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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Economia

Vendemmia penalizzata dalla siccità, Coldiretti: "Produzione in calo, ma il vino sarà ottimo"

La Coldiretti di Rimini: "Uva sana, con possibili cali di produzione anche del 30-40% nelle zone collinari"

L’inizio della vendemmia 2022 nei vigneti del Riminese, anticipata almeno di circa 10 giorni, riscontra le stesse criticità delle altre coltivazioni a causa di una stagione particolarmente siccitosa con alte temperature e penalizzata dall’aumento dei costi di produzione.

"Le aziende hanno iniziato le prime fasi di questa vendemmia con le uve  Chardonnay – spiega Guido Cardelli Masini Palazzi , Presidente di Coldiretti Rimini –. La previsione iniziale, in termini quantitativi,  è di una quantità inferiore di circa il 15%  rispetto al 2020 (comunque già in calo rispetto al 2019) con una possibile diminuzione di produzione invece del 30-40%  nelle zone collinari dove l’assenza di risorse idriche resta un problema, anche se non è possibile fare ora delle valutazioni certe, a causa anche degli eventi improvvisi di pioggia e grandine che hanno colpito recentemente il nostro territorio".

"L’uva però è bella e sana – prosegue Cardelli Masini Palazzi e le piante stanno lavorando bene grazie anche alle escursioni termiche tra giorno e notte, ma dai primi dati anche le rese saranno inferiori  di circa il 15% a causa di grappoli più piccoli e con meno succo a causa della scarsità di  piogge sofferta in questi mesi e dei violenti acquazzoni con tempesta degli ultimi giorni".

"La qualità del vino prodotto si prospetta buona – precisa il Direttore di Coldiretti Rimini Alessandro Corsini – ma anche per questo aspetto come l’andamento della raccolta  occorre aspettare le condizioni meteo del resto  del mese di agosto e di quello di settembre per confermare le previsioni. Mentre purtroppo sono dati certi i rincari dei prezzi  dei concimi e dei prodotti fitosanitari, senza parlare del carburante e dell’energia elettrica. Aspettative per il settore comunque alte al netto del continuo aumentare dei costi e della scarsa reperibilità della manodopera. Il nostro vino – conclude il Direttore Corsini - è un  patrimonio da tutelare. È il miglior biglietto da visita del settore agroalimentare. Un comparto che genera lavoro e traina parte del turismo".

Insiste sulla crisi idrica Giorgio Ricci, vice direttore di Coldiretti Rimini: "Come evidenziato da tempo da Coldiretti, occorre  pianificare adesso quelle politiche in grado di garantire un domani all’agricoltura con la realizzazione di bacini e canali per stoccare e distribuire l’acqua. Inoltre occorre evidenziare i vincoli burocratici che rallentano l’assunzione dei lavoratori stagionali. Non è possibile che per colpa della burocrazia le imprese perdano il lavoro di una intera annata agraria dopo aver affrontato peraltro i danni della siccità e un pesante aumento dei costi di produzione determinato dalla guerra in Ucraina. Si tratta di assicurare i nulla osta soprattutto ai lavoratori dipendenti a tempo determinato che  arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese. Occorre, inoltre,  introdurre un contratto di lavoro occasionale per consentire anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani – conclude Ricci  – di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi".

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