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Task force anti-vu cumprà, Confcommercio: "Tentativo costruito in fretta e furia"

"Il clamore cha ha suscitato quest’anno l’abusivismo commerciale è stato secondo solamente al gravissimo danno che per l’ennesima volta ha colpito il senso civico", sottolinea il presidente di Confcommercio della Provincia di Rimini Indino

"La stagione che sta volgendo al termine verrà certamente ricordata per la profonda ferita che è stata inferta alla città di Rimini, ai suoi cittadini, ai suoi commercianti, ai suoi turisti". Inizia così la lettera aperta del presidente di Confcommercio della Provincia di Rimini, Gianni Indino, sull’abusivismo commerciale. "Il clamore cha ha suscitato quest’anno l’abusivismo commerciale è stato secondo solamente al gravissimo danno che per l’ennesima volta ha colpito il senso civico, l’economia e l’immagine di una città importante come la nostra", afferma Indino.

"La cartolina di Rimini già da anni è deturpata da schiere di abusivi che hanno trasformato la sua spiaggia, alcune delle sue vie principali e delle sue passeggiate in mercati a cielo aperto: penso a quello che accade tutto l’anno su Viale Vespucci oppure nelle sere estive nella passeggiata pedonale di Rivazzurra o di Miramare - sottolinea Indino -. Quest’estate il fenomeno è degenerato. Rimarranno negli occhi di tutti noi, purtroppo, scene che nessuno avrebbe mai voluto vedere sulla spiaggia di Rimini: sprangate tra opposte fazioni di abusivi, madri che scappano abbracciando bambini in lacrime, turisti che litigano con abusivi che li cacciano dalle zone dei loro smerci, rivolte contro le Forze dell’Ordine, operatori regolari dell’arenile – salvataggi, bagnini, ambulanti – minacciati o picchiati solo perché vogliono fare il proprio mestiere, vigilantes in aiuto alle forze dell’ordine derisi dagli abusivi perché senza poteri".

"Un fulmine a ciel sereno quanto accaduto? Tutt’altro. La Confcommercio - chiarisce Indino - ha sempre denunciato la gravità di un fenomeno che sin dai suoi albori, negli anni ’80, manifestava preoccupanti margini di crescita. Negli anni ha sempre denunciato le problematiche connesse al suo proliferare; ha richiesto con insistenza momenti di incontro con le Istituzioni e le Forze dell’Ordine, ha partecipato con proposte e progetti ai tavoli su cui era chiamata a confrontarsi, ha investito ingenti risorse per sensibilizzare l’opinione pubblica e informare i consumatori. Lo abbiamo sempre detto: è una pentola a pressione che rischia di esplodere".

"I fatti accaduti quest’estate, innalzati agli altari della cronaca anche nazionale, hanno contribuito a trasformare l’abusivismo da fenomeno subdolo e strisciante, visto da tutti ma ingiustificatamente tollerato, a emergenza di ordine pubblico - prosegue il presidente dell'associazione di categoria -. Probabilmente serviva questo perché il nostro grido di allarme venisse ascoltato, anche se colpevolmente in ritardo. I vigilantes sulla spiaggia, fortemente voluti dal Prefetto come corroborante per arginare il fenomeno, ha dato risultati con poche luci e tante ombre. E’ stato un tentativo costruito in fretta e furia, sulla scia di una condivisibile preoccupazione per i gravi fatti che stavano interessando l’arenile di Rimini".

Secondo Indino "vi è stato un errore di forma – da me ripetutamente segnalato durante i numerosi incontri che si sono succeduti prima dell’adozione di tale strategia – perché non si può chiedere alle Associazioni di Categoria o alla Camera di Commercio, statutariamente deputate ad altro, di contribuire economicamente per la risoluzione di problematiche di ordine pubblico, né tantomeno - come ventilato da qualcuno – lo si può chiedere agli operatori, già ampiamenti vessati da tasse e balzelli di ogni ordine e grado. E’ stato comunque, come dicevo, un tentativo. Da ripensare, riprogettare, ma che comunque rappresenta un ingente sforzo messo in campo dalla città per contrastare il fenomeno, e di questo va dato atto al Prefetto".

"Allo stesso modo, durante i medesimi incontri, ugualmente ferma è stata la posizione di contrasto assunta dalla Confcommercio nei confronti delle proposte di istituire “mercatini legalizzati” - puntualizza ancora Indino -. E’ ancora nitido il ricordo del disastroso fallimento registrato dalla stessa iniziativa non più di un decennio fa, sempre qui a Rimini, quando vennero creati mercatini straordinari, snobbati tuttavia dagli stessi venditori perché non in grado di garantire cifre neppure lontanamente avvicinabili a quelle realizzate in spiaggia o sui marciapiedi delle aree di maggior flusso turistico. Perché insistere nell’errore? Ma soprattutto, perché premiare chi opera nell’illegalità?".

"Si è poi parlato di spostare gli abusivi nelle spiagge libere - ricorda Indino -. Noi non stiamo con chi pensa di pulire spostando la polvere sotto il tappeto. Dirò di più. Non stiamo neppure con chi pensa di contrastare il fenomeno a Rimini spostandolo a Riccione o Cattolica, senza costruire una strategia a livello provinciale, condivisa tra tutti gli interlocutori nelle volontà, nelle risorse da utilizzare e nelle azioni da intraprendere. Una strategia che deve essere fondata su un capillare presidio del territorio - auspicando leggi più severe e maggiori risorse da destinare alle Forze dell’Ordine - ma ancor prima sulla prevenzione, attraverso un’azione investigativa e di controllo 365 giorni all’anno, che deve ripercorrere l’intera filiera dell’abusivismo: le aziende dell’illegalità, i trasportatori, i luoghi di approvvigionamento, le strutture ricettive e le case che ospitano gli abusivi. Quando l’operatore abusivo arriva a contatto con il pubblico, abbiamo già perso. Occorre agire prima".

"Questo mio sfogo è frutto di un continuo e assiduo confronto con chi opera quotidianamente nella legalità, commercianti che stanno profondendo sempre maggiori sforzi per garantire la sopravvivenza della propria azienda in un momento di grandissima difficoltà - conclude Indino -. Il giocattolo si sta rompendo e nella mancata lotta all’abusivismo si individuano forti responsabilità. Confcommercio continuerà nella sua battaglia, senza se e senza ma, forte non solo di una base associativa molto attenta rispetto a tali problematiche, ma anche del sostegno di tutti i commercianti, esasperati da una situazione ormai insostenibile. E’ il momento di fare massa critica, di abbandonare gli orticelli per andare tutti nella stessa direzione affinché venga arginata, se non debellata, questa odiosa piaga della nostra città".

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