Un tuffo collettivo di 101 mila persone contro le aste delle spiagge

Dopo la chiusura degli ombrelloni lo scorso 3 agosto, torna la protesta degli stabilimenti balneari, questa volta assieme ai ristoratori riccionesi, contro le aste delle spiagge. Il 15 agosto ci sarà il "Tuffo dei 101 mila"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Anche i baristi e i ristoratori di spiaggia di Riccione parteciperanno, a modo loro, alla seconda giornata di protesta dei balneari in programma domani, 15 agosto, con un grande tuffo collettivo. Dopo la chiusura degli ombrelloni lo scorso 3 agosto, i titolari di stabilimenti balneari organizzeranno alle 16 del giorno di Ferragosto, il "Tuffo dei 101 mila" per protestare contro il silenzio del governo sulla direttiva europea ai servizi detta "Bolkestein", che impone l'evidenza pubblica delle concessioni demaniali marittime.
 
Un cambiamento che comprometterebbe l'intero modello turistico italiano da sempre sviluppato dagli attuali balneari, che ora rischiano di vedersi portare via la propria impresa a favore dei grandi gruppi economici. Un problema che interessa anche i titolari dei ristoranti di Rimini e Riccione che hanno la propria attività situata sulla spiaggia, cioè su terreno demaniale.
 
"Per questo, domani aderiremo anche noi a questa seconda giornata di protesta", annuncia Ezio Filipucci, presidente dell'Associazione bar e ristoranti di spiaggia di Riccione. "Venerdì scorso non avevamo ombrelloni da chiudere, come hanno fatto i titolari di tutti gli stabilimenti balneari d'Italia, ma abbiamo comunque sensibilizzato i nostri clienti sul problema. E anche domani cercheremo di avviare un dialogo, pubblicizzando l'iniziativa e offrendo buffet, aperitivi e cocomeri".
 
Il "Tuffo dei 101 mila" è un'iniziativa lanciata dal Comitato Salvataggio Imprese e Turismo di Viareggio, un'associazione sindacale nata appositamente per lottare contro la direttiva "Bolkestein". Già l'anno scorso l'iniziativa fu molto riuscita, portando a un tuffo collettivo di circa 200 mila persone in tutta la Versilia. Quest'anno, avendo esteso l'iniziativa in tutta la penisola, gli organizzatori puntano a coinvolgere almeno 500 mila persone.
 
"È fondamentale che il litorale romagnolo partecipi unitariamente a questa iniziativa", aggiunge Filipucci. "Lo sciopero di venerdì scorso, infatti, è stato completamente boicottato dai balneari di Rimini e Riccione, convinti dal loro sindacato Oasi-Confartigianato - l'unico a non aderire - che l'iniziativa non servisse a nulla. Invece la chiusura degli ombrelloni si è rivelata un enorme successo, avendo avviato un dialogo con la clientela che ha appoggiato le ragioni contro le evidenze pubbliche. Domani arriverà la seconda occasione: l'Associazione dei ristoratori di spiaggia di Riccione ci sarà, e sarebbe importante che anche i bagnini di Rimini e Riccione non se la lascino sfuggire. Anche le loro spiagge sono oggetto della direttiva".
 
Un supporto arriva anche dal'Associazione bar e ristoranti di spiaggia di Rimini. Spiega il consigliere Gabriele Boldrini: "Abbiamo passato tutta l'estate spiegando ai nostri clienti l'imminente pericolo materializzatosi con la Bolkestein. Domani sarà un'occasione ancora più importante per continuare a sensibilizzare i turisti in vacanza a Rimini".
 
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