40 anni di Cna Rimini: oltre 5mila i tesserati

Cna Rimini ha festeggiato giovedì il suo quarantesimo compleanno. Il presidente provinciale Fabrizio Moretti ha approfittato dell'occasione per illustrare i dati del Bilancio Sociale 2012

Il presidente provinciale Fabrizio Moretti

Cna Rimini ha festeggiato giovedì il suo quarantesimo compleanno. Il presidente provinciale Fabrizio Moretti ha approfittato dell'occasione per illustrare i dati del Bilancio Sociale 2012, che Cna Rimini ha compilato per il decimo anno. L'associazione lo scorso anno contava 5464 tesserati. Da Associazione dell’artigianato, Cna è passata a rappresentare tutti i settori di impresa. Infatti, il 60% degli iscritti appartiene all’artigianato, il 26% al commercio, il 14% all’industria e alle professioni. “Il che rende Cna – ha sottolineato Moretti – la più grande Associazione delle imprese nella Provincia di Rimini”.

In particolare, nel 2012 erano associate a Cna Rimini 1403 imprese del commercio; il 76% sono negozi, il 20% pubblici esercizi, il 4% attività ricettive. Anche in questo settore Cna è pertanto l’Associazione che raccoglie più adesioni. Fra le imprese Associate 8,9% sono state costituite da stranieri: il 61% nell’artigianato, il 29% nel commercio, il 10% nell’industria e nelle professioni. Cna Rimini e le sue consociate (Ecipar, C.A.R. Fidati, Ondalibera) hanno 220 fra dipendenti e collaboratori. Nel 2012 hanno fatturato oltre 13,7 milioni di euro.

La vicinanza di Cna alle imprese è espressa anche da questi numeri: 800 finanziamenti per oltre 53,4 milioni di euro erogati alle imprese grazie alle garanzie dei co-fidi Unifidi e Fidati; interventi formativi realizzati da Ecipar-Cna Rimini per 2,4 milioni di euro in 114 progetti per 10.500 ore cui hanno partecipato 1890 persone: “circa una su cento – ha notato Moretti – considerando la popolazione adulta della Provincia”; il consorzio C.A.R. si è aggiudicato lavori per 20 milioni di euro, partecipando a 408 gare d’appalto, anche all’estero.
 
Fra i progetti di reti e innovazione, 90 mila euro sono stati impegnati in “Botteghe di mestiere”, mentre 4 imprese sono state beneficiarie dei bandi Spinner 2013. “Mettersi in proprio – Informazione e orientamento a fare impresa” ha messo in atto 135 potenziali creazioni di imprese, mentre 10 idee imprenditoriali sono divenute realtà di lavoro autonomo. Cna Rimini privilegia i fornitori locali, che sono in tutto 259 per un valore di 2,9 milioni di euro; il tempo medio dei pagamenti è stato di 73 giorni.
 
Per Cna Rimini, responsabilità sociale condivisa significa realizzare progetti concreti. Come “Non ConGelateci il Sorriso – le gelaterie artigianali contro il bullismo”, che quest’anno svolgerà la sua 7° edizione; nel 2012 vi avevano partecipato 3 istituti scolastici con 4 classi, 13 gelaterie e 7 enti partner. Il Fondo per la Scuola di Cna Rimini ha sostenuto l’attività di 79 classi delle scuole secondarie di primo grado e 17 di secondo grado; 2.500 euro sono messi in palio dal concorso Itis – CAR per gli studenti quell’Istituto; per l’università sono state costituite 6 borse di studio, oltre ai progetti “Porte Aperte Green” e “Il gelato entra all’Università”.
 
Fra le reti, su iniziativa di Cna Impresa Donna è nata “Cont@tto – insieme per il business”, un social network che oggi conta oltre 300 iscritti: si incontreranno quest’anno il 14 dicembre al Palacongressi di Rimini. La formazione su misura per le aziende è avvenuta attraverso i percorsi finanziati con le risorse di Fondartigianato, che nel 2012 sono stati 58. L’ulteriore passo avanti di Cna è “Cna Cittadini”, che allarga le convezioni e i vantaggi delle imprese iscritte a tutti i cittadini.
 
Si è poi svolta una tavola rotonda, condotta dal giornalista Francesco Cesarini, cui hanno partecipato: Enrica Cavalli, Presidente di Banca Malatestiana; Vincenzo Tumiatti  del Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita del polo universitario riminese; Enrico Amadei, dirigente nazionale CNA. Fra gli argomenti toccati, Cavalli ha ricordato la sinergia con Cna su diversi progetti, a cominciare da Cont@atto che quest’anno il 14 dicembre sarà ospitato al Palacongressi di Rimini nell’ambito di Natale Insieme, l’expo dei soci di Banca Malatestiana.

“Le banche italiane – ha detto la Presidente – negli ultimi anni sono state penalizzate più che in altri Paesi dagli obblighi di ricapitalizzazione; ciò nonostante le banche locali come la nostra hanno sostanzialmente mantenuto lo stesso volume di impieghi e ora sostengono anche l’internazionalizzazione delle imprese”. Tumiatti ha descritto la realtà del popolo universitario riminese, “che ora, con il Dipartimento per la Qualità della vita, dispone di un vero centro di ricerca, con un proprio budget, 50 studiosi che lavorano in laboratori dove si conducono ricerche, per esempio, sulla nutraceutica, la tossicità degli alimenti, gli integratori, le sostanze anti-tumorali: tutte materie suggerite dalle imprese del territorio con cui si è avviata una proficua collaborazione.

Amadei ha rivendicato il maggior peso assunto dalle piccole e medie imprese con Rete Imprese Italia: “La conferma degli incentivi energetici e sulle ristrutturazioni è una nostra vittoria”. Ma in questo momento, “il tempo non è una variabile indipendente: e tempo non ce n'è più per fare le riforme, e cioè per rilanciare la produttività e l’innovazione. Come sempre, si tratta di decidere dove mettere le risorse: secondo noi, nell’istruzione, nelle infrastrutture, nella ricerca, cioè quanto serve alle piccole e medie imprese per restare competitive. E lo sono ancora tanto, che se l’export italiano cresce lo si deve a loro e non alle grandi imprese, che invece continuano a perdere quote di mercato nonostante le politiche sa sempre a loro favorevoli”.
 
Al termine della parte pubblica della giornata, è intervenuto Maurizio Melucci, Assessore al Turismo e al Commercio della Regione Emilia Romagna: “La legge di stabilità appena varata – ha detto Melucci – ha due aspetti positivi: non aumenta la pressione fiscale e non prevede tagli lineari, come quelli che di nuovo incombevano sulla sanità. Ma lascia anche tante perplessità: l’instabilità della politica spinge i governi, questo come quelli precedenti, a inventarsi soluzioni ‘spot’ in cerca di facile consenso, illudendo che si possa risolvere tutto e subito. Mentre invece è ovvio che i problemi si risolvono con dei processi, non con dei colpi di mano. Per esempio, la riduzione della spesa pubblica: se guardiamo ai processi invece dei singoli provvedimenti di volta in volta presentati come risolutivi, vediamo che dal 2009 al 2013 regioni, province e comuni hanno avuto ciascuno tagli lineari del 40%. Nello stesso periodo i costi della pubblica amministrazione sono però aumentati del 21%. E poi, discute da tre anni su come abolire le Province, senza peraltro aver fatto alcun passo avanti e senza considerare l’esiguità del risparmio, visto che i dipendenti, 4600 nella nostra regione, non potranno esser certo mandati a casa. Però ci sono sperequazioni di cui non si parla neppure, come nelle forze armate e nelle forze dell’ordine, per cui continuiamo a vedere che in mare ciascun corpo ci va col proprio barchino. E così la sanità: in Emilia Romagna abbiamo dovuto ridurre i posti letto del 4% anche se i nostri conti sono a posto, esattamente come quelle regioni dove i bilanci sono fuori controllo e da dove, per giunta provengono molti cittadini che sono costretti a venire a curarsi da noi, perché da loro non hanno l’assistenza adeguata. Ma fare tagli selettivi è complicato e si perdono consensi, evidentemente”.

“Come far ripartire il mercato? – ha proseguito Melucci – Non certo con i 100-150 euro all’anno in più in busta paga del cuneo fiscale. Non tanto per l’esiguità della cifra, ma perché i consumi non ripartiranno senza il credito. Lì sta il vero problema. Ed è un problema di norme sul credito che vanno cambiate, perché le banche ora sono costrette entro gabbie che inevitabilmente portano al credit crunch, come hanno portato. Vanno cambiate le regole sul rating, sulla centrale rischi e sui Cofidi che rischiano di andare in forte sofferenza, anche se come regione Emilia Romagna siamo pronti a rifinanziarli. Se Bankitalia emana una circolare per cui le garanzie immobiliari devono essere svalutate del 20%, non è che un governo può prendere atto e non fare nulla, perché un’impresa che si trova col 20% di grazie in meno o se ne deve procurare altre, o smette di chiedere credito”.

“Certo – ha concluso Melucci - la politica deve recuperare credibilità. Non si potrebbe iniziate dal settore di cui mi occupo? Mentre l’industria in questi ultimi anni perdeva il 20% del pil, l’edilizia il 25%, il turismo ha perso lo 0,5%. Il turismo continua a produrre il 10% del pil di questo Paese, secondo solo alla manifattura. Eppure, da almeno 30 anni in nessuna legge finanziaria si parla di turismo. Un esempio per tutti, le norme anti-incendio: se non interverrà l’ennesima proroga, solo sulla nostra costa rischiano di chiudere 300 strutture, il 10% del totale. In 23 anni di proroghe, mai però si è pensato di incentivare gli adeguamenti permettendo agli operatori di scaricare fiscalmente le spese in 10 anni. Quando lo abbiamo proposto, a Roma ci è stato risposto che non ci sarebbe stata la copertura finanziaria. Una risposta burocratica che non solo non ha fondamento, come dimostrano le altre politiche di incentivi che si sono sempre rivelate a costo zero, sia per l’emersione del sommerso che per l’effettiva spinta a investire; quel che è peggio, questa risposta denota la mentalità che domina nell’apparato burocratico romano. Un apparato che è al di sopra dei governi e tanto più di quelli così precari degli ultimi anni. Una burocrazia auto-referenziale che non conosce la realtà del paese, ignora l’innovazione anzi ne diffida, è totalmente avulsa dai bisogni dei cittadini, sia come singoli che come imprese”.

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