La Banca Carim approva il bilancio dell’esercizio 2016

Per l'istituto di credito riminese riduzione del 32% del numero di sportelli, anticipando il trend ora espresso dal sistema, e del 12% del numero dei dipendenti

Il sistema bancario italiano prosegue il percorso di cambiamento e di consolidamento, passi obbligati per recuperare redditività ed efficienza operativa. Banca Carim opera per intercettare il cambiamento: il bilancio chiuso al 31 dicembre 2016 realizza importanti condizioni, utili a promuovere il rilancio. Dopo la mancata esecuzione dell’aumento di capitale pianificato nel 2016, la possibilità di conseguire in tempi brevi nuovi apporti di capitale per assicurare alla Banca orizzonti strategici di integrazione e di rilancio competitivo è ora favorita dai decisivi interventi di efficientamento realizzati da Banca Carim negli ultimi anni. In un comunicato stampa, l'istituto di credito riminese si prepone gli obiettivi di "riqualificazione degli attivi (accantonamenti operati nel quadriennio 2013 – 2016 pari a circa 308 milioni di euro, 90 milioni nel 2016) e forte incremento delle coperture dei crediti deteriorati in larga prevalenza anteriori alla restituzione della banca alla gestione ordinaria; integrale svalutazione degli avviamenti iscritti in bilancio (-23 milioni nel 2016); adozione di criteri di massima prudenza nella nuova attività di prestito, che registra modesti tassi di deterioramento; rafforzamento dei controlli e dei presidi di liquidità; razionalizzazione della presenza territoriale della banca, con una riduzione del 32% del numero di sportelli, anticipando il trend ora espresso dal sistema,  e del 12% del numero dei dipendenti (mediante meccanismi di incentivazione all’esodo); riduzione del costo del personale del -13,6% e delle altre spese amministrative -19,8% (dato normalizzato) nel corso dell’ultimo quadriennio; digitalizzazione dei processi, migrazione dell’operatività bancaria tradizionale su canali alternativi, adozione di strumenti di lavoro evoluti, trasformazione del layout di filiale e riorganizzazione del modello distributivo".

L’opera di razionalizzazione, scrivono nella nota stampa "ha consentito a Carim di confermarsi banca di riferimento per il territorio di elezione, ove esprime importanti quote di mercato, specie nella provincia storica di insediamento: oltre 19.000 i clienti assistiti con il credito, più di 90.000 i depositanti. Prossimità e mirato presidio del rischio hanno consentito di dimezzare il livello di concentrazione del credito erogato. La quota di reddito derivante dalla prestazione di servizi alla clientela è passata dal 62,3% al 87,7% dei proventi derivanti dall’intermediazione del denaro (depositi e prestiti). Nel corso del secondo semestre 2016 è stata avviata e conclusa una verifica ispettiva da parte della Banca d’Italia avente natura di aggiornamento rispetto alla precedente ispezione ordinaria del 2015. Gli esiti delle valutazioni sul portafoglio crediti sono stati interamente recepiti nel bilancio al 31 dicembre 2016. I livelli di copertura dei crediti in default fanno registrare i seguenti dati: sofferenze al 61,9% (50,3% escluse le radiazioni parziali 2015) vs 59,0% sistema; deteriorati al 50,5% (41,0% escluse le radiazioni parziali 2015)  vs 46,4% sistema".

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