Piattaforme petrolifere, nessun "sconto" sull'Imu: per Rimini un'entrata di circa 450mila euro

Il senatore Cinque stelle: "E' stata sanata un'ingiustizia e garantita coerenza con politiche energetiche green. Per Rimini si ipotizzano 450mila euro di entrate"

“Nell’ultima bozza del decreto fiscale viene definita una imposta ad hoc per le piattaforme di estrazione degli idrocarburi, l’imposta immobiliare sulle piattaforme marine (Impi). È un’ottima notizia che cancella l’ipotesi di sconti, adegua la legislazione italiana ad un pronunciamento della Cassazione del febbraio 2016 e garantisce risorse preziose a molti comuni. Tra cui Rimini, per cui si ipotizzano fino a 450 mila euro all’anno di entrate - spiega Marco Croatti, senatore riminese del Movimento Cinque Stelle - Ci sono anche altri motivi di soddisfazione. Sana quella che è una evidente ingiustizia: se i nostri imprenditori, i nostri artigiani, i nostri agricoltori pagano ogni anno l’Imu sui capannoni di lavoro, a maggior ragione devono farlo i petrolieri che finora l’hanno aggirata".

Croatti evidenzia inolte la coerenza "con un percorso e una visione che vede il Governo Conte impegnato verso un’idea di sviluppo energetico del nostro Paese che punti sulle fonti rinnovabili, sulla riduzione dei consumi, sulla sostenibilità. Da questo punto di vista la strada è segnata e la traiettoria che porta ad una transazione green del nostro Paese è evidente e condivisa anche dai grandi gruppi industriali che fino ad oggi hanno investito nell'estrazione degli idrocarburi. Ne è testimonianza la stessa Eni che ha avviato con successo nell’offshore di Ravenna l’Inertial Sea Wave Energy Converter, innovativo sistema in grado di trasformare l’energia prodotta dalle onde in energia elettrica. Questa tecnologia in futuro consentirà di convertire piattaforme offshore mature in hub per la generazione di energia rinnovabile".

Il senatore evidenzia come sia "motivo di orgoglio per noi romagnoli perché è il primo impianto ibrido al mondo di generazione di energia elettrica da solare e moto ondoso. Progetti come questo, come ha affermato recentemente Giuseppe Conte proprio a Ravenna, possono costituire un nuovo modello di politica industriale e lo Stato può e deve esprimere capacità di indirizzo per orientare i modelli produttivi strategici per il Paese. Con il via al green new deal voluto dal Governo si apre ad un futuro ricco di opportunità di sviluppo per l’economia e per l’occupazione. Mentre investimenti e occupazione nel settore delle estrazioni di idrocarburi e nel distretto sono ferme, perché l’interesse economico degli idrocarburi in Adriatico è largamente minore di quello dell’investimento nelle energie rinnovabili. Guardiamo avanti dunque, puntando sulla sostenibilità ambientale e disegnando un ruolo da protagonista per il nostro Paese in ambito internazionale nelle politiche e negli investimenti green”.

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