"Grano amaro": prezzi troppo bassi, la produzione rischia di sparire

Circa 25 anni fa un quintale di frumento valeva attorno alle 30.000 lire, gli attuali 15 euro. Se si fanno le debite proporzioni c’è stato una perdita di valore che non ha eguali in altri prodotti.

Il crollo dei prezzi dei cereali sta mettendo in ginocchio il settore, con il rischio che a luglio dei prossimi anni le tipiche colline dai colori dorati dell'entroterra riminese siano sempre meno coperte da grano e orzo maturi. Cento chilogrammi di frumento valgono, al mercato attuale, meno di 8 chili di pane: una situazione insostenibile, contro la logica delle cose, che non può nemmeno lasciare indifferenti i consumatori di fronte ad un tale distorsione dei mercati che vede danneggiati gli agricoltori in primis. Per questo Cia - Agricoltori italiani di Rimini aderisce all'iniziativa di Cia Emilia Romagna “Grano amaro” che prevede, mercoledì, di far conoscere alla cittadinanza la critica situazione dei cereali e di mettere in evidenzia il divario tra costo del frumento, pane e pasta. 

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Cia Rimini commenta amaramente la situazione del comparto cerealicolo che a tutt’oggi assiste a quotazioni del frumento tenero sui 16 euro al quintale e quello duro valutato 19 euro. Già nei primi mesi del 2016 il frumento tenero panificabile valeva mediamente 166 euro a tonnellata, quello duro a 238 euro e l’orzo 170 euro a tonnellata (quotazioni Borsa Merci Bologna). Questa la fotografia in bianco e nero quando, mai come quest’anno, i frumenti presentano un’alta qualità, con proteine elevate e ottimo peso specifico, con un raccolto soddisfacente nella media. "Bionde erano le messi delle colline Malatestiane: dopo la viticoltura e la zootecnia da latte, anche la cerealicoltura rischia di sparire dal nostro territorio in quanto i prezzi non coprono neanche i costi di produzione - spiega Claudio Bertuccioli, direttore Cia Rimini -, in luglio ci dovremo abituare a vedere le nostre colline sempre meno colorate dalle tonalità dorate del grano e dell'orzo maturi”. Circa 25 anni fa un quintale di frumento valeva attorno alle 30.000 lire, gli attuali 15 euro. Se si fanno le debite proporzioni c’è stato una perdita di valore che non ha eguali in altri prodotti.

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