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In provincia poche luci e molte ombre: calo di 6mila lavoratori assunti

Luci, ma soprattutto ombre, sulla situazione lavorativa nella provincia di Rimini arrivano dal report realizzato dal Centro studi “Politiche del lavoro e società locale” della Provincia

Luci, ma soprattutto ombre, sulla situazione lavorativa nella provincia di Rimini arrivano dal report realizzato dal Centro studi “Politiche del lavoro e società locale” della Provincia che ha presentato il numero del Bollettino del Lavoro. I dati del secondo trimestre 2013 parlano di un calo di oltre 6mila lavoratori assunti, rispetto allo stesso periodo del 2012, che corrispondono a un -13,6% su base annua.

Si confermano, quindi, i saldi negativi già emersi nei primi 3 mesi di quest’anno e, come ha sottolineato l’assessore Provinciale Meris Soldati, ne hanno risentito in particolare i lavoratori stagionali a causa, anche, di un avvio in ritardo della stagione estiva.

I DATI - Tutti i settori dell’economia riminese, tuttavia, registrano rilevanti saldi negativi nel confronto su base annua, con l’unica eccezione del comparto primario che mostra un lieve incremento (0,7%), mantenendo il numero di avviamenti poco sotto le 1.900 unità. Il dato peggiore è quello delle aziende manifatturiere dove le assunzioni sono scese dalle 2.562 del primo semestre 2012 alle 1.774 del 2013, corrispondente ad un calo del 30,8%. Anche se in termini percentuali questa variazione è comunque inferiore a quella del primo trimestre (- 33,9%), si deve sottolineare come il trend negativo dell’industria locale prosegua ininterrottamente da un anno e mezzo (l’ultima variazione positiva risale al terzo trimestre 2011) ed i nuovi rapporti lavorativi creati dalla manifattura nella prima metà dell’anno siano addirittura inferiori a quelli del settore agricolo (1.875 unità). Altrettanto critica appare la situazione delle imprese edili presso le quali il numero di assunzioni scende nel 2013 a 1.281 dalle 1.568 del 2012, facendo registrare un calo su base annua del 18,3%. Mentre le difficoltà dell’edilizia rappresentano una costante dall’avvento della crisi, la flessione del settore commerciale costituisce un fenomeno recente, per lo meno in queste dimensioni, dal momento che gli avviamenti nel commercio sono passati dai 4.851 del primo semestre 2012 ai 4.171 del 2013, con una riduzione del 14%.

PRIMO SEMESTRE 2013 - Nel periodo gennaio-giugno 2013 praticamente due assunzioni su tre (66,1%) in provincia di Rimini sono state attivate mediante lavoro dipendente a tempo determinato, facendo segnare una notevole crescita di ben 11 punti rispetto alla percentuale del 2012 (55,1%). Cresce, seppur lievemente, anche il peso dei contratti standard a tempo indeterminato i quali passano dal 4,9% al 5,4%, che rappresenta comunque un valore ampiamente minoritario. Più significativo è, invece, l’aumento di 4,1 punti percentuali nell’incidenza dell’apprendistato che nel 2013 raggiunge il 6%, ritornando sostanzialmente ai livelli del primo semestre 2011 (6,6%).

CONTRATTI - Positiva risulta anche la variazione dei contratti di somministrazione lavoro che passano dal 2,9% del 2012 al 3,7 dell’anno in corso (+ 0,8 punti); mentre i rapporti di collaborazione si riducono leggermente di 0,4 punti arrivando al 3,2% e gli altri contratti atipici rimangono stabili con lo 0,7%. Infine, per quanto concerne il lavoro intermittente, i primi sei mesi del 2013 confermano quell’inversione di tendenza iniziata nella seconda parte del 2012, dopo un triennio di crescita continua. A distanza di un anno, l’incidenza dei contratti ‘a chiamata’ si è praticamente dimezzata, passando dal 30,9% al 14,9% (- 16 punti percentuali), che rappresenta un vero e proprio tracollo anche in termini assoluti con oltre 11 mila avviamenti in meno.

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