Antonio Latella in scena con "Pinocchio"

Antonio Latella apre la stagione di prosa del teatro della Regina. In scena venerdì 24 novembre (ore 21.15), Pinocchio, un adattamento per il teatro dell’opera collodiana depurata dalle infinite interpretazioni depositatesi nei suoi 135 anni di storia.

Tra le tante edizioni di Pinocchio, Antonio Latella ha scelto di lavorare su quella Feltrinelli con le note critiche di Fernando Tempesti; un’opera fortemente concentrata sul potere linguistico dell’opera, in cui proprio le forme del linguaggio giocano un ruolo centrale nello sviluppo del testo. Dalla stessa aderenza ai propositi collodiani di portare su carta la questione linguistica che accendeva la vita culturale del periodo storico in cui il suo Pinocchio vide la luce, Antonio Latella si pone davanti al romanzo, per una rilettura appositamente per la scena e dalle imprevedibili soluzioni. Non è sicuro quale Pinocchio aspettarsi, ma un punto di partenza è certo: la menzogna e delle menzogne degli adulti, Pinocchio fu abilissimo apprendista. “Siamo abituati a pensare che il burattino Pinocchio veda il proprio naso allungarsi ogni volta che dice una bugia; così ci hanno insegnato e questo abbiamo imparato a credere. Eppure anche questa è una menzogna raccontata dagli adulti. Il naso di Pinocchio, nella favola collodiana, si allunga varie volte, ma non sempre quando Pinocchio mente. A volte si allunga perché vive… Anche la fame è legata al naso, perché Geppetto ha pensato bene di creare al suo burattino uno stomaco. Il naso permette a Pinocchio di sentire il respiro della vita in modo diverso rispetto a noi.”

Antonio Latella racconta a teatro un personaggio universale cercando, se esiste, quel che finora non è stato visto. “Penso che Pinocchio appartenga a tutti, grandi e piccini, come ognuno di noi ha la sua idea di Pinocchio, in quanto egli risponde a ciò che noi stessi siamo o siamo stati, o a ciò che avremmo voluto essere. In questa appartenenza, in questa memoria condivisa risiede l’universalità del nostro personaggio, che proprio in quanto non esiste risulta più vero del vero. Come la pentola di fagioli pittati, come il fuoco dipinto nella povera casa di Geppetto, che sembra così vero che, al solo pensarlo, ci scalda l’animo. Sarà l’artificio del teatro, ancora una volta, a svelarci con il suo raffinato mentire la verità.” Ed è proprio con il teatro che il costante oscillare di Collodi tra verità e menzogna, tra lotta per la vita e incombenza della morte trova quella vitalità possibile sulla scena. Pinocchio è anche un viaggio attraverso un’infanzia da riscoprire, nel tentativo di Latella di sganciare l’opera collodiana dalla limitante definizione di romanzo per ragazzi. Tutt’altro che una fiaba, Pinocchio racconta con Antonio Latella quelle “bugie vere” che non sempre siamo disposti ad ascoltare.

La prevendita dei biglietti per tutti gli spettacoli del cartellone è attiva sul circuito Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro nei seguenti giorni e orari: martedì e venerdì dalle 15 alle 19; sabato dalle 10 alle 13; nei giorni di spettacolo a partire dalle 15. Per informazioni 0541/966778.

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