Anche Ieg si unisce all'appello delle Fiere d'Europa: "Fateci riaprire il 1° settembre"

L'incertezza sta già minacciando le esposizioni programmate per l'autunno, poiché le aziende esitano a confermare la loro partecipazione

Le fiere europee chiedono di poter roprendere l'attivita' espositiva l'1 settembre. Anche la Fiera di Bologna, la Fiera di Milano, Italian Exhibition Group (Rimini e Vicenza) e VeronaFiere si uniscono all'appello di Emeca rivolto alle istituzioni a garanzia della sopravvivenza del comparto. Emeca, che rappresenta i maggiori poli fieristici europei, lancia un appello sull'urgenza di riaprire l'attivita' chiedendo un sostegno finanziario significativo da parte delle autorita' pubbliche europee e nazionali per garantire la sopravvivenza e la ripresa economica dell'intero comparto. Per parte loro, i quartieri si impegnano a implementare in tutti gli spazi misure che garantiscano la sicurezza di espositori e visitatori. "Nonostante il fatto che adesso siamo pronti ad ospitare eventi, garantendo allo stesso tempo la salute e la sicurezza di tutti, le persistenti misure di chiusura minacciano l'intero nostro settore", spiega Maurits von der Sluis, presidente di Emeca e direttore della Fiera di Amsterdam. Nella maggior parte dei Paesi europei tutte le esposizioni sono state vietate per sei mesi, da marzo a settembre. Come conseguenza di cio', le perdite socio-economiche sono salite a 124,9 miliardi di euro per il primo e secondo trimestre del 2020, denunciano le fiere. "Alcuni eventi sono stati riprogrammati, molti altri cancellati definitivamente. La perdita di entrate nel nostro settore e' stata di circa il 40% nel primo trimestre, del 100% nel secondo trimestre ed e' prevista del 60% per il terzo trimestre. Siamo stati i primi a essere costretti a chiudere e potremmo essere l'ultimo settore a riaprire", protesta von der Sluis.

"In una situazione di necessaria ripresa economica, la nostra categoria deve essere in grado di svolgere il proprio ruolo chiave. L'incertezza sta gia' minacciando le esposizioni programmate per l'autunno, poiche' le aziende esitano a confermare la loro partecipazione", ammonisce il manager olandese. Il settore fieristico europeo, sostiene Emeca, necessita di assistenza e di un massiccio sostegno finanziario da parte dei governi nazionali e dell'Ue, con esenzioni da affitti, spese, sussidi, prestiti e incentivi per la futura partecipazione di espositori e di buyer. "Questo supporto diventa vitale per il nostro settore in quanto, a completare la presenza dei grandi centri espositivi e degli organizzatori, l'ecosistema fieristico e' composto per lo piu' da pmi che si occupano della costruzione di stand, spedizioni, catering, interpreti e servizi di hostess. I membri di Emeca stimano che potrebbero essere necessari almeno due-tre anni per tornare ai livelli precedenti di attivita'", prevede l'associazione. Dunque, la riapertura delle fiere dall'1 settembre "e' essenziale, tutte le misure sanitarie necessarie sono pronte per essere implementate", garantisce Emeca. "I grandi quartieri fieristici europei hanno gia' sviluppato nuove misure per ospitare eventi rivolti alle aziende e ai consumatori, in conformita' con i piu' alti standard di salute e sicurezza. Anche le azioni indirizzate all'eliminazione delle restrizioni di viaggio, prerequisito essenziale per consentire l'attivita' delle fiere, devono essere coordinate con quelle degli altri Paesi Ue e del mondo", sottolinea Barbara Weizsäcker, segretaria generale dell'associazione.

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(Agenzia Dire)

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