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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cultura Riccione

Il Premio Riccione per il Teatro in scena a Roma

Il Teatro dell'Orologio alza il sipario sui vincitori del celebre appuntamento teatrale della Perla Verde

Il Teatro dell’Orologio di Roma, nell’ambito della stagione Cambiamento Reale, presenta il Focus Premio Riccione, dedicato al Premio Riccione per il Teatro, il più autorevole premio per gli autori teatrali italiani, che quest’anno è giunto alla 53esima edizione.
L’idea del focus nasce dalla comunione di intenti tra il Teatro dell’Orologio e il Premio Riccione per il Teatro, ossia l’attenzione verso la nuova drammaturgia e l’impegno nella messa in scena di testi originali, frutto della scrittura di giovani autori.
Da martedì 5 aprile a domenica 17 aprile il Focus, accanto alla messinscena di tre spettacoli vincitori sia del Premio Riccione che del Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli (calibrato sugli under 30), prevede anche letture delle drammaturgie vincitrici nel 2015 (ovvero "L'orizzonte degli eventi", di Elisa Casseri e "Il cerchio rosso. Studio per un affresco", di Vitaliano Trevisan), e una mostra fotografica per un percorso visivo nella storia della manifestazione.
Il programma inaugura con "Sterili" di Maria Teresa Berardelli, per la regia di Camilla Brison, e prosegue il 9 e il 10 aprile con la scrittura di Fausto Paravidino a dar vita a "Due fratelli" diretti da Riccardo Bellandi e interpretati da Costanza M. Frola, Jacopo Trebbi, Daniele Ronco, cui si aggiunge la partecipazione straordinaria di Laura Curino.
Chiude, dal 13 al 16 aprile, "Homicide House" di Emanuele Aldrovandi.
 
Il programma: dal 5 all'8 aprile "Sterili", di Maria Teresa Berardelli, con Diletta Acquaviva, Beppe Casales, Cecilia Cinardi, Francesco Ferrieri, Irene Lamponi, regia Camilla Brison (vincitore del Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli 2009). Dal 9 al 10 aprile "Due fratelli" di Fausto Paravidino, con Costanza M. Frola, Jacopo Trebbi, Daniele Ronco e con la straordinaria partecipazione di Laura Curinom, regia Riccardo Bellandi (vincitore del Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli 1999). Dal 13 al 16 aprile "Homicide House" con Valeria Perdonò, Marco Maccieri, Luca Cattani, Cecilia di Donato, regia Marco Maccieri
(vincitore del Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli 2013). Domenica 17 aprile alle ore 17 spazio ai tre autori vincitori dell’ultima edizione del Premio: Elisa Casseri, Premio Riccione per il Teatro 215 con "L'orizzonte degli eventi"; Carlo Guasconi, Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli 2015 con "Il bugiardo"; Vitaliano Trevisan, Menzione Speciale Franco Quadri 2015 con "Il cerchio rosso. Studio per un affresco". La giornata prevede letture dei testi da parte degli autori e di attori, seguite da un incontro con il pubblico a cura di Simone Bruscia, direttore di Riccione Teatro, e del critico teatrale Graziano Graziani, anche giurato del Premio.

Inoltre, nel foyer del Teatro dell’Orologio è allestita una mostra di foto concesse dall’Associazione Riccione Teatro. Un percorso attraverso la storia del Premio Riccione, dalla fondazione agli anni più recenti. Si parte dalla prima edizione, nel 1947, quando il concorso aveva anche una sezione letteraria e scoprì un esordiente destinato a segnare la storia del secondo Novecento: Italo Calvino, premiato per Il sentiero dei nidi di ragno – la sua opera prima allora inedita – da una giuria d’eccezione, presieduta da Sibilla Aleramo e composta da Mario Luzi, Guido Piovene, Elio Vittorini e Cesare Zavattini. Dalla strepitosa edizione inaugurale si passa alla stagione più viva, quella in cui il Premio Riccione, sotto la guida di Franco Quadri e con giurati come Luca Ronconi, riuscì a valorizzare le voci più eccentriche della scena contemporanea e diede visibilità internazionale agli intrecci più originali tra teatro e nuovi media. Tra gli animatori di quella stagione ci fu anche Pier Vittorio Tondelli, ritratto durante un malinconico inverno adriatico in una serie di scatti di Fulvia Pedroni Farassino. Da lì si arriva agli anni Novanta, fino alla creazione di un concorso per giovani drammaturghi intitolato proprio a Tondelli, con il successo di un Fausto Paravidino poco più che ventenne. Questo viaggio a tappe lungo settant’anni di storia della cultura italiana si chiude con uno sguardo sull’ultima edizione e sui suoi vincitori.
 

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