Turismo, la riviera riminese resta attrattiva: ritornano gli italiani, ma calano i pernottamenti

Il 2014, secondo i dati (provvisori) sul movimento turistico nella provincia di Rimini, si chiude con un risultato in crescita per quanto riguarda gli arrivi (+1,9%), a cui però corrisponde una diminuzione delle presenze (-2,7%)

Il 2014, secondo i dati (provvisori) sul movimento turistico nella provincia di Rimini, si chiude con un risultato in crescita per quanto riguarda gli arrivi  (+1,9%), a cui però corrisponde una diminuzione delle presenze (-2,7%). In ogni caso, la riviera di Rimini rimane ancora una volta sopra l’asticella dei 15 milioni di pernottamenti (15.078.917).

IL METODO
I numeri relativi al periodo gennaio-dicembre 2014 sono forniti ed elaborati dall’ufficio Statistica della Provincia di Rimini, il quale opera in un preciso e ufficiale contesto legislativo. Le rilevazioni sull’offerta e la domanda turistica sono rilevazioni di carattere nazionale che vengono approvate annualmente con il Programma statistico nazionale. L’Ufficio statistica della Provincia di Rimini è l’ente intermedio a cui l’Istatha affidato il compito della rilevazione dell’offerta e della domanda turistica nell’ambito territoriale provinciale. L’attività dell’Ufficio è svolta sulla base di criteri e indicazioni forniti annualmente dall’Istat attraverso specifiche circolari che regolano le statistiche di interesse nazionale.

I DATI 2014
Nel 2014 si è registrato un sensibile ritorno degli italiani (+3,1% arrivi) dopo anni di progressiva, anche se lieve, flessione. In tal senso aumentano i flussi da tutte le Regioni che storicamente rappresentano lo zoccolo duro del segmento italiano sulla Riviera di Rimini:  Lombardia (+4,4%), Emilia-Romagna (+6,2%), Piemonte (+4,7%) e Veneto (+6,4%). Il dato positivo sugli arrivi va letto con quello in decremento delle presenze (pernottamenti) italiane: -2,5%. Il segmento estero ha una contrazione sia sugli arrivi (-1,9%) che nei pernottamenti (-3,4%), dovuto principalmente al calo del turismo russo, causato dalla complessa situazione di crisi che attraversa quel paese (-8,2% arrivi e –15,3% presenze). D’altro canto, dopo i dati in crescita sia nel 2012 che nel 2013, continua anche nel 2014 la positiva ripresa del mercato tedesco (+0,3%). Guardando i dati, la stagione turistica 2014 si può così dividere: un’ottima primavera ha visto aprile +29,3% e maggio +14,1%; un’estate positiva con giugno +1,3%, luglio –2% (un dato causato in larga misura dall’eccezionale piovosità di quel mese) e agosto +5%; un autunno più difficile, tranne che per il mese di dicembre (+5,4%).

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IL COMMENTO DEL PREESIDENTE DELLA PROVINCIA DI RIMINI, ANDREA GNASSI
“La stagione più difficile, quella che ha visto incrociarsi alla crisi economica italiana le difficoltà del mercato interno russo e della crisi del rublo, conferma in ogni caso come la meta Riviera di Rimini mantenga inalterate, anzi se possibile incrementa, le potenzialità attrattive. Il numero degli arrivi, con quella cifra abbondantemente superiore ai tre milioni che rappresenta una sorta di spartiacque a segnalare un buon risultato da uno meno buono, lo dimostra senza timore di smentita. In questo senso il territorio riminese, dalla costa all’entroterra, si conferma la meta più amata dal mercato nazionale. - sostiene Gnassi -. La crisi economica non incide tanto sulla voglia di fare vacanza ma sulla durata della vacanza: meno soldi in tasca significa meno giorni di permanenza e meno capacità di spesa nell’extraricettivo. Questo è il versante che merita più attenzione, soprattutto da parte del sistema Italia: finché non si supererà la crisi economica, che è crisi di occupazione e di sviluppo imprenditoriale, difficilmente potranno elevarsi quei consumi che rendono redditizia l’industria turistica, creando ulteriore lavoro e risorse per proseguire con riqualificazioni e sviluppo. Ma legata a questo c’è anche un’altra questione: meno capacità di spesa porta con sé anche un potenziale abbassamento dell’offerta, prima in termini economici e quindi di qualità. Non possiamo permettercelo. Per questo, come Enti pubblici, stiamo investendo, nonostante le difficoltà, sui progetti di riqualificazione urbana che elevino la qualità internazionale e sulla rete di collaborazione e intesa tra costa e entroterra. Non traccheggiamo ma rilanciamo in un periodo di fortissima incertezza perché convinti che da adesso e per i prossimi 5 anni si determinerà il nuovo formato dell’offerta turistica nazionale e dunque anche quella riminese. Il volere essere centrali nel presente e nel futuro ci spinge oggi a investire”.

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