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Un settore in forte crisi, l'analisi e e le proposte della Cgil per la Moda

"Come sostiene la Cgil di Rimini nel suo Piano del Lavoro 2020, abbiamo il dovere di investire in scelte a lungo termine, individuando le risposte adeguate alle necessità del territorio"

La Filctem Cgil di Rimini ha inviato alle Istituzioni, alle Parti sociali, alle Imprese locali un Documento sul Sistema Moda Territoriale per riportare alla dovuta attenzione la crisi che sta travolgendo il settore.

Francesca Lilla Parco, segretaria generale Cgil Rimini e Isabella Pavolucci, segretaria generale Cgil Rimini osservano che "la provincia di Rimini per la sua peculiarità si è contraddistinta per la vocazione turistica, associata in un primo tempo alle industrie ad essa collegata. Altre imprese poi sono nate fuori da questo ambito rappresentando anche delle vere e proprie eccellenze come nella meccanica e nella moda, convivendo e sostenendosi nelle fasi positive come in quelle negative e assorbendo vicendevolmente la forza lavoro. Oggi il panorama economico mostra caratteristiche più articolate e necessita uno sguardo strategico a partire dall’innovazione tecnologica e da nuove strategie ambientali".

"Come sostiene la Cgil di Rimini nel suo Piano del Lavoro 2020, abbiamo il dovere di investire in scelte a lungo termine, individuando le risposte adeguate alle necessità del territorio affinché producano effetti concreti per il benessere dei lavoratori e dei cittadini. Per fare ciò è necessario il coinvolgimento, in un’ottica di sistema, di tutti i soggetti a cui, con il suo Piano del Lavoro 2020, la Cgil di Rimini ha proposto principalmente la costituzione dell’Agenzia per lo Sviluppo Territoriale, un luogo dove, assieme, progettare e orientare lo sviluppo della provincia. Al momento però la proposta è rimasta quasi del tutto inascoltata, ed è anche per questo che, con l’invio di un primo documento specifico sulla filiera della Moda, si intende invitare al senso di responsabilità i soggetti firmatari del Patto per il Lavoro e il Clima 2030 dell’Emilia Romagna, che mette al centro la difesa dell'occupazione e la qualità del lavoro".

"Il documento parte da un’analisi del contesto imprenditoriale locale che per quanto riguarda il Sistema Moda della provincia di Rimini rappresenta l’8% di quello regionale con 460 imprese manifatturiere e 320 imprese artigiane. Gli addetti complessivi del settore sono circa 4.000 di cui il 68% è rappresentato da manodopera femminile, con un’età tra i 35-54 anni, per il 72% con contratti a tempo indeterminato. Le fragilità che emergono maggiormente sono legate agli effetti della pandemia e l’assenza di risposte urgenti e adeguate potrebbe condurre ad una perdita di posti di lavoro che non solo sfocerebbe in un dramma sociale, ma rischierebbe anche di cancellare e disperdere competenze e professionalità uniche, precludendo riprese future".

"Per la parte relativa alle proposte viene ribadito che la ripresa passa dalla qualità del lavoro, dal ruolo centrale dell’economia reale, dalle imprese, dalle attività produttive, dalle competenze superando il modello che punta solo a tagliare i costi e a condizionare i fornitori su tempi e prezzi e ragionando con la filiera in termini sistemici, di squadra, di interesse comune a lungo termine. Considerato il valore delle produzioni made in Italy ed in particolare la moda di lusso, specificità del territorio, occorre predisporre strumenti di incentivo riservate alle iniziative di rientro di fasi delle lavorazioni o di intere produzioni che oggi sono delocalizzate. Le iniziative di reshoring potrebbero essere agevolate intervenendo su oneri fiscali locali, energetici e di promozione dello sviluppo locale".

"I Patti di Filiera potrebbero agevolare le aggregazioni di impresa, consorzi d’impresa o accordi di rete. La sfida verso il futuro, di conoscenze, competenze, produttività e dunque di competitività passa anche dalla valorizzazione del “Fondo nuove competenze”, da aggiungere ad un Patto per la Formazione e le Competenze dove far convergere le capacità progettuali sui nuovi fabbisogni dei Fondi Interprofessionali come Fondartigianato e Fondimpresa.  Pur confidando nella proroga degli ammortizzatori sociali con causale “Covid-19”, riteniamo necessario che le imprese del settore si impegnino ad attraversare la crisi proteggendo l’occupazione territoriale come sottoscritto nel Patto per il Lavoro e il Clima 2030 dell’Emilia Romagna".

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