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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia

Nautica, Rimini al secondo posto in Italia per fatturato e dipendenti

La città romagnola spicca con i suoi 1260 dipendenti, che la piazzano al secondo posto nel Paese e prima fra le province non distrettuali

Rimini è tra i distretti produttivi con più dipendenti, maggiore fatturato e più alto valore della produzione in Italia, piazzandosi seconda dopo i cantieri di Viareggio. E' la classifica stilata da UCINA Confindustria Nautica e Fondazione Edison, che anticipa i dati economici e di mercato delle aziende del comparto che saranno presentati in settembre al prossimo Salone Nautico di Genova. Nell'industria nautica, la provincia di Rimini spicca con i suoi 1260 dipendenti, che la piazzano al secondo posto nel Paese e prima fra le province non distrettuali, preceduta dalla provincia di Lucca con i cantieri di Viareggio e seguita da Genova e Gorizia con i cantieri di Monfalcone. Secondo posto anche nel ranking delle filiere sul territorio nazionale che, per la sola costruzione, vedono Rimini ancora seconda con 307 milioni di euro di fatturato e un valore della produzione di 313 mln euro, preceduta da Lucca (666 milioni di euro di fatturato) e seguita da Genova (80), Gorizia (74) e Milano (61).

“L'indagine sull’andamento dell’anno nautico in corso conferma il trend positivo per il settore in Italia, con una crescita prevista intorno al 7,5% per l’anno nautico 2016 – riferisce il deputato PD riminese Tiziano Arlotti -. Nel 2015 il fatturato è aumentato del 12% circa salendo a 2,8 miliardi dai 2,5 del 2014. Anche i segnali dei comparti accessori e motori (per la vendita di fuoribordo, nell’ultimo biennio, si è assistito ad una crescita del 40%), sono incoraggianti e trainanti per tutta la cantieristica. Il settore nautico sta rialzando la testa, dopo otto anni di crisi drammatica, la ripresa è incoraggiante e in 3-4 anni potrebbe tornare sopra i 4 miliardi di fatturato”.

Un altro segnale molto incoraggiante è la ripresa del mercato interno, che dopo i provvedimenti fiscali del governo Monti era crollato del 90%, con 40 mila barche che avevano lasciato i porti turistici italiani. “Con l'abolizione della tassa di stazionamento delle imbarcazioni da diporto, inserita in Legge di stabilità grazie all'emendamento a mia firma, nei primi 5 mesi del 2016 il leasing nautico è aumentato del 44% in termini di contratti e del 26% in valore. Nel 2015 l'aumento in valore era stato invece superiore all'aumento dei contratti. Questo vuol dire che anche il mercato interno è in ripresa e che si sta riducendo il valore medio dei contratti, cioè che tornano ad avvicinarsi alla nautica anche consumatori di reddito medio". In Italia la filiera nautica conta ben 18 mila unità produttive con 180 mila operatori e un moltiplicatore di attività che è tra i più alti dell'industria: si calcola infatti che per ogni occupato nella cantieristica nautica diportistica, si generano 7,4 posti di lavoro nei settori contigui (porti turistici, turismo nautico, manutenzioni, rimessaggi...).

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