Ricambio generazionale, innovazione ed internazionalizzazione delle aziende riminesi

All'assemblea del gruppo Giovani Imprenditori di Rimini la presentazione di due ricerche in collaborazione con l’Università di Bologna - Campus di Rimini

Il Ricambio Generazionale e il grado di Innovazione ed Internazionalizzazione delle imprese riminesi. Questi i temi al centro dell'Assemblea annuale del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria Rimini che si tiene oggi, venerdì 10 luglio alle ore 17, nella sede dell'Associazione e che segna il primo anno di mandato del Presidente Maria Teresa Colombo. Focus dell'Assemblea: "Innovazione, passaggio generazionale e Giovani Imprenditori nelle Aziende associate ad Unindustria Rimini". Intervengono: Maria Teresa Colombo Presidente Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria Rimini, Paola Giuri Professoressa Dipartimento di Scienze Aziendali Università di Bologna Campus di Rimini, Marco Corsino Professore Dipartimento di Scienze Aziendali Università di Bologna Campus di Rimini, una laureanda (Aurelia Del Mastro) e un neolaureato (Matteo Barilari) dell’Università di Bologna Campus di Rimini. Un'importante occasione di confronto durante la quale vengono presentate le tesi di ricerca "L’imprenditorialità e il legame intergenerazionale nelle imprese familiari. Analisi empirica del Gruppo Giovani imprenditori Unindustria Rimini” e "Innovazione, internazionalizzazione e performance: analisi empirica delle PMI nella Provincia di Rimini".

"Abbiamo voluto analizzare questi temi - spiega Maria Teresa Colombo Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori - con l'intento di scattare la fotografia sullo stato delle nostre imprese in riferimento ad aspetti importanti per la crescita e lo sviluppo aziendale. I risultati sono incoraggianti e denotano il dinamismo delle imprese del territorio perché dimostrano quanto permanga nelle aziende riminesi la volontà di portare avanti l'impresa di famiglia. Senza dimenticare la propensione all'innovazione ed all'internazionalizzazione. Allo stesso tempo abbiamo segnato un ulteriore passo nella collaborazione fra Unindustria Rimini ed Università con l'obiettivo di rendere sempre più vicini mondo delle imprese e della ricerca".  

“Queste tesi di laurea – illustra la Prof. Paola Giuri Responsabile  dell’Unità Organizzativa di sede (UOS) del Dipartimento di Scienze Aziendali e coordinatore della Laurea Magistrale internazionale in Service Management - sono il frutto di una preziosa collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Aziendali del Campus di Rimini e Unindustria Rimini. Come docenti universitari, abbiamo la preoccupazione ed il desiderio di avvicinare gli studenti alla realtà imprenditoriale del territorio per diversi motivi: far applicare sul campo le competenze apprese durante il corso di studi, conoscere meglio le imprese che potrebbero rappresentare un potenziale sbocco occupazionale per i nostri studenti, contribuire con queste ricerche a studiare le dinamiche imprenditoriali e di crescita delle imprese della provincia di Rimini e le loro strategie di innovazione e internazionalizzazione. Le due tesi presentate oggi sono l’esempio di una collaborazione che si sta estendendo anche a forme di coinvolgimento diretto delle imprese in altri progetti, svolti con gli studenti della laurea magistrale internazionale del nostro dipartimento a Rimini, legati all’innovazione, al marketing e all’internazionalizzazione delle imprese.

La tesi “L’imprenditorialità e il legame intergenerazionale nelle imprese familiari. Analisi empirica del Gruppo Giovani imprenditori Unindustria Rimini", elaborata dalla laureanda Aurelia Del Mastro, tratta il tema dell’imprenditorialità legato alla nascita di nuove imprese e al family business. Dai dati (elaborazione di informazioni riguardanti il Gruppo Giovani dal 2001 al 2014 e di un questionario, somministrato agli attuali iscritti al Gruppo, agli ex-componenti dal 2001 e ai past-president) emerge che le aziende che compongono il campione (48% sono ex-membri del Gruppo mentre il 52% sono membri attuali) sono di piccole e medie dimensioni, derivanti principalmente da un business familiare e con due o più generazioni di famiglie presenti all’interno dell’azienda. Le motivazioni principali che hanno portano alla nascita dell’impresa sono “desiderio di conservare un precedente business” (33%), “desiderio di indipendenza” (39%) e di “creazione di un prodotto nuovo ed innovativo” (37%). Per quanto concerne il passaggio generazionale, la maggior parte delle aziende campione (58%) ha preferito un ingresso dell’erede in maniera naturale e progressiva. Ciò viene confermato sia nelle imprese di prima che di generazione successiva, mentre la pianificazione della successione viene effettuata maggiormente dalle imprese di prima generazione.

Confrontando le imprese di prima generazione e quelle di generazione successiva alla prima, emerge che: le imprese di generazione successive alla prima tendono ad includere maggiori collaboratori non appartenenti alla famiglia; le imprese di generazione successiva alla prima hanno maggiori probabilità di intercorrere in conflitti familiari riguardanti la gestione dell’azienda. Infine, nelle imprese di generazione successiva alla prima, vi è maggior presenza di fondatori attivi. L’analisi degli imprenditori si è concentrata sulle caratteristiche basilari dell’individuo e sul suo background formativo, ovvero istruzione e precedente esperienza lavorativa. La maggior parte degli imprenditori rispondenti al questionario ha un ruolo in Unindustria Rimini di socio (66%), mentre nel Gruppo Giovani ha un ruolo sia come socio che consigliere (rispettivamente 43% e 24%). Analizzando gli elementi determinanti per la formazione e crescita dell’imprenditore, è risultato molto ed estremamente determinante l’appartenenza a un precedente business familiare (75%), seguito poi dall’istruzione (56%) e precedente esperienza lavorativa (51%).

Nell'incontro si è parlato anche di innovazione e internazionalizzazione. Sono stati presentati i risultati della tesi “Innovazione, internazionalizzazione e performance: analisi empirica delle PMI nella Provincia di Rimini”, promossa da Unindustria Rimini e dall’Università di Bologna - Campus di Rimini ed elaborata dal neo laureato Matteo Barilari. La ricerca  analizza l’importanza delle dinamiche innovative e di internazionalizzazione delle imprese, due aspetti che negli ultimi decenni si stanno rivelando determinanti per mantenere un vantaggio competitivo sia sul mercato nazionale che globale. L’analisi è stata effettuata sulla base di un questionario somministrato alle imprese del campione durante il primo semestre del 2014 con domande riferite al biennio 2013-2012. Dai dati emerge che le PMI della provincia di Rimini si dimostrano propense all’innovazione e impegnate sul fronte internazionale: le piccole imprese, nonostante la dimensione limitata, si impegnano ad innovare; le imprese consolidate non si adagiano sulla profittabilità di prodotti e processi che hanno permesso loro di avere successo nei tempi passati. La propensione all’innovazione, comunque, aumenta al crescere della dimensione d’impresa. Tutte e quattro le tipologie analizzate (di prodotto/servizio, di processo, organizzativa e di marketing) sono state impiegate da almeno quattro imprese innovatrici del campione su dieci, in particolare le innovazioni di prodotto/servizio superano il 60%.

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Le attività di internazionalizzazione si sono rivelate principalmente stabili o in aumento: le imprese innovatrici risultano esportare con maggiore intensità. Vi è un crescente impegno nella ricerca di accordi di collaborazione con le istituzioni esterne e di reperimento di nuove fonti di informazione. L’importanza di ridurre le tempistiche per soddisfare i bisogni della clientela si è rivelato l’obiettivo principale delle innovazioni. Le imprese internazionalizzate sono quelle che cercano con più insistenza nuovi segmenti di clienti. Per i fattori di ostacolo all’innovazione si è constata come ci sia genericamente un basso tasso di abbandono dei progetti, segno che le imprese si impegnano fortemente nelle loro innovazioni. Analizzando i dati di bilancio del biennio 2013-2012, le aziende con i migliori risultati economico-finanziari sono risultate quelle che hanno implementato delle innovazioni di processo e di marketing e risultano avere un marcato orientamento al mercato essendo così in grado di basare le proprie attività innovative sui consigli dei clienti. Le imprese più performanti sono anche quelle che hanno un reparto di Ricerca & Sviluppo interno e che fanno congiuntamente internazionalizzazione e innovazione di processo.

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