Quattro giovani fotografi aprono le porte di Riu

Nasce in centro storico uno spazio indipendente dedicato alla fotografia. Lo sguardo è rivolto all'Europa

Sguardi rivolti all'Europa, ai fermenti in corso e alle nuove tendenze. Frammenti di mondo catturati dall'obiettivo di quattro giovani fotografi, ideatori di Riu, spazio indipendente dedicato all'immagine, che inaugura venerdì 1 aprile in via Labriola a Rimini, alle ore 18,30.

Riu si presenta come spazio dedicato al dibattito, a eventi e mostre con l’obiettivo di affiancare alla produzione di giovani autori italiani quella di fotografi stranieri. Un ambito fisico e ideale di esplorazione e mappatura del complesso mondo dell'immagine fotografica contemporanea che sorge, non a caso, sull'argine sinistro del fiume Marecchia, dove è prossimo al suo sbocco in mare.  Riu, in dialetto catalano “fiume”,  nasce dal desiderio dei suoi quattro giovani fondatori,  Federica Landi, Chiara Medici, Amos Lazzarini ed Elisa Brandi, da anni attivi nel mondo della cultura e della fotografia.
Sebbene con background e formazioni diverse, i quattro hanno unito le forze con l’intento di proporre percorsi culturali aggiornati, di alta qualità e respiro europeo, e che possano portare sul territorio una ricerca sull'immagine di nuova generazione. Cercando di allontanarsi dai cliché e partendo dalla domanda “come nascono e si costruiscono immagini che raccontino qualcosa di noi e del nostro tempo?”  RIU si rivolge a tutti coloro, sia amanti che professionisti, che desiderano “scavare” dentro la fotografia, propria e autoriale,  e cominciare un percorso di ricerca ragionata sul guardare e comunicare. 

Collaborazione e partecipazione saranno gli elementi cardine del modo di operare dello spazio Riu che porrà tra le priorità quella di aprirsi anche a contributi esterni da parte di esperti del settore dell'arte visiva e realtà fotografiche di qualità già presenti sul territorio. In occasione dell’inaugurazione Riu presenta "Fractures", mostra curata da Federica Landi, artista e curatrice indipendente che ha lavorato ed esposto in contesti internazionali. "Fractures" esplicita stile, contenuti e approccio artistico di cui lo spazio intende essere promotore. In esposizione il lavoro di tre artisti residenti in Inghilterra e Usa: Adrian Samson, fotografo slovacco con base a Londra, vanta una lunga serie di premi, recentemente selezionato per il rinomato Taylor Wessing Prize ed esposto alla National Portrait Gallery di Londra, Stefania Mattu, fotografa italiana classe 1985 con un curriculum di mostre sia in Italia che all'estero, dopo aver frequentato il London College of Communication di Londra e l'ICP di New York ora vive e lavora negli Stati Uniti, e Alessandra D'Innella, fotografa e video maker rappresentata dall'agenzia fotografica “Millennium Images”, che dopo un master di fotografia alla Goldsmith University si è stabilita a Londra dove lavora come art director nel settore del teatro indipendente inglese.

Federica Landi scrive:  "Le ‘fractures’  di cui ci parlano i tre autori mettono in discussione le forme canoniche d’identità, di corpo e di oggetto proponendoci stati inquieti di passaggio tra una forma precedente e un’altra ancora in divenire, in costruzione, che oscilla tra il verosimile e l’improbabile. Ciò che emerge dai loro immaginari è un’incertezza, il tradimento di un’aspettativa, l’abbandono della realtà familiare in favore di dimensioni non determinabili. La stessa sensazione che si ha nel cercare di definire al giorno d’oggi che cos’è un’immagine, che cosa ci fa credere e dove ci porta".

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L'esposizione inaugura il 1 aprile alle 18,30 e rimarrà in allestimento fino al 22 aprile.
Orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle 14 alle 18. Ingresso libero.

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