Le scienze dell’antichità nell’Ottocento tra nazionalismi e internazionalità, mercoledì la Giornata di studi

Mercoledì 2 dicembre, con inizio alle ore 15.30, nella Sala del Giudizio del Museo della Città di via Tonini, la Biblioteca Gambalunga, la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e l'Associazione internazionale des Vergers promuovono la Giornata di studi

Mercoledì 2 dicembre, con inizio alle ore 15.30, nella Sala del Giudizio del Museo della Città di via Tonini, la Biblioteca Gambalunga, la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e l'Associazione internazionale des Vergers promuovono la Giornata di studi Le scienze dell’antichità nell’Ottocento tra nazionalismi e internazionalità, dedicata alla presentazione di tre volumi, usciti alla fine del 2014, incentrati sulla figura e sugli ambiti di cultura e di ricerca di Adolphe Noël des Vergers (1804-1867), geografo orientalista antichista e collezionista francese, proprietario della maestosa villa di San Lorenzo in Correggiano che porta il suo nome.

Nel volume L’universo internazionale della cultura e delle arti tra Rimini, Parigi e Roma. Il Fondo des Vergers della Biblioteca Gambalunga di Rimini (Bologna, IBC, Compositori), Paola Delbianco si occupa del Fondo des Vergers della Biblioteca Gambalunga e in particolare dell'archivio personale dell'illustre francese. Il libro è un'autentica miniera di acquisizioni nuovissime sui terreni ancora inesplorati delle imprese culturali ottocentesche (fino all’Algeria e al Mondo arabo), sulle quali la Francia imperiale napoleonica investiva internazionalmente su tutti i piani. Il politico e l’economico non vi erano mai disgiunti, in una dimensione progettuale di impressionante grandiosità, che aveva riguardato l’Italia come luogo d’origine dell’impero romano. Vicina a San Marino Repubblica della libertà, rifugio di Borghesi e viatico per le imprese epigrafiche del mondo latino, Rimini era una postazione e un osservatorio strategico, favoriva vantaggiosi affari, e anche il loisir dei Bagni di mare appena inaugurati. Il volume contiene anche saggi di Henner von Hesberg (scavi nel Lazio), Giulio Paolucci (Toscana e François), Daniela Camurri (biblioteca di des Vergers).

Il volume di Giulio Paolucci, Archeologia romantica in Etruria: gli scavi di Alessandro François e Adolphe Noël des Vergers (Roma, Quasar), è stato costruito sulla base degli epistolari di des Vergers e François, conservati per la maggior parte nel Fondo riminese. Per la prima volta Paolucci li integra e studia, con altri fondi, documenti, e risultati di scavi, che egli ha condotto spesso in prima persona, contribuendo anche con essi ad arricchire il Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano che dirige, e che ha allestito come luogo espositivo “di eccellenza” dei reperti del territorio. Oggi, nell’immaginazione popolare sull’archeologia in Italia, nominare François vuol dire suscitare l’epopea di Vulci. Gli scavi di Vulci furono tra i più famosi anche nell’Ottocento, e ancora oggi la tomba, gli affreschi, i reperti, hanno continuato a occupare un posto speciale tra le avventure nel mondo etrusco. Giulio Paolucci ricostruisce anche le vicende dell’importantissima collezione di des Vergers composta di vasi, bronzi, gioielli, in parte ora al Louvre e nei musei del mondo, in parte ancora dispersa, in parte donata alla Gambalunga di Rimini, insieme alla biblioteca e alle carte del Fondo.

Il volume de Le scienze dell’antichità nell’Ottocento. Percorsi romagnoli e riminesi, Atti delle conferenze che si svolsero dal 23 ottobre 2009 al 16 aprile 2010 presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ("L'Arco", 2014), rievoca la storia della cultura di dimensione europea della Romagna rappresentata nel Novecento da Campana, e praticata tra Sette e Ottocento, quando Giuseppe Garampi, Giovanni Cristofano Amaduzzi, Angelo e Francesco Gaetano Battaglini, Gaetano Marini, Bartolomeo Borghesi, Luigi Tonini, diedero un contributo che non ha pari in altre regioni italiane, e nella stessa capitale. Dai fondamenti di Borghesi, Tonini, Mommsen, sono presentate inedite indagini archeologiche, ritratti di finanziatori, di collezionisti, di studiosi e conservatori, nei saggi di Angela Donati, Jacopo Ortalli, Marco Buonocore, Antonella Romualdi, Fulvia Donati, Henner von Hesberg, Bernard Frischer, Giulio Paolucci, Daniela Felisini, Françoise Gaultier, Filippo Delpino.

Del libro sul Fondo des Vergers si occuperanno Angela Donati e Filippo Delpino, Susanna Sarti si occuperà del rapporto tra François e des Vergers per il volume di Giulio Paolucci, Claudio Franzoni de Le scienze dell’antichità nell’Ottocento.

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