Calano le imprese femminili, ma rimangono un "volano del territorio riminese"

I principali settori in cui lavorano le donne sono il commercio, alloggio e ristoranzione, servizi alla persona

Sono 7.450 imprese femminili attive che costituiscono il 21,8% del totale delle imprese attive provinciali (21,2% in regione e 22,7% a livello nazionale). Nel confronto con il 31 dicembre 2018 si riscontra una diminuzione delle imprese femminili (-0,6%), superiore alla variazione negativa dell’Emilia-Romagna (-0,4%), mentre una sostanziale stabilità caratterizza l’Italia (-0,1%). Praticamente stabile, invece, la variazione di medio periodo: +0,1% rispetto al 31/12/14.

“L’imprenditorialità femminile e l’apporto complessivo delle donne al mondo del lavoro sono imprescindibili per avere un quadro di riferimento completo di qualsiasi sistema economico – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Le imprese femminili costituiscono oltre un quinto del nostro tessuto imprenditoriale, un vero e proprio “volano” che genera ricadute positive a 360°, a partire dallo sviluppo dei consumi, con un effetto moltiplicativo di 2,2 volte. Va, poi, sempre ricordato che una donna che guida un’impresa è pur sempre una persona che non ha rinunciato ad altri ruoli importanti, come quelli di “moglie” e di “madre”, cosa che le conferisce un valore sociale “aggiunto”. Per tutto quanto detto, lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile genera benefici concreti per tutto il sistema economico e sociale. Va però ricordato che ci sono ancora tante potenzialità inespresse: in Romagna, oltre la metà degli abitanti sono femmine, il 51,5%, ma le donne che detengono cariche sociali nelle nostre imprese sono solo il 28,8%. E non va neppure dimenticato il differenziale penalizzante a livello retributivo. È sempre più importante, perciò, riservare all’imprenditorialità femminile più attenzione e adeguati incentivi, in modo da consolidarne e ampliarne la presenza complessiva, anche in quei settori in cui tradizionalmente le donne imprenditrici sono meno numerose".

I settori d'impresa

I principali settori economici risultano il Commercio (30,8% delle imprese femminili), l’Alloggio e ristorazione (18,2%), le Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (10,8%), le Attività immobiliari (8,9%), l’Agricoltura (7,3%), e l’Ind. Manifatturiera (5,5%).

Rispetto al 31/12/18 calano le imprese femminili attive del Commercio (-3,8%), dell’Alloggio e ristorazione (-0,3%), dell’Agricoltura (-1,6%) e del Manifatturiero (-4,8%) mentre aumentano quelle operanti nelle Altre attività di servizi (+2,0%) e nell’Immobiliare (+3,6%). I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese femminili sul totale delle imprese attive sono, nell’ordine: Altre attività di servizi (54,3%), Alloggio e ristorazione (28,8%), Noleggio, ag. viaggio e servizi alle imprese (28,8%), Commercio (26,5%) e Agricoltura (22,1%). Riguardo alla natura giuridica prevalgono le imprese femminili individuali (64,0% del totale), seguite dalle società di persone (19,0%) e società di capitale (15,8%); nel confronto con l’anno precedente crescono le società di capitale (+3,3%), calano le imprese individuali (-1,6%) mentre rimangono stabili le società di persone.

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In un contesto di analisi territoriale, infine, si evidenzia come la maggioranza delle imprese femminili provinciali si trova nel comune di Rimini (43,6%), classificato come “Grande centro urbano”; buona anche la presenza nei comuni di Riccione (13,1%), Bellaria Igea Marina (7,1%), Santarcangelo di Romagna (5,7%) e Coriano (2,4%), ossia nei cosiddetti “Comuni di cintura” (totale 28,3%), e di Cattolica (7,6%), Misano Adriatico (3,8%) e San Giovanni (2,2%) (”area del Basso Conca”, totale 13,6%). Ad essi vanno aggiunti i comuni di Morciano di Romagna (2,1%) (Valconca), Novafeltria (2,1%) e Verucchio (2,0%) (Valmarecchia).  

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