Nel 2012 Acer gestirà investimenti per 34 milioni di euro

Si è svolta martedì mattina, in Provincia, la Conferenza degli Enti sulle Politiche Abitative. All'ordine del giorno la presentazione, da parte di ACER del bilancio preventivo per l'anno 2012

Si è svolta martedì mattina, in Provincia, la Conferenza degli Enti sulle Politiche Abitative. All’ordine del giorno la presentazione, da parte di ACER del bilancio preventivo per l’anno 2012. Un documento nel quale la parola d’ordine, come ben precisato dal presidente ACER Cesare Mangianti nella sua relazione, è tenere. Tenere di fronte alla crisi e per consolidare i buoni risultati raggiunti.

Anche perché, per il 2012, il fondo affitti è sparito, gli stanziamenti statali sono stati ridotti (passati, in 10 anni, da 388 milioni a meno di 10 milioni di euro), l’housing sociale impostato dal Governo precedente, improntato soprattutto sui privati, è miseramente fallito, e anche la Regione Emilia Romagna non ha potuto che ridurre i propri interventi in questo settore.

Una situazione non esattamente esaltante sulla quale recentemente si sta innestando un tema nuovo, e a “doppio taglio”: l’alienazione degli edifici di edilizia residenziale pubblica (erp) da parte degli Enti Locali.  “La normativa regionale su questo aspetto è molto chiara – spiega Mangianti -: qualora si vendano gli edifici di erp, contestualmente agli atti deliberativi a ciò finalizzati, bisogna deliberare la destinazione del ricavato a titolo di reinvestimento nell’erp. Tramonta così non solo qualsiasi eventuale ipotesi di utilizzare quei soldi per rimettere a posto i bilanci comunali, ma anche di incarmerarli per vedere poi come vanno le cose. Quand’anche poi si volessero utilizzare i proventi per acquistare alloggi nuovi, mi pare evidente che ben difficilmente si riuscirebbe ad acquistare un numero di alloggi analogo a quello venduto, anche perché i privati non lavorano certo per fare pari tra costi e ricavi. Una manovra di questo tipo sarebbe di certo sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti”.

Lo spirito della legge, fa notare ancora Mangianti nella sua relazione al bilancio, è quello di consentire la vendita di quegli alloggi che non sono più funzionali per il loro fine. A partire dagli alloggi situati in edifici in cui la maggior parte degli altri alloggi è di proprietà privata e quindi il pubblico, essendo in minoranza, deve eventualmente sobbarcarsi spese di fatto decise da altri.

La questione sollevata dal presidente si pone soprattutto nei sette Comuni dell’Alta Valmarecchia: ERAP, l’analogo ente della provincia di Pesaro Urbino ha deciso di vendere il patrimonio immobiliare dei sette Comuni. Si tratta di 39 alloggi, in cui risiedono famiglie che, a differena di altre, per circostanze varie, non è stata a suo tempo in grado di acquistare. Si tratta, infatti, proprio delle famiglei che hanno maggiori disagi e che, in caso di vendita dell'alloggio, si ritroverebbero letteralmente in mezzo alla strada e non potrebbero che andare a bussare alle porte dei sindaci dei loro Comuni, con ripercussioni sociali fortissime, ed evidenti.

Perciò ACER avrebbe intenzione di acquistare quegli alloggi, anche se l’impegno di spesa è di tre milioni di euro, quindi importante. Su questo dunque è indispensabile un impegno da parte della Provincia, perchè in caso contrario il bilancio ACER riceverebbe un contraccolpo non sopportabile. Su questo aspetto la Provincia ha assicurato il proprio interessamento al fine di aprire un tavolo, con la Regione Emilia Romagna, finalizzato a rispondere a tale esigenza economica.

Inoltre, sullo stesso tema, vi sono segnali, anche da parte di altri Comuni, di interesse all’ipotesi di alienazione degli alloggi. Il “patrimonio abitatito” di ACER, a fine 2013 sarà di oltre 2.600 alloggi, pur al netto di 545 venduti negli anni scorsi; 13 anni fa dallo IACP di Forlì ne “arrivarono” 1.940. In 15 anni sono stati realizzati più di 1.200 alloggi. “Sarebbe un peccato – conclude dunque il presidente Mangianti - sprecare questo prezioso patrimonio svendendo di nuovo gli alloggi erp. Anche perché vi sono comunque 2.300 famiglie in lista d’attesa”.

Altri due temi importanti che emergono dal bilancio preventivo sono quello dei canoni e quello dei livelli di ise per restare negli alloggi Erp: sul primo, impossibile non ricordare che sono troppo bassi per pagare le manutenzioni degli alloggi, come invece si dovrebbe. Molti Comuni, che su questo hanno autonomia decisionale, stanno pensando di alzarli.

Quanto ai livelli di ise, sta diventando indispensabile allineare il canone per l’uscita a quello per l’ingresso, cioè circa 34mila euro, mentre ora è di oltre 51mila per due anni successivi, il che ci fa avere un turnover bassissimo. “Questa – chiosa Mangianti – è una scelta della Regione che non condividiamo. Vari Enti Locali, tra cui il Comune di Rimini col nuovo assessore Gloria Lisi, si sono già espressi, anche con atti formali, su questo aspetto che definirei vergognoso. Se i due limiti ise venissero allineati vi sarebbe un turnover di centinaia di alloggi, e potremmo ipotizzare che non vi sia più bisogno di costruire alloggi extra. Non dimentichiamo che si tratta di famiglie con un reddito ise superiore ai 51mila euro, e che quindi possono 'camminare con le loro gambe'”.

Sempre il Comune di Rimini ha, lodevolmente, attivato il Consiglio Tributario, che aiuterà ACER ad essere ancora più efficace nel contrasto di coloro che, attraverso dichiarazioni mendaci, pagano affitti più bassi o restano, senza averne titolo, negli alloggi erp. ACER da quest'anno è stata autorizzata a controllare anche la proprietà, da parte di assegnatari, di altri immobili al fine di eseguire controlli pure sul patrimonio mobiliare, ma al momento non vi sono gli strumenti necessari. E’ in progetto una collaborazione con la Guardia di Finanza.

Ad ogni modo, su questo aspetto specifico, merita menzione il fatto che la politica dei controlli rigorosi affiancati alla protezione sociale di chi è davvero in difficoltà, porta buoni risultati. Infatti, nonostante la crisi, non sono in aumento, anzi il dato è in costante diminuzione, gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica che dichiarano redditi minori di quelli che realmente percepiscono, per pagare di meno i canoni, peraltro già molto bassi, dell’ACER. Per l’anno d’imposta 2004 sono state controllate 3.979 persone, per 1.790 nuclei famigliari, e si sono rilevate 163 irregolarità, per una percentuale del 9 per cento circa.

Ben 79 i recidivi. Ammontava a 617mila euro il valore dell’Ise evaso, con una media di 3.784 euro a nucleo famigliare. Ammontavano invece a oltre 57mila euro i canoni recuperati, con l’aggravio di oltre 21mila euro di sanzioni. Per l’anno d’imposta 2007 gli utenti controllati sono saliti a 4.248, per 2.000 nuclei famigliari, ma le irregolarità sono calate, fermandosi a 64: il 3,2 per cento, un terzo circa rispetto a tre anni prima. Oltre 350mila l’Ise evaso (5.591 euro a famiglia), mentre i canoni recuperati scendono a circa 33mila euro, cui se ne aggiungono 7mila di sanzioni. I recidivi scendono a loro volta a 32.  Per contro, per quanto riguarda il Comune di Rimini, per l'anno d'imposta 2008 sono stati individuati 51 casi, di cui 27 recidivie (per un'eveasione di 232mila euro): anche qui vi è un calo ma vi sono molti recidivi.

“Questo perchè – commenta Mangianti – per cinque anni l'ex assessore alla Casa non ha applicato, nei confronti di costoro, ne' sanzioni ne' la decadenza dal diritto all'alloggio, di fatto incentivando così i 'furbetti'. Auspichiamo che, così come sta facendo su altri aspetti, la nuova amministrazione comunale cambi registro. Perchè è evidente che il rigore nel perseguire le irregolarità sta funzionando da deterrente – ribadisce Mangianti –. Rigore che, in caso di morosità, si coniuga con un atteggiamento di supporto, laddove e possibile, e si nota l’impegno degli inquilini, per cercare di evitare l’espeletamento della dolorosa pratica dello sfratto esecutivo”.

Proprio sul fronte della morosità, la previsione per il 2012 è di un aumento riconducibile alla situazione di crisi in essere, che si attesterà prevedibilmente, a fine anno, su circa il 10 per cento a livello provinciale pari ad 455.411 euro.  Altro tema: ormai per molti Comuni ACER svolge il servizio di gestione delle graduatorie, con risparmio di risorse per i Comuni stessi. Un servizio che è stato proposto anche a Rimini, Comune al quale, in più, è stato proposto anche di istituire, presso ACER, lo Sportello Unico per la Casa, in modo da unificare due pezzi dello stesso servizio attualmente staccati”.

Quanto agli investimenti futuri vi è grande soddisfazione per il finanziamento del contratto di Quartiere III (dopo quello di via Pascoli – via Giuliano da Rimini e dell’ex Macello), al quale hanno lavorato con impegno l’assessorato alla Casa del Comune di Rimini ed ACER. Si tratta di una iniziativa non solo costruttiva, ma di recupero urbano attraverso la quale si potranno realizzare 27 alloggi per un importo complessivo di 5.617.800 euro, finanziato per il 70 per cento dalla Regione. L’appalto è partito in ottobre e si è chiuso il 6 dicembre 2011.

Complessivamente l’ACER si troverà a gestire, nel 2012, fra nuove costruzioni, ristrutturazioni, recuperi e manutenzioni (centrate soprattutto sul tema delle buone pratiche di risparmio energetico), investimenti per 34.366.582,27 euro, cui si aggiungono oltre 900mila euro di manutenzioni ordinarie.

Questo grazie ad una buona intesa e ad un sostegno da parte della Provincia e della Conferenza degli Enti, e grazie all’impegno forte dei 31 dipendenti di ACER, la cui professionalità è sempre maggiore, e che, tra l’altro, hanno un’incidenza sui costi aziendali tra le più virtuose. Grazie a tutti questi elementi al 31 dicembre 2011 il bilancio ACER avrà un attivo di 232mila euro, “sempre chè – ribadisce il presidente – ci si venga incontro nell'acquisto degli alloggi in Alta Valmarecchia, altrimenti, come evidente, i conti saranno ben diversi”.

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