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Il governo taglia il 72% delle risorse ai bus: rischio paralisi

Con i tagli del governo si rischia la paralisi del trasporto pubblico e la perdita di 900 posti di lavoro in Emilia-Romagna. Lo denunciano le segreterie regionali CGIL CISL UIL dell'Emilia Romagna

Con i tagli del governo si rischia la paralisi del trasporto pubblico e la perdita di 900 posti di lavoro in Emilia-Romagna. Lo denunciano le segreterie regionali CGIL CISL UIL dell’Emilia Romagna, che hanno chiesto all’Assessore Regionale alla Mobilità Alfredo Peri di convocare al più presto il tavolo costituito con il Patto regionale per la mobilità sostenibile per costruire, entro il mese di novembre, una giornata di mobilitazione finalizzata a salvare il servizio pubblico di trasporto locale in Emilia Romagna.

“Con la manovra di luglio, infatti, il governo ha deciso un taglio di oltre il 72% delle risorse precedenti, che se attuato provocherebbe un radicale ridimensionamento del servizio, con il rischio di perdere oltre 900 posti di lavoro”, denunciano i sindacati. Con la giornata di mobilitazione regionale si intende sollecitare il Governo a prevedere invece per l’anno 2012 i finanziamenti necessari a far funzionare il servizio pubblico di trasporto, integrando con gli opportuni provvedimenti la legge di stabilità in discussione in Parlamento. Al tavolo regionale inoltre CGIL CISL UIL vogliono individuare e condividere le proposte utili a sostenere il sistema dei trasporti locali e ad escludere nel contempo ipotesi di incremento tariffario o ridimensionamento della quantità dei servizi già effettuati nel 2011.

In Emilia Romagna operano 6.200 dipendenti del Trasporto Pubblico su gomma, oltre 800 lavoratori delle Aziende Private del TpL e oltre 2.000 lavoratori del Trasporto Ferroviario (1.600 Gruppo FS e 600 FER).

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