti comunali. Sollecito l'assessore Brasini ad alimentare il fondo delle retribuzioni dei dipendenti comunali per l'anno 2016, e lo invito ad adottare tutte le misure necessarie per ottemperare alle disposizioni legislative della legge 111/2011 provvedendo a redigere il Piani Triennali di razionalizzazione della spesa pubblica entro la data di scadenza del 31 marzo 2016". 

A stretto giro di posta è arrivata la risposta dell'assessore al Bilancio, Gianluca Brasini, che sottolinea come "la conoscenza delle leggi, o almeno il rispetto delle stesse, non sono tra gli obiettivi del consigliere comunale Gennaro Mauro, nonostante esso stesso lavori in un ente pubblico. Circa la bizzarra nota stampa inviata dall’esponente del’opposizione in merito ai ‘soprusi retributivi’ di cui si macchierebbe l’Amministrazione di Rimini nei confronti dei dipendenti comunali, mi limito a rispondere sinteticamente per punti. Il ‘congelamento’ degli stipendi di tutti gli Enti pubblici in Italia è conseguenza della scelta del legislatore nazionale, nata in un periodo di forte crisi della finanza pubblica. Eravamo nel maggio 2010 e governava allora Silvio Berlusconi, di cui Mauro forse conserva ancora il poster in camera. E’ evidente, per tutti tranne che per Mauro, che la contrattazione integrativa per sua natura (non si chiama ‘integrativa’ per un refuso dei dizionari) non può sopperire al mancato rinnovo dei contratti nazionali di lavoro. La scelta dell’Amministrazione comunale di Rimini, negli ultimi anni, è stata quella di stanziare, in aggiunta alle risorse obbligatorie del fondo, importi significativi di risorse facoltative, destinate alla contrattazione integrativa. Tale scelta è derivata proprio dalla consapevolezza di cercare di attutire, per quanto possibile, gli effetti negativi da mancato rinnovo dei contratti nazionali.

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"Tali significative risorse facoltative - conclude Brasini - sono derivate proprio da progetti di miglioramento dell’efficienza degli uffici che il Comune ha attivato negli anni passati. Ultimo, ma non ultimo, la richiesta di un rabbocco di ulteriori 300 mila euro rispetto a quelli  già previsti, che fa il consigliere Mauro va a parare esattamente in un punto: dare una progressione economica a tutti, sottolineo tutti, i dipendenti comunali. Poiché nell’ordinamento degli Enti pubblici le progressioni economiche sono un ‘istituto incentivante’ per premiare il merito dei dipendenti, è evidente che non solo è assurdo ma perfino fuori dalla legge e dal suo spirito la ricompensa di una progressione nessuno escluso. Il criterio introdotto dal legislatore è obbligatoriamente selettivo e le risorse conseguenti. Ancor più singolare e buffo è che un esponente della destra liberista proponga il ‘premio a tutti’ con i soldi pubblici, infischiandosene bellamente della legge che, almeno nei titoli e nei propositi, vuole esclusivamente premiare il merito. Anche il poster di Silvio nella camera di Mauro si volterebbe dall’altra parte”.

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