"E' di interesse nazionale", salvo l'aeroporto di Rimini

C'è anche l'aeroporto "Federico Fellini" di Rimini, anche se classificato come "fuori rete", nel Piano nazionale per lo sviluppo aeroportunale definito dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti

C'è anche l'aeroporto "Federico Fellini" di Rimini, anche se classificato come "fuori rete", nel Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale definito dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera. Il provvedimento, “atteso da 26 anni”, spiega una nota, “pone le basi per un riordino organico del settore aeroportuale sotto il profilo infrastrutturale, gestionale e della qualità dei servizi”.

Nel piano Rimini viene catalogato tra gli "aeroporti non facenti parte delle reti europee", ma "con traffico vicino al milione di passeggeri e con trend in crescita". “Il provvedimento - viene sottolineato dal Ministro - è uno strumento importante per avviare il riordino di un settore per noi strategico, favorendone lo sviluppo e il recupero di efficienza. Concentriamo sforzi e investimenti sugli aeroporti che rientrano nei piani infrastrutturali europei e, al tempo stesso, confermiamo il ruolo degli scali territoriali che servono importanti realtà locali".

Passera sottolinea che "attraverso la razionalizzazione dei servizi, un piano di infrastrutturazione a medio periodo, la costituzione di reti aeroportuali, l’Italia può davvero ambire ad avere un sistema all’avanguardia e competitivo a livello internazionale, evitando sprechi di risorse pubbliche. La collaborazione con le Regioni sarà fondamentale”.

Il presidente della società di gestione del 'Federico Fellini', Massimo Masini di Aeradria, interpellato dall'agenzia di stampa Dire, ha sottolineato di attendere la firma del ministero dell'Economia per il rinnovo della concessione trentennale. "Al momento non sono previsti fondi nazionali ai 31 in lista, ma ero fiducioso che saremmo stati inclusi”, ha affermato Masini.

Tuttavia entro febbraio occorrerà confermare la somma di denaro per pagare i vari creditori, che dovranno approvare a loro volta (almeno al 51%) le direttive del piano. “Stiamo per chiudere il piano industriale, l’attesa riguarda in particolare il prestito dei soci”, assicura il direttore di Aeradria. Sul futuro, Masini conferma la linea della Provincia, ovvero quella di concentrarsi sui voli sostenibili da un punto di vista economico-finanziario.

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