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“Una tassa per i turisti, non contro il turismo"

Intervengono così in una nota congiunta Michele Giovannetti e Carlo Pantaleo, rispettivamente responsabile Sviluppo Rurale e Turismo Ass. Centro Studi Nuove Generazioni e presidente Ass. Centro Culturale "Bilancia dell'Orefice”

“E' il Consiglio Comunale il luogo dove si decide una nuova tassa. Non è un semplice atto amministrativo da enunciarsi tramite conferenza stampa: l'introduzione di questa imposta avrà sicuramente impatto su tutta la comunità riminese, a maggior ragione questa decisione non può essere fatta attraverso la consulta di alcune categorie e non di tutte” Intervengono così in una nota congiunta Michele Giovannetti e Carlo Pantaleo, rispettivamente responsabile Sviluppo Rurale e Turismo Ass. Centro Studi Nuove Generazioni e presidente Ass. Centro Culturale "Bilancia dell'Orefice”.

“L'imposta di soggiorno rischia di creare un effetto depressivo dei consumi, sia per quanto riguarda la percezione che la comunità riminese darà di sé riguardo l'ospitalità (marketing, non semplice filosofia di vita), che per quanto riguarda la spesa che le famiglie in soggiorno si troveranno ad affrontare – affermano Giovannetti e Pantaleo -. Le politiche di attrazione del turismo portate avanti dalla Provincia, si sono concentrate sul presupposto che il nostro sia un territorio turistico (quando non "di passaggio") capace di ospitare a costi molto contenuti, tanto che si arriva a pagare dai 20 ai 25 euro a persona per la "mezza pensione". I dettagli tecnici presentati dall'amministrazione ci informano che anche per permanenze brevi e per famiglie di 3 persone i costi per il soggiorno subiscono un incremento fra il 7% al 10 %. Ad esempio, una famiglia con 3 persone di cui 2 pagheranno l'imposta, se soggiorna 3 giorni pagherà dai 10 ai 15 euro in più”.

“Complice anche la manovra economica, tale incremento può produrre o un aumento dell'evasione fiscale, una possibile depressione dei consumi e o uno scaricamento del gettito fiscale – proseguono Giovannetti e Pantaleo -. Effetti che possono manifestarsi quindi, non necessariamente nella riduzione del flusso turistico in entrata, ma con taglio dei costi per il personale o altri fattori produttivi negli alberghi, il ridimensionamento della spesa per i generi alimentari (che può comportare una dequalificazione dei servizi) o peggio, una riduzione dei consumi da parte dei turisti presso le altre attività presenti sul territorio, penalizzando così l'intera comunità”.


“Meglio quindi sostituire la tassa di soggiorno con una forma contributiva volontaria, quale può essere l'iscrizione al "Club degli amici di Rimini – si legge nella nota congiunta -. Tuttavia, tale imposta se applicata deve poter servire a riqualificare l'offerta. Come Centro Studi proponiamo che lo strumento impositivo preveda in parte la destinazione dei finanziamenti derivanti dal gettito fiscale alla costituzione di un fondo di finanziamento "a sportello", che finanzi soggetti pubblici o privati dietro presentazione di progetti innovativi (anche di costituzione d'impresa) legati alla riqualificazione dell'offerta turistica, orientandosi principalmente verso quei progetti di promozione territoriale e che prevedono la costituzione di reti fra le imprese e le associazioni (Club di prodotto, esplorazione di nuovi mercati del turismo...). Per esempio, ci sentiamo in dovere di rilanciare noi stessi il progetto, condiviso da altre 10 associazioni ed orientato secondo il Piano Strategico, per un Parco Marino Subacqueo a Rimini”.

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