In provincia netto aumento delle imprese di rete: "Accrescono la competitività sui mercati"

Nel confronto con lo scorso febbraio si riscontra un incremento del 30,4%, nettamente più alto della variazione positiva regionale (+5,2%) e nazionale (+7,0%)

In provincia di Rimini, al 3 ottobre 2020, risultano 163 imprese (pari al 7,1% di quelle regionali) che hanno sottoscritto 98 contratti di rete, di cui 8 costituiti da imprese esclusivamente localizzate in provincia e 8 aventi personalità giuridica, con relativa iscrizione al Registro delle Imprese (“contratto soggetto”). Nel confronto col 3 febbraio 2020 (ultimo periodo di analisi precedente a questo), si riscontra un incremento del 30,4% delle imprese di rete (da 125 a 163 unità), nettamente più alto della variazione positiva regionale (+5,2%) e nazionale (+7,0%), e dell’11,4% dei contratti di rete (da 88 a 98 unità).

In termini di incidenza delle imprese di rete, sul totale delle imprese attive, pur avendo un peso inferiore a quello regionale e nazionale, si registra un aumento pari a 1,1 punti (dal 3,7‰ al 4,8‰), ben maggiore dell’incremento verificatosi sia in Emilia-Romagna (dal 5,5‰ al 5,7‰) sia in Italia (dal 6,9‰ al 7,3‰).

Considerato che un’impresa può aderire a più contratti di rete (e, quindi, venire conteggiata più volte), i 98 contratti vedono la partecipazione “totale” di 188 aziende provinciali; in 67 di questi si rileva la presenza di una sola impresa provinciale, in 16 di due imprese e in 5 di tre, mentre vi sono due contratti che registrano un numero molto alto di imprese partecipanti, pari rispettivamente a 16, per uno, e 20, per l’altro. Inoltre, ben 69 imprese (il 36,7% del totale) aderiscono a contratti riguardanti i servizi; seguono, nell’ordine, 42 imprese (22,3%) del settore industria/artigianato, 32 (17,0%) del turismo, 21 (11,2%) del commercio, 12 (6,4%) dell’agricoltura e 12 (6,4%) di altri settori.

“In uno scenario economico come quello attuale, alle sfide competitive di un mondo globalizzato si sommano quelle causate dall'emergenza sanitaria. Dunque, un contesto strategico particolarmente complesso, soprattutto per le imprese di piccole e medie dimensioni, che rappresentano la stragrande maggioranza del nostro tessuto produttivo – dichiara Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. La Camera, pertanto, incentiva tutti gli strumenti che intensificano le forme di collaborazione, a partire da quelle, come il contratto di rete, che, di fatto, accrescono la competitività sui mercati, mantenendo comunque l'autonomia imprenditoriale di ogni singolo soggetto. Abbiamo bisogno di innovazione a 360°, quell’innovazione che tocca tutte le dimensioni organizzative, a partire da quei modelli collaborativi che sono decisivi per acquisire quella massa critica che, in termini di risorse finanziarie, tecniche e umane, o di know how, è tale da consentire il raggiungimento di obiettivi strategici, altrimenti fuori portata per la singola piccola impresa”.

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