Marco Paolini attraversa il futuro tra previsioni e numeri primi

Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita occupano?  Quale ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo e qual è la destinazione  di tutto questo movimento? Numero Primo è un esperimento di fantascienza narrata a teatro ed è anche il soprannome del protagonista di una storia che andrà in scena lunedì 26 marzo al Teatro della Regina di Cattolica (ore 21.15) dal titolo “Le avventure di Numero Primo”. A interpretare il protagonista, un narratore - Marco Paolini - che si assume il compito di rendere credibili cose possibili domani, ma che oggi appaiono inverosimili. Coautori dello spettacolo sono Marco Paolini e Gianfranco Bettin, le tavole illustrate di Roberto Abbiati e le musiche originali di Stefano Nanni.

Nella stazione spaziale del film 2001 Odissea nello spazio ci sono cabine telefoniche a disposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di fare videochiamate, ma sono fisse. Nessuno dei protagonisti del film usa un telefono portatile o un palmare.  In 20.000 leghe sotto i mari Jules Verne immagina l’uso di energie, materiali e tecnologie che assomigliano moltissimo a quelli che sono stati effettivamente poi usati per i moderni sottomarini. Ma le previsioni più stupefacenti e azzeccate sul futuro sembrano quelle contenute nelle Mille e una notte: l’invenzione della password “apriti sesamo” e del touch-screen della lampada di Aladino. Possiamo quindi aspettare con fiducia l’avvento del tappeto volante in tempi ragionevoli. 

È molto più difficile fare previsioni sul futuro a breve che a lungo termine. Eppure il futuro prossimo dovrebbe far parte di un orizzonte a cui guardare con attenzione. Un presente dilatato come quello in cui viviamo rischia sia di cancellare la memoria del passato, sia di inibire ogni ragionamento sul futuro, dando per scontato che si tratti di un aggiornamento del presente, un aggiornamento “compatibile” con il presente.
Raccontare storie ambientate nel futuro prossimo è un esercizio confinato in un genere: la fantascienza. Esiste una tradizione di fantascienza in letteratura e nel cinema ma a teatro non è molto diffusa. Per tagliare la testa al toro conviene subito dire che Numero Primo è un esperimento di fantascienza narrata a teatro. Numero Primo è anche il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta.

Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento? 

Al narratore sulla scena tocca il compito di rendere credibili cose possibili domani, ma che oggi appaiono inverosimili. L’orizzonte temporale immaginato riguarda i prossimi 5 mila giorni e solo pensando a quanto il mondo delle cose sia cambiato nei 5 mila giorni appena trascorsi risulta quantomeno necessario guardare al futuro con il beneficio del dubbio rispetto a ci  che oggi è ancora inverosimile.  

Info: 0541/966778. Inizio spettacoli ore 21.15. 

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