Pesca in ginocchio, la Regione chiede al Governo di attivare i fondi europei

L'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi: "Erogare un anticipo alle imprese almeno fino al 70% a fronte di garanzia fideiussoria"

Il settore della pesca, tra calo dei prezzi e della domanda e difficoltà a mantenere le condizioni di sicurezza per i lavoratori, è "duramente colpito" dall'emergenza coronavirus. Per questo la Regione Emilia-Romagna chiede al governo di "attuare subito le misure del Fondo europeo per la pesca, in particolare sbloccando il pagamento di arretrati e contributi, con iniezione di liquidita' e una generale semplificazione delle procedure". Si tratta, scrive l'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, dei "primi passi per dare un aiuto al settore" che si trova "in una situazione di gravissima difficoltà". Le aziende, precisa l'assessore, fronteggiano "la riduzione del fatturato, il forte calo dei prezzi di prima vendita e una diminuzione nelle vendite di oltre il 50%". Inoltre, per l'acquacoltura il calo delle vendite a medio termine potrebbe comportare la perdita di buona parte della produzione, con "danni ingentissimi, e il rischio elevato di compromettere l'intera stagione se, com'è sfortunatamente prevedibile, non si tornerà entro breve tempo alla normalità". Ben venga allora, prosegue, la modifica del Regolamento generale sui fondi europei per dar modo di "erogare un anticipo alle imprese almeno fino al 70% a fronte di garanzia fideiussoria e di consentire l'inserimento degli anticipi nelle domande di pagamento". Si permetterebbe così di "non perdere le risorse comunitarie, dare liquidità alle aziende, certificare la spesa e semplificare le attività di istruttoria della rendicontazione".

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Da Viale Aldo Moro arriva anche la richiesta di "accelerare il pagamento degli arretrati previsti per il fermo pesca" dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, Feamp, relativi a parte del 2017 e al 2018 e 2019. Così come quelle di "facilitare l'erogazione dei contributi anche attraverso una semplificazione della rendicontazione", di "snellire i controlli" e di semplificare i metodi di calcolo dei contributi per le imprese di acquacoltura che hanno subito danni.

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