Stop ai diesel Euro 4, "Un danno per 60mila famiglie". Confcommercio propone le finestre orarie

"Servirebbero almeno delle finestre orarie per la circolazione dei diesel Euro 4, in cui concentrare gli accessi a mare della Statale per gli acquisti e per le commissioni"

Confcommercio Rimini contro il blocco dei diesel Euro 4, la misura contenuta nel Piano Aria Integrato Regionale che in Emilia Romagna anticipa il divieto dal 2020 al 2018 rispetto alle altre Regioni. "Siamo consapevoli dell’importanza dell’ambiente in cui viviamo e favorevoli alla sua tutela - spiega il presidente Gianni Indino - eppure non possiamo essere soddisfatti di provvedimenti che ancora una volta vanno a penalizzare le piccole e micro imprese, senza un effettivo impatto sui livelli di inquinamento, ma con conseguenti gravi ripercussioni sulla mobilità delle persone e sull’economia del territorio. Mi riferisco soprattutto al blocco dei diesel Euro 4, motori di recente generazione e dotati di filtri anti-particolato, dunque non particolarmente inquinanti da esigerne il blocco durante tutto l’arco delle giornate feriali e nelle domeniche ecologiche".

"Fermando anche i diesel Euro 4 si lasciano a piedi circa 60mila famiglie sul territorio provinciale - evidenzia Indino -. Un provvedimento eccessivamente restrittivo, che addirittura non è ancora in vigore nelle altre regioni. Oltre al disagio diffuso, con questi provvedimenti si fanno danni significativi all’economia e alle nostre imprese di vicinato, avvantaggiando ancora una volta i grandi centri commerciali dislocati in zone comodamente raggiungibili sempre e con ogni mezzo. E vogliamo parlare di chi le auto le usa per raggiungere il luogo di lavoro, o di come questi blocchi che riguardano le città con più di 30mila abitanti, contribuiscano ad un maggiore flusso di traffico verso le altre destinazioni?".

"Gli incentivi stanziati dalla Regione per cambiare il parco macchine sono una goccia nel mare, non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale, considerando le maggiori criticità provenienti dalle emissioni dei vecchi impianti di riscaldamento o delle industrie - conclude -. Servirebbero almeno delle finestre orarie per la circolazione dei diesel Euro 4, in cui concentrare gli accessi a mare della Statale per gli acquisti e per le commissioni, riservando il blocco di questa categoria di veicoli quale eventuale misura emergenziale. Abbiamo già chiesto un confronto con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini".

Lega Nord

"Il provvedimento adottato dalla Giunta regionale di Stefano Bonaccini sta mettendo a dura prova i cittadini e gli automobilisti di Rimini - afferma il segretario provinciale della Lega, Bruno Galli -. Dopo l’esordio di lunedì possiamo dire con sufficiente rassegnazione che l’ordinanza sindacale di Gnassi, sulla falsa riga della direttiva regionale, è frutto di un modo di fare politica che non tiene conto della platea dei penalizzati. Regione e Comune sono scollegati dalla nostra società. Il divieto di circolazione per i diesel euro 4 si sta dimostrando per quello che è: un provvedimento calato dall’alto senza considerare le esigenze della popolazione e che, a Rimini, colpisce un cittadino su tre. Sono tantissime le persone che utilizzano il proprio mezzo per lavoro e per le più disparate necessità che, dall’oggi al domani, si ritrovano alla guida di un mezzo ‘fuorilegge’".

Per Galli, le vittime delle politiche integraliste del Pd sono facilmente individuabili: "Non penso di sbagliarmi nel delineare la platea dei più penalizzati dal divieto: cittadini riminesi del ceto medio, lavoratori e piccoli imprenditori, padri di famiglia che non possono permettersi l’acquisto di un’auto nuova, ma che non possono neppure fare a meno del proprio mezzo. Ma queste analisi, i numeri e l’identità di chi si va a colpire con certi provvedimenti, dovrebbero essere fatte a monte da chi, in Regione e a palazzo Garampi, legifera invece senza cognizione di causa". "Tra l’altro - conclude Galli - trovo abbastanza singolare, nonché penalizzante, che l’ordinanza sindacale di Gnassi sul blocco del traffico non sia stata adeguatamente pubblicizzata sul sito del Comune e che il numero di servizio istituito per avere informazioni sulle zone interdette al transito ti rimandi a sua volta al sito".

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