Edilizia riminese, la situazione resta critica

Le parti hanno ribadito al Presidente della Provincia Vitali e all’Assessore Maggioli le questioni che bloccano il comparto dell’edilizia sempre più a rischio collasso

Chiedere alle pubbliche amministrazioni un immediato cambiamento del metodo di lavoro al fine di raggiungere, andando oltre il confronto nel rispetto dei ruoli istituzionali, concrete soluzioni ai problemi che affliggono il mondo delle costruzioni.  E’ con questa idea che lo scorso marzo si sono tenuti gli Stati Generali dell’edilizia riminese con la partecipazione delle Associazioni di Categoria (Ance Rimini, Cna, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, F.I.A.I.P. Rimini Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), le Organizzazioni Sindacali (Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil), gli Ordini Professionali (Ordine degli Architetti, Ordine dei Geometri, Ordine degli Ingegneri, Collegio Periti Industriali-Edilizia).

Un’occasione per portare all’attenzione degli enti competenti la sempre più precaria situazione del comparto dell’edilizia che in tutto il mondo rappresenta uno dei pilastri dell’economia, interessando un indotto di vasta portata. Basti ricordare che il rapporto investimento giro di affari generato nel settore è da 1 a 1,8, quindi investendo ad esempio un miliardo si genera un miliardo e 800 mila euro di indotto.

In questo mese, associazioni di categoria, sindacati e ordini professionali coinvolti, come annunciato in occasione degli Stati Generali, hanno organizzato un calendario di incontri con i rappresentanti delle istituzioni. Giovedì gli Stati Generali hanno incontrato, presso la sede di Ance Rimini, il Presidente della Provincia Stefano Vitali. Lunedì hanno incontrato il Vice Sindaco e assessore all’urbanistica ed edilizia privata del Comune di Bellaria Igea Marina, Roberto Maggioli.

Le parti hanno ribadito al Presidente della Provincia Vitali e all’Assessore Maggioli le questioni che bloccano il comparto dell’edilizia sempre più a rischio collasso. Tra il 2007 e il 2011, secondo i dati della Cassa Mutua Edile di Rimini e Cedaier), a Rimini nel settore sono sparite 188 aziende (circa 1.500 posti di lavoro). Situazione analoga per le attività libero professionali dove molti studi sono stati costretti a ridurre e/o interrompere collaborazioni con giovani professionisti iscritti e per questo non tutelati da alcun ammortizzatore sociale.

Nello specifico le parti hanno ricordato che Il territorio continua ad essere ingessato da una lenta burocrazia, da una scarsa attenzione alle imprese, ai lavoratori e ai professionisti, dall’assenza di commesse pubbliche e da oneri elevati. Sono stati affrontati diversi temi fra cui: rigenerazione urbana, permessi di costruire e piani particolareggiati, Psc e Rue, appalti che escludano il massimo ribasso, più attenzione alle regole e un maggiore controllo all’irregolarità e alla concorrenza sleale. Non è ovviamente mancato il confronto sui problemi causati dalla forte restrizione del credito che aggrava ulteriormente la già difficile situazione delle imprese.

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