Economia, aumentano le famiglie che chiedono prestiti e cala ancora il credito alle imprese

Negli anni la Camera di commercio ha messo in campo una serie di azioni come l’accesso al Fondo "per lo sviluppo" e ha collaborato all’apertura di sportelli per il microcredito

Lente di ingradimento nelle tasche dei cittadini e delle imprese. Al 30 giugno nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini continua il calo del credito alla clientela, dovuto alla diminuzione dei prestiti alle imprese; aumentano invece i prestiti alle famiglie. Sul fronte del risparmio finanziario risultano in crescita i depositi mentre diminuisce l’ammontare dei titoli in portafoglio. In lieve calo il tasso di ingresso in sofferenza.

Gli ultimi dati di analisi del contesto nazionale, tratti dal Bollettino Economico di luglio 2019 della Banca d’Italia, evidenziano un leggero indebolimento del credito bancario al settore privato; nel dettaglio, la crescita risulta ancora solida per le famiglie, mentre i finanziamenti alle imprese hanno subito una lieve contrazione (causata anche dalla decelerazione degli investimenti che non ne hanno sostenuto la relativa domanda). L'aumento dell'onere della provvista obbligazionaria delle banche, registrato nel 2018, si è finora trasmesso in misura contenuta ai tassi di interesse praticati sui prestiti alla clientela, anche grazie all'elevata liquidità e al miglioramento dei bilanci; si confermano, tuttavia, segnali di irrigidimento delle condizioni di accesso al credito, soprattutto per le imprese di minori dimensioni.

“Così come le attività produttive rappresentano i “polmoni” dell’economia, l’intermediazione finanziaria è il “cuore” che pompa il sangue agli organi vitali – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini –. Proprio per questo, nel tempo, la nostra Camera ha messo in campo, con continuità, una serie di azioni come il sostegno finanziario ai Consorzi Fidi e l’accesso al Fondo “per lo sviluppo” e, più recentemente, ha collaborato all’apertura di sportelli per il microcredito. Il calo dei prestiti alle imprese registrato a livello nazionale in questi anni, frutto di dinamiche combinate che hanno reso più difficile l’incontro tra offerta e domanda, in primis i rating critici di molte imprese, costituiscono un’ipoteca sul nostro sviluppo, perchè limitano una reale ripresa degli investimenti, che rappresentano sempre la vera “cerniera” tra la domanda di oggi e l’offerta di domani. In questa direzione va dunque l’impegno della Camera, che prosegue favorendo l’interlocuzione diretta tra il mondo delle imprese e il mondo dell’intermediazione finanziaria, che a sua volta è fatto di imprese”.

I temi del credito e del risparmio sono monitorabili attraverso una serie complessa di indicatori che tengono conto di numerose variabili e fenomeni; l’analisi che segue osserva, per ragioni di sintesi, i dati relativi solo ad alcuni dei principali aggregati (prestiti, depositi, sofferenze) mentre per approfondimenti più completi si rimanda alle elaborazioni complete curate dalla Banca d’Italia.

Prestiti e risparmio finanziario – provincia di Rimini

In base ai dati provvisori della Banca d’Italia (Ufficio Ricerca Economica di Bologna), in provincia di Rimini, al 30/06/2019, i prestiti totali ammontano a 8.728 milioni di euro (6,5% dell’Emilia-Romagna), cosi suddivisi: 59,1% alle imprese, 36,2% alle famiglie e 4,7% ad altri soggetti (società finanziarie, enti pubblici, istituzioni senza scopo di lucro). Rispetto al 30 giugno 2018 si rileva una diminuzione dell’1,0% dei prestiti concessi, a differenza della stabilità a livello regionale; nel dettaglio, calano i prestiti alle imprese (-2,0%), in particolare alle piccole (-7,0%), mentre aumentano quelli alle famiglie (+1,5%). In merito ai primi, a soffrire maggiormente è il settore edile (-9,4%) seguito dai servizi nel complesso (-0,8%); sostanzialmente stabili, invece, i prestiti verso il manifatturiero (+0,1%). Con riferimento al risparmio finanziario, in provincia, al 30/06/2019, l’ammontare risulta di 14.172 milioni di euro (6,3% dell’Emilia-Romagna): il 66,3% è assorbito dai depositi bancari, il restante 33,7% dai titoli a custodia. Rispetto al 30 giugno 2018 si riscontra una crescita del risparmio totale (+2,8%), superiore all’incremento regionale (+2,5%), grazie alla variazione positiva dei depositi (+5,2%), contrapposta a quella negativa dei titoli
(-1,7%).

Il tasso di ingresso in sofferenza, determinato dal rapporto tra i flussi delle nuove sofferenze rettificate nel periodo di riferimento e i prestiti non in sofferenza alla fine del periodo precedente, nel 2° trimestre 2019, risulta pari all’1,9% (era il 3,2% nel 2° trimestre 2018): in tale contesto si riducono sia i tassi relativi alle imprese (dal 4,5% all’attuale 2,4%) sia quelli riferiti alle famiglie (dall’1,3% all’odierno 1,1%). Infine, in merito alla dinamica dei prestiti, secondo le elaborazioni effettuate da CLAS per l’Osservatorio sul Credito di Unioncamere Emilia-Romagna, con riferimento al primo semestre del 2019, risulta un discreto grado di soddisfazione nel rapporto banca-impresa in provincia di Rimini, anche se la maggior parte delle imprese coinvolte nella rilevazione (il 73%) non ha fatto esplicita richiesta di finanziamento nei primi sei mesi dell’anno. Tra coloro che hanno presentato relativa richiesta (27%), nella maggior parte dei casi il credito è stato interamente concesso (17%) e quasi tutte le imprese intervistate si sono sempre trovate in condizione di poter adempiere agli impegni finanziari assunti con gli istituti di credito (96%); inoltre, più della metà dei rispondenti (58%) ha ritenuto adeguato il tasso di interesse applicato mentre il giudizio sul costo complessivo del finanziamento si ripartisce in egual misura tra chi lo ritiene adeguato e chi no. Negativo invece il giudizio sulle garanzie richieste, considerate inadeguate per il 54% delle imprese.

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