Sempre meno edicole in città, Comune amplia le competenze delle rivendite

L'idea dell'amministrazione comunale di Rimini è quella di dar loro nuovo ruolo nella città

Nel corso del Consiglio Comunale di Rimini è stata approvata, con una sola astensione, la mozione presentata dal consigliere comunale Gioenzo Renzi sui provvedimenti da adottare per contrastare la chiusura delle edicole e consentire il loro servizio sul territorio. Un tema su cui – ha precisato l’assessore alle Attività economiche Jamil Sadegholvaad annunciando il voto favorevole della maggioranza  – anche la Giunta è impegnata per ampliare le competenze delle edicole e dar loro nuovo ruolo nella città.

La mozione

Renzi (Fratelli d'Italia) ha evidenziato come il problema della chisura delle edicole dei giornali tocchi anche Rimini, dove negli ultimi mesi hanno abbassato la saracinesca quattro attività: in piazza Tre Martiri, via della Fiera, Ponte dei Mille, Viale Vespucci ed altre chiusure sono annunciate. 
Come spiega Renzi, "Le cause sono diverse: la crisi dell’editoria, il calo delle vendite per la ridotta capacità d’acquisto e la concorrenza del web,  la liberalizzazione dei punti di distribuzione dei giornali che hanno visto aumentare i costi ma non le vendite. Poi ci sono le tasse troppo alte sui “chioschi” costretti a pagare un canone elevato per l’occupazione del suolo pubblico (COSAP ), l’IMU e la TARI . Nel Comune di Rimini l’occupazione del suolo pubblico dalle edicole comporta un canone di 200 euro al mq., con un costo per un chiosco di 10 mq. di 2mila euro l’anno fino ai 6mila euro l’anno per un chiosco di 30 mq.  
Il reddito netto medio derivante della gestione di una edicola che impegna almeno due persone è di circa 1.000 euro mensili, con un costo di avvio attività che si aggira sui 40-50.000 euro. Con la chiusura delle edicole viene meno il lavoro e il reddito di una famiglia, solitamente impegnata in questa attività.

La Mozione impegna il Sindaco e la Giunta:
A dimezzare il canone di occupazione del suolo pubblico per le edicole e  comunque a diminuire il canone in misura progressiva  all’aumento dei mq. di suolo pubblico occupato;

Ad ampliare, oltre ai giornali e riviste, la tabella merceologica degli articoli in vendita, dei servizi erogati dalle edicole (come l’ informazione turistica), favorendo l’ampliamento dei chioschi con la riduzione del canone di occupazione del suolo pubblico;

Ad incontrare i rappresentanti di categoria delle edicole per studiare e adottare le misure per fare fronte alle difficoltà e consentire la presenza delle edicole sul territorio.

Con la chiusura delle edicole viene meno il servizio di informazione sul territorio, un punto di incontro e di relazione sociale".  

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