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Sabato, 21 Maggio 2022
Economia

In Romagna un'economia ballerina. Dopo la ripresa nel 2021, nuova frenata causa guerra e crisi energetica

Presentato il Rapporto sull'economia, con la presenza dei sindaci di Forlì, Gian Luca Zattini, di Cesena, Enzo Lattuca e di Rimini, Jamil Sadegholvaad

Dopo due anni, la presentazione del Rapporto sull’Economia è tornata in presenza, ma è stato possibile seguire l’evento anche in diretta live streaming. Anche per questa edizione l’evento di presentazione è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. L’appuntamento, considerato “tradizionale”, è un importante momento per condividere i risultati economici del territorio, inserendoli nel più ampio contesto generale, anche se la complessità dell’attuale scenario rende particolarmente difficile qualsiasi elaborazione di previsione economica per un futuro in rapido e costante cambiamento. L’evento si è aperto con l’esecuzione della “Primavera” di Vivaldi I eseguita dalla violinista Sara Sole Stojmenov dell’orchestra Emilia-Romagna Concerti.

Moderato da Simona Branchetti, giornalista e scrittrice, il programma dei lavori sì è aperto con una tavola rotonda che ha visto la partecipazione dei sindaci di Forlì, Gian Luca Zattini, di Cesena, Enzo Lattuca e di Rimini, Jamil Sadegholvaad. Ciascuno ha indicato quale è la "parola chiave" della loro strategia per la tenuta e lo sviluppo dei territori e ha fornito alcune riflessioni sui temi dell'innovazione, della competitività e attrattività del tessuto imprenditoriale.

A seguire, il focus sulle dinamiche territoriali e le strategie per la ripresa, lo sviluppo a cura di Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna. “Lo scenario generale in cui ci troviamo è complesso e difficile, con la pandemia da Covid-19 ancora presente e con i problemi causati dalla carenza di materie prime, a partire da quelle energetiche (aumenti shock, ora al 400%) ulteriormente aggravati dall’invasione russa dell’Ucraina. Aggiungasi l’incertezza sulla durata e gli esiti del conflitto e sulla durata e gli effetti delle sanzioni. Purtroppo sono tutti elementi che generano ulteriori problemi sul sistema degli approvvigionamenti e causano un rallentamento generalizzato del commercio mondiale. Questa situazione, inoltre, si ripercuote negativamente sul normale andamento e tenuta dei mercati finanziari. Sui nostri territori, nel 2021, si era registrato un buon andamento, con una variazione positiva del Valore Aggiunto (2021, sul 2020) del 7,2% per la provincia di Forlì-Cesena e del 5,1% per quella di Rimini. In Emilia-Romagna, tale variazione è stata del 7,0% e, in Italia, del 6,4".

Ha spiegato Zambianchi: "Gli incrementi trainanti si sono registrati nel settore delle Costruzioni e, a seguire, in quello del Manifatturiero. Cosa si prevede per il 2022? Le previsioni del Centro Studi Prometeia, fatte a gennaio, segnalavano per il 2022 un’ulteriore crescita del Valore Aggiunto, del 4,5% per la provincia di Forlì-Cesena e del 3,7 % per quella di Rimini, mentre la crescita per Emilia-Romagna e Italia era prevista al 4,1%. Le previsioni a marzo 2022, a causa dell’incertezza e dei rischi che caratterizzano lo scenario attuale, sono state ridotte, per cui la crescita per l’intero Paese è stata rivista al +1,7% / +2,2%. Tale ridimensionamento non sarà uguale per i due territori di Forlì-Cesena e di Rimini, soprattutto per il diverso peso del comparto turistico".

“Prima la Pandemia. Poi l’innalzamento del costo delle materie prime, la guerra, lo shock energetico… Qualcuno l’ha già definita la tempesta perfetta. Di certo, il rischio di una nuova crisi economica è reale - ha commentato Roberto Albonetti, Segretario generale della Camera del commercio, nel suo intervento sul tema dei dati e della competitività per l’innovazione e lo sviluppo -. L’economia emiliano-romagnola è fortemente interconnessa con le dinamiche nazionali, europee e internazionali, perciò molte delle sfide che abbiamo davanti non possono essere risolte solo a livello locale, ma serve una risposta congiunta, non solo a livello Paese, ma soprattutto a livello europeo.

Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, ha concluso con alcune riflessioni sulla progettualità per la crescita e lo sviluppo dei territori di Forlì-Cesena e di Rimini. "Il Pnrr è un'occasione unica per costruire l'Emilia-Romagna del futuro. Noi siamo pronti, insieme ai territori e alle comunità locali - ha dichiarato il presidente Bonaccini -. A oggi sono già stati assegnati all'Emilia-Romagna quasi 4 miliardi di euro: un percorso che vede il pieno coinvolgimento di Comuni e Province, con assi privilegiate di sviluppo, quelle della transizione economica e digitale, insieme a lavoro, scuola e formazione, sanità e reti sociali, già condivise all'interno del Piano Regionale per il Lavoro e per il Clima. In questa cornice il contributo di idee e le possibilità per la Romagna sono molto importanti e significative. Si tratta di circa 400 milioni di euro, che investiremo sugli assi portanti di questo territorio: 14 interventi per il potenziamento della sanità pubblica, a partire dagli ospedali di Forlì e Rimini, 22 milioni di euro per il piano di ripascimento della costa, oltre 17 milioni di euro per nuove scuole o ristrutturazioni di istituti solo nell'ambito dell'ultimo aggiornamento del piano regionale di edilizia scolastica. E ancora progetti destinati a cambiare il volto e le abitudini di queste comunità, come il Metromare di Rimini o gli interventi di rigenerazione urbana nei piccoli comuni. Il contesto in cui operiamo è molto complicato, alla pandemia si è aggiunto il caro-bollette e, in maniera oltremodo drammatica, la guerra, tuttavia siamo convinti che lavorando insieme ci siano tutte le condizioni perché la Romagna compia ulteriore, importante passo in avanti, insieme a tutta la regione".

Dall’analisi dei principali indicatori riferiti all’anno 2021, in termini di variazioni tendenziali (sull’anno precedente), emerge la situazione di ripresa del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, in un anno ancora contraddistinto dall’emergenza pandemica, dopo un 2020 contrassegnato da forti variazioni negative delle principali variabili economiche.

La sintesi

Nel 2021 si registra, rispetto al 2020, un aumento delle imprese attive dell’1,1%, maggiore di quello regionale (+0,7%) e nazionale (+0,3%). La produzione industriale ottiene risultati molto positivi, con un aumento del +13,1%, superiore a quello dell’Emilia-Romagna (+11,5%). Anche l’export fa registrare una decisa crescita, pari a +17,0%, in linea con la variazione regionale (+16,9%) e inferiore al dato nazionale (+18,2%).

Le presenze turistiche segnano un sensibile incremento, +38,3%, simile a quello regionale (+38,9%) e superiore alla variazione nazionale (+29,2%, dato riferito a 11 mesi); In termini di variazione di punti percentuali, la dinamica del tasso di occupazione 15-64 anni, con +0,5 è più alta di quella dell’Emilia-Romagna (+0,3) e minore di quella dell’Italia (+0,7). Anche la dinamica del tasso di disoccupazione totale, in termini di variazione di punti percentuali, con -1,1, è migliore rispetto a quella sia dell’Emilia-Romagna (-0,4), sia dell’Italia (+0,2). Si registra un sensibile decremento, del - 49,1%, delle ore autorizzate di cassa integrazione, inferiore al calo regionale (-54,5%) e superiore a quello nazionale (-39,5%).

Segni opposti per le due province per quanto riguarda i prestiti alle imprese, con un aumento in provincia di Forlì-Cesena del +1,4% e una diminuzione in provincia di Rimini del -4,4%, quest’ultima dovuta ad una domanda in larga parte soddisfatta nel 2020. Le stime di Prometeia a gennaio 2022, relative al valore aggiunto (in termini reali) prodotto nel 2021, riportano un incremento annuo del 6,3%, inferiore alla variazione positiva regionale (+7,0%) e sostanzialmente in linea con quella nazionale (+6,4%).

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