Aeroporto Fellini, Unindustria: "Serve sinergia con Forlì e Bologna"

"Negli anni abbiamo partecipato come azionisti e siamo intervenuti nei vari aumenti di capitale ", evidenziano gli industriali in una nota

Unindustria Rimini, già come Confindustria Rimini, favorevole allo sviluppo dell’aeroporto di Rimini-San Marino. "Negli anni abbiamo partecipato come azionisti e siamo intervenuti nei vari aumenti di capitale - evidenziano gli industriali in una nota -. Abbiamo creduto, insieme alle altre categorie economiche e assieme a tutti i suoi principali creditori che di fatto sarebbero diventati la maggioranza di controllo della Società, negli sforzi di rigenerazione compiuti da Aeradria nell’ultimo anno e mezzo, interrotti dalla decisione di avviare la procedura di fallimento".

"Alcuni dei nostri imprenditori hanno sostenuto e affiancato il curatore fallimentare Renato Santini partecipando attivamente con capitali per di garantire l'operatività dello scalo Fellini fino al 31 ottobre, data fissata per la cessazione della gestione provvisoria dell’aeroporto - proseguono -. Restiamo convinti che l'aeroporto sia indispensabile per l’economia del nostro territorio. Il “Fellini” è un'infrastruttura alla quale una città come Rimini non può rinunciare. Ricordiamo che lo scalo vanta la pista più lunga dell’Emilia Romagna e ha una posizione strategica rispetto la città perché ben servito dai collegamenti con l’autostrada e la statale 16. Senza dimenticare che la sua sopravvivenza è fondamentale per le altre infrastrutture del territorio: gli interventi sulla fiera e sull’intero sistema congressuale fatti negli ultimi anni, infatti, hanno futuro solo con un sistema aeroportuale efficiente".

"Ma affinché l’aeroporto funzioni, è necessario che sia gestito da persone competenti che sappiano dare un ruolo alle risorse locali e che allo stesso tempo siano pronte ad investire direttamente - aggiungono da Unindustria -. Purtroppo tutti noi oggi paghiamo gli errori di una gestione sbagliata dovuta a una conoscenza inadeguata di un settore, quello aeroportuale, che invece richiede grandi competenze. Per questo, indipendentemente dalla cordata a cui sarà affidata la gestione, è importante che nelle modalità di operatività siano garantite alcune peculiarità imprescindibili per il successo finale".

Per gli industriali "occorre che si tratti di un gestore che abbia già dato prova di sapere fare questo mestiere e che abbia già registrato successi nel settore e che abbia contatti internazionali. Servono capacità imprenditoriali nel settore in grado di dare una netta inversione di tendenza rispetto al passato; è indispensabile che ci sia la garanzia di capitali consistenti a medio e lungo termine perché, con le disavventure vissute fino ad ora, è impensabile pensare di potere andare avanti con inutili collette locali; che ci sia la piena volontà di integrarsi con l'imprenditoria locale e di operare in sinergia con le altre infrastrutture (Fiera, Palacongressi, ecc.)".

"Inoltre, che ci sia l'intenzione di superare la fase di contrapposizione con Bologna e Forlì nella consapevolezza di trovare spazio per tutti al fine di operare insieme per creare nuove opportunità di sviluppo - concludono -. Dopo l'esperienza negativa vissuta non possiamo più permetterci di intraprendere percorsi sbagliati che portino al fallimento. Dobbiamo, imparando dagli sbagli, impegnarci tutti in uno sforzo comune in modo che l’aeroporto di Rimini-San Marino acquisti finalmente l'importanza strategica che ricopre per tutti i settori dell'economia locale".

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