Economia

Tempo di regali di Natale, la Confcommercio: "Acquistate nei negozi sotto casa"

Gianni Indino: "I negozi di vicinato sono sinonimo di competenza, qualità, fiducia e senza di loro muoiono paesi e quartieri"

E’ arrivato il tempo dei regali di Natale e come ogni anno dicembre diventa un mese importantissimo per le attività del commercio, soprattutto al dettaglio. Da Confcommercio della Provincia di Rimini arriva un appello ad acquistare i doni natalizi nei negozi di vicinato, preferendo la qualità e la competenza di chi opera nel settore spesso da generazioni, la passione di chi con il suo lavoro e la sua dedizione anima i nostri centri urbani, l’importanza di chi con la sua presenza e con le sue vetrine illuminate rende più sicure le nostre città. “Dicembre per il commercio al dettaglio è un momento decisivo –  sottolinea il presidente di Confcommercio della Provincia di Rimini, Gianni Indino. - E’ il mese dei bilanci e quando il segno meno continua da tempo, il rischio è che le piccole imprese decidano di abbassare le serrande. Le difficoltà del commercio sono sotto gli occhi di tutti, Davide sta soccombendo sotto i colpi inferti da Golia, ma se tutti insieme capiamo che comprare sotto casa equivale a contribuire alla salvaguardia del tessuto commerciale delle nostre città, allora le cose possono cambiare. Non solo. Il negozio di vicinato è sinonimo di competenza, qualità, fiducia e non dimentichiamo mai che senza di loro sarebbero ben poche le luci e le persone nei centri urbani. Le vetrine dei nostri negozi danno vita alle città, lasciano lontano il degrado, danno senso di sicurezza, di allegria e vivacità. In più queste attività sono il motore di sviluppo del territorio, creano occupazione e spesso sono capaci di dare identità al luogo diventando a tutti gli effetti motore attrattivo anche per il turismo. I negozi di vicinato devono rimanere vivi: senza di loro i quartieri e i paesi muoiono. E non dimentichiamo che i soldi spesi nei piccoli esercizi diventano risorse da reinvestire nell’attività, nell’ammodernamento, nell’occupazione. Soldi che rimangono sul territorio e non volano all’estero, come il più delle volte accade per le multinazionali o per i centri commerciali. Partono da queste motivazioni le nostre battaglie contro la proliferazione delle strutture di grandi dimensioni – fenomeno tutto romagnolo in controtendenza con il resto della regione e soprattutto d’Italia – cattedrali che si ergeranno sempre più isolate nella desertificazione commerciale delle nostre città. No alle grandi superfici commerciali previste a San Giovanni in Marignano e a Misano, no alle rotonde e agli svincoli pagati con il sudore e i sacrifici dei piccoli commercianti che saranno costretti a chiudere”.

Sono stati resi noti in questi giorni dall’Ufficio Studi di Confcommercio i dati relativi ai consumi di dicembre in vista del Natale. Un quadro di luci e ombre, che vede la spesa dei regali di Natale attestarsi a 166 Euro pro capite, la stessa dello scorso anno. Tra gli italiani, l’86,1% dichiara che farà regali di Natale: un dato incoraggiante, ma la frenata dei consumi rimane (-2,1% su base annua). “Sarà un Natale sospeso tra la fine della crisi e l’attesa di una vera crescita – continua Indino -. Il budget disponibile sarà il più alto degli ultimi dieci anni, dovuto soprattutto a tredicesime più robuste, ma questo non sembra essere sufficiente ad imprimere un’accelerazione ai consumi di dicembre. Le famiglie useranno infatti le maggiori risorse per mettere a punto i loro bilanci: magari un viaggio o una cena al ristorante in più, ma la spesa per i regali di Natale sarà in linea con quella dello scorso anno. Parlando di feste, mi collego alla recente proposta relativa ai nuovi orari e alle chiusure per gli esercizi commerciali nei giorni delle festività. Voglio sottolineare che come Confcommercio ci siamo a lungo battuti per evitare la liberalizzazione degli orari del commercio. Avevamo avvertito che non sarebbe servito a fronteggiare la crisi del settore e guardando ai risultati in termini di ricavi e occupazione, che non sono cresciuti, possiamo dire di aver avuto ragione. In ogni scelta del legislatore, andrà rispettato il ruolo dei piccoli negozi, fondamentale anche a livello sociale: aziende che non possono sopportare costi non ripagati dai ricavi”.

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