Crisi, ci sarà ancora da soffrire. Primi spiragli di luce tra il 2014 e il 2015

La Giornata dell’Economia, iniziativa annuale del sistema delle Camere di Commercio italiane giunta all’11a edizione, è l’occasione per presentare pubblicamente un aggiornamento sull’andamento delle principali variabili economiche

La Giornata dell’Economia, iniziativa annuale del sistema delle Camere di Commercio italiane giunta all’11a edizione, è l’occasione per presentare pubblicamente un aggiornamento sull’andamento delle principali variabili economiche. Oltre a ciò, in questa edizione, la Camera di commercio di Rimini presenta due approfondimenti: l’Osservatorio sui Bilanci delle Società di Capitale della provincia di Rimini, con particolare riferimento al triennio 2009-2011, risultato di una collaborazione che l’Ente camerale ha instaurato con la Fondazione dei Dottori Commercialisti di Rimini; e una discussione sull’avvio di un’impresa e le start-up innovative, focalizzandosi in particolare sul ruolo dei giovani nelle imprese e nell’economia.

L’analisi degli indicatori statistici, infatti, evidenzia una grave situazione sofferta soprattutto dai giovani, cosa che si rende manifesta sia nel tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), salito al 20,5% (contro un tasso generale al 9,8%), sia negli imprenditori sotto i 30 anni, calati del 17,1% nell'ultimo quadriennio. Il dettaglio dell’analisi degli aggiornamenti statistici rivela un dato allarmante, quello riferito alla Cassa integrazione straordinaria (al primo quadrimestre 2013) che è salita del +165,5%, per oltre 1milione e 600mila ore autorizzate; e mette in luce come (al primo trimestre 2013) gli impieghi alle imprese siano diminuiti dell’8,8% mentre è notevolmente cresciuta la raccolta bancaria: +9,7%. Va male, per la prima volta dal 2009, anche l’export che fa segnare un -4,7% nel primo trimestre 2013 sullo stesso periodo del 2012.

Secondo gli esperti, dal quadro previsionale appena delineato si evince come l’economia della provincia di Rimini, nel 2013, verterà ancora in una situazione di evidente difficoltà, dato che gli indicatori analizzati presenteranno tassi di crescita negativi (valore aggiunto e occupazione) o comunque di poco positivi (export). La situazione economica migliorerà leggermente, invece, nel biennio 2014-2015 quando si vedrà il segno “più” riguardo al valore aggiunto e alle unità di lavoro occupate e una maggiore dinamicità nelle esportazioni. Il dato più preoccupante, al momento, riguarda il tasso di disoccupazione; se, infatti, da un lato, si assisterà ad un lieve calo del suddetto indicatore, dall’altro, i valori registrati a fine periodo saranno, comunque, ancora molto alti, e ciò potrebbe influire negativamente sullo sviluppo economico del territorio.

AGGIORNAMENTI STATISTICI

LAVORO - Nel primo trimestre ci sono stati 16.270 avviati (lavoratori che hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro dipendente nell’anno), con un decremento, rispetto al primo trimestre 2012 (17.082 avviati), del 4,7%, e 20.209 avviamenti (numero dei rapporti di lavoro dipendente instaurati nell’anno), con una diminuzione, sempre rispetto al 31 marzo del 2012, (20.425 avviamenti), dell’1,1%. Il settore del turismo, inteso come alberghi e ristorazione, assorbe il 43,3% degli avviamenti, in aumento rispetto al peso del settore nei primi tre mesi del 2012 (37,8%), e ciò conferma, anche in un periodo non caratterizzato dal turismo balneare, la forte propensione di questo settore nell’economia riminese; il settore, invece, che risente maggiormente della crisi in atto è quello manifatturiero, che vede ridurre l’incidenza delle relative assunzioni sul totale, passando dal 6,5% del 1° trimestre 2012 al 4,3% del 1° trimestre 2013 (il dato peggiore dall’inizio della crisi).

Ovviamente, il fatto di avere un’economia prevalentemente di servizi, da un lato, e la recessione, dall’altro, incide sul tipo di contratto; in tal senso, il 56,9% degli avviamenti risulta essere a “tempo determinato” e il 20,0% degli stessi con contratto “a chiamata o intermittente”, mentre solo l’8,4% degli avviamenti è regolato dal contratto “ a tempo indeterminato”. I primi tre mesi dell’anno mostrano, quindi, una sostanziale tenuta degli avviamenti cui corrisponde, però, una certa contrazione delle persone assunte; il tutto compatibile con un mercato del lavoro in cui i nuovi rapporti alle dipendenze tendono ad avere una durata più breve..

Altri aspetti interessanti sono rappresentati dal genere, dall’età, dalla residenza e dalla nazionalità degli avviati; nel dettaglio, il 52,3% degli avviati risulta essere di sesso femminile, il 70,4% di nazionalità italiana e il 69,8% risiedere in provincia. Riguardo alla classe di età, le classi 25-34 anni e over 45 hanno un’incidenza percentuale di avviati pressoché identico (rispettivamente 29,5% la prima e 29,6% la seconda), la classe 35-44 anni ha un peso inferiore (28,5%) così come la classe 15-24 anni (12,4%). Quello che però è da sottolineare è che il calo delle persone assunte nel primo trimestre 2013 ha colpito poco i lavoratori over 45 (-0,2% sul 1° trimestre 2012) mentre ha picchiato duro sulle classi di età più giovani, soprattutto sui 25-34enni (-7,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

CIG. I dati della Cassa Integrazione Guadagni rivelano una situazione che non accenna a migliorare: nel 1° quadrimestre 2013 si è avuto un incremento complessivo del numero di ore autorizzate del 74,3% (da 1.133.998 ore del 1° quadrimestre 2012 a 1.976.725 ore del 1° quadrimestre 2013); nello specifico, diminuisce la CIG Ordinaria del 41,4% (da 499.904 ore a 292.901 ore) e aumenta la CIG Straordinaria del 165,5% (da 634.094 ore a 1.683.824 ore). Il “settore” che maggiormente ha risentito del ricorso alle tre tipologie di CIG (ordinaria+straordinaria+in deroga, che è calata del 62,5% rispetto al primo quadrimestre 2012) è stato quello manifatturiero con oltre 1 milione 200 mila ore autorizzate, mentre quello che fa registrare la più alta variazione percentuale è stato l’artigianato (+129,3%).

La crisi colpisce soprattutto i giovani. La recessione sta colpendo duramente soprattutto l’imprenditoria giovanile, (sotto i 30 anni) con un calo del -3,7% su marzo 2012; considerando, inoltre, il periodo iniziale della crisi e comparando valori temporali omogenei, negli ultimi quattro anni si ha una flessione addirittura del 17,1% dell’intera classe imprenditoriale giovanile (da 2.571 unità del 1° trimestre 2009 a 2.131 unità del 1° trimestre 2013).

Tasso di disoccupazione. Al 31 dicembre scorso, il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,8% (era all’8,1% nel 2011). A soffrire maggiormente sono i giovani, con un tasso di disoccupazione che arriva in provincia di Rimini al 15,8% nella fascia di età 15-29 anni (8,5% maschile e 26,4% femminile) e addirittura al 20,5% nella fascia di età 15-24 anni (13,7% maschile e 29,0% femminile); in questo caso, però, in provincia si ha una situazione migliore rispetto sia all’Emilia-Romagna (17,4% nella fascia 15-29 anni e 26,4% nella fascia 15-24 anni) che all’Italia (25,2% nella fascia 15-29 anni e 35,3% nella fascia 15-24 anni).

Sistema del Credito. Nel 1° trimestre 2013 in provincia di Rimini, la consistenza degli Impieghi totali ammonta a 11.810 milioni di euro, con una variazione percentuale, rispetto al 1° trimestre 2012, del -5,9% (da 12.547 milioni di euro a marzo 2012 a 11.810 milioni di euro a marzo 2013); nello specifico, si è avuto un calo degli Impieghi alle Imprese (che rappresentano il 68% degli Impieghi totali), quantificabile in un -8,8% (da 8.783 milioni di euro a marzo 2012 a 8.007 milioni di euro a marzo 2013). Cala il credito concesso ma cresce, per contro, la raccolta bancaria; i Depositi totali provinciali passano, infatti, da 6.834 milioni di euro del 1° trimestre 2012 a 7.499 milioni di euro del 1° trimestre 2013, facendo segnare una variazione percentuale del +9,7%.

Sofferenze bancarie. Al 31 dicembre scorso, le Sofferenze ammontano a 927 milioni di euro, con un aumento, rispetto al 31/12/11, del 24,6%, che risulta essere superiore a quello di tutte le altre province emiliano-romagnole (eccetto Piacenza), dell’Emilia-Romagna (+17,7%) e dell’Italia (+16,1%). La Congiuntura manifatturiera evidenzia infine nel 1° trimestre 2013, rispetto al 1° trimestre 2012, una diminuzione delle principali variabili: produzione: -2,0%, fatturato: -2,8% e ordinativi: -0,9%, mentre il movimento turistico ci racconta di una Riviera dove si registrano notevoli incrementi di turisti russi (arrivi: +29,5%, presenze: +17,3%), che fa si che, allo stato attuale, la quota russa pesi sul mercato estero per il 41,2% e sul totale delle presenze (italiane e straniere) per il 13,9%.

Import-Export. Nel 1° trimestre 2013, sia i dati dell’Import che i dati dell’Export, rispetto al 1° trimestre 2012, fanno segnare una diminuzione, rispettivamente, del 3,5% e del 4,7%.  L'ultimo segno negativo dell’export risaliva al 2009.

ANALISI DEI BILANCI delle Società di Capitale
La Fondazione dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Rimini, presieduta da Giuseppe Savioli, ha presentatoper il terzo anno consecutivo, un’analisi sui Bilanci delle Società di Capitale (2009-2011), su un campione di 2921 imprese attive.

Crescita del fatturato. Le società di capitale rappresentano, a livello territoriale, il 16,4% delle imprese totali. Fra le note più interessanti emerse dall’analisi, l’aggregato delle imprese della provincia di Rimini registra nel triennio una crescita complessiva del fatturato pari a 11,2% frutto tuttavia di un andamento non lineare: se dal 2009 al 2010 si registra infatti una variazione positiva del 7,5%, il 2011 segna una crescita meno potente che si attesta al 3,4% sull’anno precedente. Per quanto riguarda il capitale investito, si riscontra una crescita complessiva pari al 7,3%, decisamente concentrata nel primo biennio, coerentemente con il dato sul fatturato.

L’AVVIO DI UN’IMPRESA SCELTE E OPPORTUNITÀ - La forma giuridica da scegliere nell’avvio di una nuova impresa, con particolare riferimento alle opportunità offerte dalle recenti innovazioni normative; i costi, le agevolazioni fiscali per i neo imprenditori; gli adempimenti per le Start-up innovative: sono i temi al centro del Focus che la Giornata dell’Economia 2013 dedica al tema dell’avvio di un’impresa. L’obiettivo è quello di riattivare le iniziative di impresa, ed in particolare la creazione di impresa giovanile, e indirizzare risorse verso attività di Ricerca e Sviluppo, fondamentali per il rilancio dell’economia del nostro Paese.

Un rilancio che passa anche attraverso giovani neo laureati, perché possano trovare spazio nelle aziende innovative e contribuire a farle crescere con il loro lavoro altamente qualificato. Tante e di diversa natura le agevolazioni previste (ma per gli incentivi fiscali alle start-up manca ancora il decreto ministeriale di attuazione che dovrà attendere l'OK di Bruxelles per diventare efficace). Il cammino, insomma, è ancora lungo, ma le opportunità sulla carta sono davvero notevoli.

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