Quasi fermo lo sviluppo del fotovoltaico, servono norme certe

Con molta precisione i dati del primo trimestre del 2012 ci dicono che la crescita del fotovoltaico è decisamente rallentata. Infatti da gennaio a marzo i kw istallati segnano un +5,9%

Con molta precisione i dati del primo trimestre del 2012 ci dicono che la crescita del fotovoltaico è decisamente rallentata. Infatti da gennaio a marzo  i kw istallati segnano un +5,9%, ben poca cosa rispetto a periodi in cui abbiamo avuto un incremento anche del 381%. Il dato è confermato anche dal confronto relativo al numero degli impianti che aumentano del 6,5%.

Certamente ha pesato, in modo negativo, l’effetto annuncio, che ha bloccato il settore in attesa che venisse approvato il quinto conto energia, di cui venerdì hanno iniziato a diffondersi le prime versioni ufficiali. Il fatto che sui terreni agricoli non vi siano più incentivi (vedi decreto sulle liberalizzazioni) ha indubbiamente cambiato il mercato. Peraltro in maniera improvvisa, tagliando fuori anche soggetti la cui istanza di autorizzazione era in corso e ciò è avvenuto anche nel riminese.

Ci sono alcuni particolari incrementi, ma spesso sono dovuti a Kw istallati in alcuni Comuni, che tuttavia in termini assoluti passano da 223  a 445 Kw, insomma soglie modeste, che non cambiano l’assetto complessivo della produzione di energia da fotovoltaico nel nostro territorio. Guardando ad un periodo più ampio dobbiamo rilevare come la crescita del fotovoltaico dal  2011 al 2012 è stata  di poco al di sotto del 400%. Nel rapporto superficie territoriale e kw istallati la provincia di Rimini è preceduta solo da  Ravenna e Forlì Cesena e ha migliori performance rispetto a Modena e Bologna, mentre è più indietro in termini assoluti di Kw istallati.

Per il futuro  occorrerà capire come il settore reagirà al quinto conto energia. Tenendo conto di due fattori: da un lato la diminuzione degli incentivi, che pure rimangono tra i più alti in Europa; mentre dall’altro lato il costo dei pannelli è decisamente diminuito. Dalla lettura delle linee guida presentate dal Governo emerge che l’attenzione si sposta sul sostegno ad altre fonti rinnovabili, quali le biomasse, l’idroelettrico  ed il geotermico.

Ciò che si si augura, al di là di ogni valutazione sulle scelte, è che il quadro di riferimento, sia normativo che economico, per gli incentivi, rimanga ora per almeno qualche anno stabile. Questo è quello che giustamente chiedono gli operatori del settore ed anche quello che ci auguriamo noi, come ente pubblico, per poter nel miglior  modo possibile fornire risposte alle imprese e provare fino in fono a svolgere un ruolo di coordinamento in un settore molto complesso. Ragione per cui a breve approveremo il Piano dell’Energia che prevede azioni concrete che possono essere attuate solo in un contesto meno volubile di quello che abbiamo visto negli ultimi due anni.

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